Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

(S)punti di vista

Dalla bocca al cuore

Dio non si dimentica dell’uomo, neppure quando egli, dimenticando di essere accanto ad altri fratelli, si lascia vincere dal desiderio di dominio e di sopraffazione e si allontana da quell’immagine di Dio che il Creatore impresse dall’inizio dei tempi nel suo cuore. Dio si affianca a noi, proprio nel «punto più debole della nostra carne»[2], laddove risiede la nostra estrema fragilità.
Se la seconda persona della Santissima ha ritenuto di incarnarsi, significa che essere uomini e donne, creature del Dio Vivente è una forma di bellezza rilevante. Che la sfida della libertà di scegliere il bene e l’amicizia con Dio vale la pena di essere vissuta. Che ogni nostro istante è prezioso e non un fugace battito di ciglia, destinato a disperdersi nel nulla della vastità del tempo  che scorre, inesorabile. Questo sguardo d’amore riesce a cogliere la verità su di noi. È un re mite. La sua reggia è una stalla. Non avanza pretese, propone un riscatto impagabile ed è disponibile a pagare di persona il prezzo.
È l’unico da cui, piegando le ginocchia, l’uomo riceve la pienezza di vita e la libertà.

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Il divertimento del bene

Sospetto che il verbo “aiutare” sia secondo solo al verbo “amare”: cos’altro è l’aiutare se non l’applicazione concreta dell’amare? Come un innamorato sa bene che

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Il risveglio del deserto

Il fiorire del deserto è l’invito alla gioia dell profeta Isaia. Se Dio non è solo il Creatore che, nella notte dei tempi, ha dato avvio al respiro del mondo, ma è – soprattutto – il “Dio dei vivi” (Lc 20, 38) e la “sorgente della vita” (Gv 4, 5-42), allora è in Dio che si svolge la nostra vita – tutta intera – con le sue mille ri-partenze. E, ognuna, può diventare occasione di propizia crisi, perché ogni “morte” diventa vita, quando è a contatto con il Signore della vita, Colui che, sconfiggendo la morte, fa “nuove tutte le cose” (Ap 21, 5).

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Nebbia e fede (in auto)

Quando siamo avvolti nella nebbia e nel buio, quelli sono i giorni della fede più autentica.
Credere senza capire, fidarsi senza vedere, abbandonarsi all’Amore senza conoscere luoghi e tempi. Mi son fermata a bordo strada per scrivere immediatamente ciò che il cuore potrebbe dimenticare e farsi derubare troppo velocemente.

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Erro ergo sum

La storia di Carlotta – studentessa prodigio laureata in Medicina a ventitré anni, dopo una serie ininterrotta di successi – è entrata anche dentro le

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Bellezza…edile!

Siamo fatti per risplendere. La luce è il nostro habitat naturale. Siamo fatti per essere luce, non per rimane nascosti o ingrugnati su noi stessi.
Siamo creati perché amati. La via pulchritudinis pare essere la strada privilegiata per l’incontro con Dio. Ma anche con noi stessi e con l’altro.
L’amore ci rende belli e ci fa brillare, se solo accettiamo di deporre quello sguardo negativo, che ci impedisce di vedere la rivelazione di ciò che, pur essendo eterno, è sempre nuovo.

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Avvento: incontro di inizio e fine

Come mai, se il Natale è una festa di speranza, che segna l’inizio della vicenda terrena di Cristo, lo cominciamo tra proclami apocalittici e annunzi di sventura? Non è un controsenso? Siamo insieme, su questa terra; siamo insieme, nella Chiesa. Non siamo gettati, come vorrebbe Heidegger, nell’esistenza: siamo affidati gli uni agli altri. Non una goccia di sudore può essere dimenticata da un Dio, che ha rinunciato ad ogni cosa, pur di non perdere noi.

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