Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

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Solita storia. Ragazza
giovane, impeccabile, amante dello studio, figlia di buona famiglia,
irreprensibile. Solito sogno: sballare una sera per assaporare l’emozione del
proibito. Solita fine: morta per droga. E tutti a chiedersi: "giovane allegra e vivace, come ha potuto
fare questo?"
Semplice: ha smesso le vesti di brava ragazza. Per vergogna,
per stanchezza, per inappetenza. Per essere uguale alle altre. Ultimamente tuona
potente l’eco di un dubbio: perché tutta questa voglia di morte? Si muore sotto
lo sguardo impietrito ma immobile: perché fa comodo una mandria di zombi, una
generazione clonata, una massa ignara della responsabilità. Le telecamere di
Studio Aperto filmano la contrattazione per l’ecstasy: l’illegalità sotto occhi
distratti che diventa tacita legalità. Una mandria che ha tradito il potere
dell’immaginazione a scapito della moda. Cercasi disperatamente fantasia,
sentieri nuovi di vita, avventura di redenzione, giovinezze salutari. Voglia di
vivere, passione per l’arte, la musica, la pittura, lo sport, la danza. La
scrittura. Le agenzie educative c’inculcano l’educazione motoria. Sessuale.
Fisica. Scolastica. Catechistica. Politica. Sportiva. Elementare. Patriottica.
Civica. Storica. Tutto qua! E un’educazione del cuore? Dei sentimenti?
Dell’anima? Della responsabilità alla vita?
Da Sydney rimbalza un
invito: "il Signore vi sta chiedendo di
essere profeti di questa nuova era"
(Benedetto XVI). Qui c’è da rimboccarsi
le maniche.
Altro che applaudire
festanti.

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