Come Dio o con Dio?

Corona Avvento - 1

La prima domenica del tempo di Avvento accentua il tono escatologico. L’attesa è una ricerca di segni, un tentativo (non sempre vittorioso!) di decifrare il disegno di Dio. Segni nel cielo, segni sulla terra, costruzioni grandiose, miracoli… non tutto parla di Dio: alcuni segni sono deviazioni dal percorso.   Essere come Dio “Chi come Dio?” […]

Tre per uno

Trinità: abbraccio in una cena

Nella Trinità che si rivela, il desiderio di Dio per l’uomo. Eros e agape: “Anche se l’eros inizialmente è soprattutto bramoso, ascendente — fascinazione per la grande promessa di felicità — nell’avvicinarsi poi all’altro si porrà sempre meno domande su di sé, cercherà sempre di più la felicità dell’altro, si preoccuperà sempre di più di lui, si donerà e desidererà « esserci per» l’altro. Così il momento dell’agape si inserisce in esso; altrimenti l’eros decade e perde anche la sua stessa natura” (Benedetto XVI, Deus caritas est).

La sposa è pronta

Sposa_Chiesa

La sposa è la chiesa La chiesa è la sposa. La Chiesa-Sposa richiama il linguaggio del popolo d’Israele e del libro del profeta Osea1, in cui l’amore di Dio, fedele oltre ogni tradimento, riconquista l’amore della sposa, che si è mostrata come prostituta, immagine del popolo d’Israele, infedele ed idolatra. Particolarità ambrosiane Il rito ambrosiano, […]

Il risveglio del deserto

Times of Israel_Negevdesert

Il fiorire del deserto è l’invito alla gioia dell profeta Isaia. Se Dio non è solo il Creatore che, nella notte dei tempi, ha dato avvio al respiro del mondo, ma è – soprattutto – il “Dio dei vivi” (Lc 20, 38) e la “sorgente della vita” (Gv 4, 5-42), allora è in Dio che si svolge la nostra vita – tutta intera – con le sue mille ri-partenze. E, ognuna, può diventare occasione di propizia crisi, perché ogni “morte” diventa vita, quando è a contatto con il Signore della vita, Colui che, sconfiggendo la morte, fa “nuove tutte le cose” (Ap 21, 5).

Avvento: incontro di inizio e fine

Come mai, se il Natale è una festa di speranza, che segna l’inizio della vicenda terrena di Cristo, lo cominciamo tra proclami apocalittici e annunzi di sventura? Non è un controsenso? Siamo insieme, su questa terra; siamo insieme, nella Chiesa. Non siamo gettati, come vorrebbe Heidegger, nell’esistenza: siamo affidati gli uni agli altri. Non una goccia di sudore può essere dimenticata da un Dio, che ha rinunciato ad ogni cosa, pur di non perdere noi.