Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

Nelle intenzioni degli accusatori, i colpevoli sono due: l’adultera e Gesù.
Il peccato della donna risulta evidente: l’hanno colta sul fatto. Quello di Cristo, però, appare ancora più pericoloso: eccesso di misericordia.
Gesù scrive per terra. E qualcuno si diverte, ancora oggi, a decifrare quei segni. Il nome dell’amante misteriosamente scomparso? Il comandamento “non commettere adulterio”? Il “non ucciderai”? I peccati degli implacabili accusatori?
Sciocchezze. Gesù traccia delle linee sulla polvere per dimostrare la propria estraneità al dibattito giuridico che si vorrebbe imbastire. Non è venuto per giudicare.
Cristo, con la sua scrittura misteriosa, abbozza il codice della misericordia, che non può essere né rinchiuso negli articoli di un codice, né inciso sulla pietra.
La misericordia non si scrive sulla materia dura, e nemmeno può essere fissata sulla carta.
La misericordia si traccia sulla superficie delicata di un cuore di carne, simboleggiata dalla morbida carne della terra.
La misericordia è feconda. Crea. Ri-crea.

Ci vuole coraggio. Non a sventolare un articolo del codice, ma a sistemarsi in testa l’aureola della santità. È proprio la prima pietra, la prima parola, lanciata con leggerezza, quella che colpisce più duro.
Gesù ha obbligato i giudici a obbligare se stessi.
Sono sbarcati come “giusti”. Se ne vanno con la patente di “peccatori”.
Il primo passo in direzione della santità viene compiuto quando uno, tutte le volte che si fa l’appello dei peccatori, pensa che il proprio nome stia in capo alla lista.

(Alessandro Pronzato, Le donne che hanno incontrato Gesù)

Buongiorno!

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