Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

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Ogni giorno nascono sulla terra più di centomila
donne. Alcune vivono qualche ora, qualche settimana, qualche anno; altre molti
anni, anche cento se volete, poi tutte muoiono. E quando sono morte si
allontanano tutte con moto rapido o lento, ma certamente inesorabile, dalla
mente e dal cuore dei viventi. E’ questa la legge della natura. Già è raro chi
pensi alla sua bisnonna o alla trisavola. Anche le donne superiori – che un
giorno attirarono su di se sguardi e attenzioni, entusiasmi e seduzioni – ora
non destano più gli applausi di un tempo. La loro fama ha avuto un inizio, un
decorso, un declino. Spesso pure un tramonto. Anche i santi presso gli uomini
hanno una storia e una fortuna. Per tutte le donne è così. Scusate, correggo il tiro:
per tutte, tranne Una!
Per costei – donna Maria di Nazareth – inizia
stasera  (presso la piazza Falcone e
Borsellino di Schio) un tour musicale intitolato: "Il mondo canta Maria in tour". Sono note e testi, silenzi e
provocazioni, sprazzi di luce e acuti vocali partoriti nel silenzio che scopriranno
l’altra faccia del pentagramma: quello che dalle sudate carte corrette e
ri-corrette conduce alle profondità dell’anima. Sono artisti che nascono piano
e senza far rumore. Che compongono in ginocchio, che scavano nelle viscere
della loro interiorità per estrapolare un suono, una battuta, un rigo musicale
che li accosti sempre più al mistero. La loro voce t’incanta perché parla e
spinge, riallaccia e snoda, accende e abbevera. Stupisce, emoziona e illumina. Cantano
Maria. Cioè la bellezza, la tenerezza, la maternità. Cantano la storia delicata
di una donna che, unica superstite nel fugace teatro della bellezza, sa incasellare
spazio e tempo sotto i suoi piedi. E passeggiare indisturbata! La teologia –
che troppe volte trascura l’umane sembianze – non ci racconta nulla del corpo
di Maria: s’arresta all’anima. Quasi a voler sorvolare. Per paura. Per pudore.
Per rispetto. Ma dove si siede la teologia fortunatamente s’alzano i poeti per
celebrarla, i musicisti per musicarla, gli artisti per pennellarla, il popolo
per elogiarla. Cioè  è il mondo che canta
Maria.
Incoraggia pensare che il pianeta delle "sette note"
annoveri tra i suoi abitanti degli artisti che – stanchi di commerciare suoni
d’aria privi di pollini da trasportare – tornano a guardare a Maria come ad una
musa ispiratrice.

Scribacchiando sotto il suo mantello note che, al
loro ri-apparire, donano l’eco di una musicalità disimparata.

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