Angeli in vis(i)ta?

«Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli» (Eb 13, 1)
Lo sguardo all’epica greca ci ricorda come, al di là della religione monoteista, era già riconosciuta una certa sacralità al dovere dell’ospitalità nelle culture pagane di epoca antica.
Il disappunto che colora il ritratto di Polifemo ne è un primo sentore: non serve aspettare il contraccambio, affinché sia possibile sperimentare la bellezza dell’ospitalità. Si tratta di un dovere intrinseco, tanto più interiormente sentito come necessario, quanto più l’assenza di strutture recettive predisposte alla sosta, lungo le vie più percorse, rendeva indispensabile fermarsi a dormire in un luogo che potesse essere ritenuto sicuro sia rispetto ad agguati di banditi, sia rispetto all’inclemenza atmosferica.
Dio «ultimamente» si è stancato

Dio si è stancato. Con quest’incredibile annuncio inizia, ogni anno, l’anno. Si è stancato pesantemente, stancato “di brutto” come direbbero gli uomini. Non è tanto la stanchezza di chi, per alzarsi dal letto, ha dovuto fare uno sforzo tale che, per la stanchezza, si rimette a dormire. La sua è una stanchezza diversa, la stanchezza […]
Felicità paradossale, ma possibile

Dio cerca l’uomo, che cerca la felicità. Nelle beatitudini, il contatto si fa possibile, anche se sembra paradossale.
Scomode recisioni: oltre la confort-zone

“Vattene”. La prima parola che Dio rivolge ad Abramo. “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio” risponde Cristo, ignorando ogni pietas. Ci sono recisioni, che sono ineluttabili. E non si può andare per il sottile.