Da uomo l’avrà pur pensato. Gliel’avranno detto, magari, anche gli amici: “E’ occupata, Maestro. E’ una donna un po’ naif di cuore: manco ti baderà, non sei il suo tipo”. Gliel’avranno (ri)detto e Lui avrà sorriso sornione: “Non c’è cosa che più mi ispiri d’intrufolarmi tra amanti tarocchi e giocarmi il mio amore. Non temo la concorrenza: se m’impegno, non ce n’è per nessuno”. Lei, da parte sua, mica cercava chissà cosa in quel mezzodì qualunque: semplicemente andò al pozzo «ad attingere acqua». Che poi, col senno di poi, non era neanche l’acqua che cercava: era di quelle che manco sanno cosa cercano. Il suo cuore bucato – quello sì faceva acqua da ogni parte – era allenato all’inaspettato: «E’ l’imprevisto che aspetto, nient’altro – scrive Christian Bobin -. Ovunque, sempre. Nelle pieghe di una conversazione, nel guado di un libro, nelle sottigliezze di un cielo. L’aspetto con impazienza. È quello che non mi aspetto ciò che aspetto». Avessero chiesto a lei, donna infettata dalle origini samaritane, cosa cercasse, questo cercava: ciò che non si aspettava. Cristo, per natura, era di quelle anime che andava pazzo per tipe così: a farlo ammattire era la ferita, il dolore, l’arsura, la crepa. L’infiammazione e la mortificazione. “Potrò anche sbagliarmi – potrà aver rinfacciato agli amici che gli suggerivano prudenza con lei – ma le scelte si giudicheranno quando la guerra finirà”. Chi li vide avvicinarsi al pozzo – luogo d’amori, incrocio di intimità, spazio del cuore – vide che entrambi avevano sete. La Samaritana (pensava) di avere sete dell’acqua piovana: Lui, scafatissimo in seduzione, sapeva di provare «sete della sete di questa donna» (Agostino). Partì alla caccia di quel cuore bucato.
Gli bastano due parole e il cuore è al muro: «Dammi da bere». La donna si desta: nessuno, con una come lei, aveva mai usato simile dolcezza. Nessuno, a una garibaldina in amore come lei, aveva mai offerto un’attenzione così. Il cuore già le batte strano, lo sguardo si riscalda, il vero pozzo adesso è lo sguardo di chi le è davanti. Ha le mani sudate: “Quest’uomo mi spoglia con lo sguardo, ha occhi che allarmano”. Nessuno, prima, l’aveva mai spogliata senza quel fiuto randagio che gli rinfacciasse, poi, d’essere “l’ennesimo”, il prossimo ex di turno. Lui sa bene di correre il rischio di diventare il settimo della lista – «Hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito» – ma è troppo sicuro di sé, di avere in tasca un amore di fronte al quale gli altri sei saranno come pula al vento. Non le tace il cuore garibaldino, ma nemmeno la condanna: “E se costei fosse così perchè il vero amore s’è fatto attendere per poi farsi gustare in eterno?” pensa tra sé con lei, tremula, di fronte. Pensava, la donna samaritana, di valere quando la durata di una notte. Fissata da Lui, imparò l’economia senza ripetizioni: una bottiglietta di acqua al supermercato costa un euro. In hotel, la stessa bottiglietta, la trovi a tre euro. In aeroporto – ancora la stessa identica bottiglia – la troverai a cinque euro: “Non è vero che vali soltanto un euro, donna. E’ che, probabilmente, non ti sarà mai capitato di trovarti nel posto migliore”. Lei, cuore al muro, l’ammette: «So che deve venire il Messia». Pur garibaldina nel cuore, mai perdette l’attesa del più grande amore. Siccome non la perdette, la trovò: «Sono io che ti parlo».
Quando il fuoco è pronto, basterà sempre una scintilla per accenderlo.
Dalla settima posizione alla prima, nel breve giro di uno sguardo. Sguardo che una donna non cambierebbe con il pieno possesso del corpo di un uomo: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto» grida esterefatta agli amici. Le ha detto proprio tutto, non le ha nascosto niente. È stato il “come” glielo ha detto che l’ha fatta impazzire: senza acrimonia, con delicatezza. Amabile al punto tale che Gli avrebbe risposto: “Scusa, dove te ne sei stato nascosto finora? Eri proprio te che sognavo d’incontrare”. Torna a casa senza la brocca: «lasciò la sua anfora», lei che era venuta al pozzo per riempirla. Non fu per dimenticanza: è che «aveva la tenerezza goffa di chi non è mai stato amato e deve improvvisare» (I. Allende).
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo» (Vangelo di Giovanni 4,5-42)

Meditazioni del Tempo di Quaresima
Mercoledì delle Ceneri, La (mia) Quaresima dell’anatra, 18 febbraio 2026
I Domenica di Quaresima, Facile essere casti se non si è mai stati tentati, 20 febbraio 2026
II Domenica di Quaresima, Divieto di accampamento, 27 febbraio 2026

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