Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

“Dio non ci manda mai prove senza darci insieme la forza necessaria per sopportarle”
(Edith Stein, Santa Teresa Benedetta della Croce)

Non vi sembri questa frase il palliativo di una disperata che non riesce a dare un senso alla propria sofferenza; certo Edith nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, non poteva che chiedersi il perché di quella prova.
Ebbene, a me questa sua frase ha cambiato la vita; non fraintendetemi, non c’è nessuno a cui la vita sorrida sempre, ma, può accadere che, ad un certo punto, si decida di sorridere alla vita, comunque, dovunque e con chiunque essa scorra. Penso sia stata la scelta di Santa Teresa Benedetta della Croce.
Perché dunque la prova? Perché la sofferenza? Incredibile ma vero: per scoprire le forze che Dio stesso ci ha dato. Essa invero è strumento tramite cui conoscere se stessi, pr endere soprattutto coscienza dei propri limiti, in modo da imparare a confidare in Colui che solo può intervenire in nostro aiuto. Gesù per primo “pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì”(Eb.5,8).
D’altronde, un padre che vuole insegnare al figlio a camminare, prima o poi, dovrà lasciargli le manine, per fargli sperimentare l’equilibrio. Questo non significa che lo abbandoni: quello stesso padre non starà lì, proprio dietro il figlioletto, con le braccia aperte, pronto a prevenire le cadute, o, se del caso, a rialzarlo? Dal dolore di quelle prime cadute il figlio potrà, in compenso, apprendere l’arte del camminare, indispensabile per affrontare la vita.
Allo stesso modo, Dio, nostro Padre, ci lascia pian piano le mani, perché, anche provando a volte dolore, possiamo prender coscienza della natura divina che è in noi. Dunque, la prova, la sofferenza, che poi, almeno per quel che mi riguarda, si traduce spesso in un senso di abbandono, non è che quel lasciarci le mani, da parte di Dio, che ci porta ad imparare a camminare verso la Vita Vera in un fiducioso abbandono.
Passare per lo stretto buco del bozzolo è lo sforzo necessario affinché la farfalla possa trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che possa volare.
Se Dio ci permettesse di vivere la nostra vita senza mai incontrare ostacoli, saremmo limitati. Non potremmo essere forti come siamo. Non potremmo mai volare!

[riportato da Fabio Scattarella]

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I prossimi appuntamenti

* Martedì 2 febbraio, dalle ore 9, don Marco Pozza sarà ospite della trasmissione “Bel Tempo si spera“, condotta da Lucia Ascione su Tv2000.

* Giovedì 4 febbraio 2016, alle 9, avrà luogo, presso il Centro Parrocchiale Ferrarin (Piazza del Giubileo 6, 36016, Thiene, VI, IT), il primo incontro del corso sui Sette Sacramenti dal titolo “Le provviste di miele“.
Nella sua opera pubblicata postuma Cittadella, lo scrittore-aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry si pone una domanda: «Che cosa diventerai se nessuno ti prende per mano per mostrarti le provviste di miele, fatto non di cose ma del senso delle cose?» Prende spunto da quest’immagine densa di significato il corso di teologia sui sacramenti. Il tentativo del corso sarà duplice. In un primo momento si cercherà di contestualizzarli all’interno della vita di fede cristiana, mettendo in luce la valenza del rito nella trasmissione della fede stessa. In un secondo momento si passerà in rassegna ciascuno dei sacramenti, portando alla luce il suo fondamento biblico, la sua pertinenza teologica e la sfida attuale che pone in atto nel contesto d’oggi. Per tentare di fare luce su quelle “provviste di miele” che rappresentano il senso stesso della vita sacramentale del cristiano.
Alle ore 20.30, avrà luogo il quarto incontro del corso di teologia “Gesù di Nazareth. I passi scalzi della bellezza“, presso l’Oratorio di Ponte di Piave (Via Roma, 64 – Ponte di Piave, TV). 
Il corso di teologia – dal titolo “Gesù di Nazareth. La sorpresa di Dio nella storia” a firma di don Marco Pozza – è un percorso che tenterà di presentare il Gesù dei Vangeli come l’Uomo nel senso vero e proprio, il Dio fattosi storia tra le strade della Palestina di due millenni addietro. Quel personaggio che d’improvviso ci troviamo accanto nei momenti di maggior abbandono, di desolazione e di disperata solitudine. Strutturato in due parti, nella prima l’attenzione sarà centrata sulla vicenda storica di Gesù di Nazareth, con particolare attenzione alla dimensione affettiva e umana della sua persona di Uomo e alla consapevolezza d’essere al tempo stesso Figlio di Dio, il Cristo della storia. Nella seconda parte verranno tracciate delle prospettive su come la storia dell’uomo appare dopo il passaggio di Cristo, quasi un «invito a guardarsi intorno e a dare il posto dovuto all’ombra che ci insegue contro noi stessi, nonostante noi stessi» (C. Bo). Un Cristo della sorpresa. Un Cristo inatteso. Un Cristo anche solo spiato. Per rammentare il fatto capitale della nostra esistenza di cristiani.

* Venerdì 12 febbraio 2016, alle ore 20.30, avrà luogo, presso il Centro Parrocchiale Ferrarin (Piazza del Giubileo 6, 36016, Thiene, VI, IT) , il primo incontro del corso sui Sette Sacramenti dal titolo “Le provviste di miele“.



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