Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

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Un sorriso contagioso, una faccia “da schiaffi”, un’espressione simpatica ed un piglio da leader innato, che fanno ancora capolino da quelle foto che campeggiano nel suo sito.
Mentre tanti adolescenti irridono la morte in cerca di selfie “estremi”, Matteo ha sorriso alla vita, anche quando era tutt’altro che facile, percorrendo la vertiginosa ebbrezza di un tentativo di vita santa. Nella quotidianità di una vita normale, per un ragazzo di 19 anni: la scuola, lo sport, la musica, la fidanzata. Con quel drago da sconfiggere a complicare un po’ le cose, per dirla tutta.
Ma, del resto, «è carne sudata quella che si porta in cielo, quella stessa che capita d’incontrare nel pianerottolo di casa».
Fede semplice, vissuta con entusiasmo fin da piccolo, ma anche piena di domande, di dubbi, di inquietudine. Un ragazzo sempre disponibile ad aiutare gli amici in quanto molto bravo a scuola, ma anche il primo a divertirsi, che suona diversi strumenti e si esibisce nei locali con i NoName, di cui è cantante. Ha modo di definirsi infiltrato, tra i suoi coetanei, chiamato a “entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore”. Prende così tanto a cuore tale compito che è soprannominato, con stima, “il moralizzatore” e pare che l’idea stessa della band sia nata proprio per distogliere qualche suo compagno dal rischio di prendere una brutta strada.
Nel 2003, tredicenne, le prime avvisaglie della malattia: a seguito di continui mal di testa e problemi alla vista, Matteo si reca, con la famiglia, a Milano ed in seguito ad Hannover per curare un tumore al cervello. Dopo circa due anni, la malattia pare in regressione e l’adolescente cerca di riprendere la propria vita quotidiana.
Nel 2005, una crisi convulsiva è il segnale che la malattia è di nuovo alle calcagna.
Ha modo di interrogarsi sulla propria vocazione, non escludendo una possibilità di consacrazione, ma nel 2007 si innamora, ricambiato di Serena, che definisce “il dono più bello che il Signore potesse dargli”: la ragazza gli rimane accanto fino alla fine, intraprendendo, insieme con lui, un cammino di crescita, umana e spirituale, come coppia cristiana.
Nell’ottobre 2008, ha una seconda recidiva. Affronta la sofferenza con grande serenità, anche se la malattia lo costringe a diversi interventi, perde il controllo degli arti e si ritrova costretto su una sedia a rotelle.

Non è immune, naturalmente, alle domande o ai momenti di fragilità, di fatica, di dolore, magari di scoraggiamento, ma, anche in quelle occasioni, riesce a lasciare che uno spiraglio di speranza illumini anche quelle giornate, come testimoniano le sue parole:


«Quando senti che non ce la fai, quando il mondo ti cade addosso, quando ogni scelta è una decisione critica, quando ogni azione è un fallimento… … e vorresti buttare via tutto, quando il lavoro intenso ti riduce allo stremo delle forze, sottraendoti tempo per prenderti cura della tua anima, amare Dio con tutto te stesso e riflettere il suo amore agli altri. Fatica.
Stringi i denti… eppure non ce la fai. Dio ti ha lasciato solo? No!
In silenzio ti sta sempre accanto asciugando le tue lacrime e tenendoti in braccio, finché non avrai la forza di camminare con i tuoi piedi, tenendolo con vigore per mano.
Fatica. “Accucciati” umile tra le sue braccia e lì sarai protetto finché non torna il bel tempo. Tornerai allora a splendere del suo amore, donando anche una carezza, un sorriso, il tuo piccolo contributo per aiutare chi è come te nella difficoltà, nella fatica; portalo da Dio… Risorgerà anche lui con il Nostro Signore ad una vita d’amore»

Le ultime notti, Matteo sta molto male e, in quell’occasione, è la madre ad insistere coi medici affinché si facesse tutto il possibile, perché Matteo ha sempre detto che la vita va difesa fino all’ultimo – rende noto la postulatrice della causa, Francesca Consolini.
Matteo torna tra le braccia del Padre il 24 aprile 2009.

«Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole!» diceva san Francesco d’Assisi. Forse risiede proprio qui il “segreto” del carisma di un giovane come Matteo, che viveva il Vangelo, con semplicità, immediatezza ed entusiasmo: come proposta di gioia e pienezza di Vita, quella vera!


La conclusione del processo diocesano per fama di santità, iniziato il 19 settembre 2016 (giorno del suo compleanno), si concluderà il 24 aprile 2017, nella cattedrale di Brindisi.
La sua biografia è contenuta nel libro “Il sorriso della fede” di Antonella Calò.


Per ulteriori approfondimenti:
Matteo Farina
Santiebeati
Repubblica
Papaboys
Il foglio
Tv2000 (video YouTube)
Associazione Matteo Farina (video YouTube)

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