Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

pipistrello

Che nessuno sghignazzi dicendo: “Satana non esiste”. Quel lurido essere immondo non ha mai guadagnato tanto terreno come quando, dotato d’immane furbizia, ha fatto circolare la falsa-notizia della sua morte: «L’ultima astuzia del Diavolo, fu scritto, è di sparger voce della sua morte» (G. Papini). È proprio una notizia-del-demonio: anche il diavolo, non dimenticatelo mai, ha i suoi miracoli. I suoi marchingegni per abbindolare il cuore: sa di non poter promettere ciò che promette Cristo, il suo perpetuo avversario. Non potendo competere in fatto di qualità, fa leva sul complemento-di-tempo, quantità grassa: «Diventerete come Dio» (Gen 3,5). Subito, all’istante, nell’immediato. Senza faticare. In materia di combattimento, Satana è un animale da rissa: muta la tentazione in attrazione.
Dai pulpiti qualcuno ancora proclama che a Satana, un giorno, gli riuscì di tentare pure Cristo, in pieno deserto. I Vangeli, però, narrano un’altra faccenda, che è esattamente l’opposto: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto». Mica Satana andò alla ricerca del Cristo. Accadde l’esatto opposto: dopo trent’anni a Nazareth – passati ad imparare il mestiere di cambiare il mondo – il Figlio volle fare di tutto per non perdere tempo. Decise d’andargli alle calcagna «per essere tentato dal Diavolo». Satana si fece trovare puntuale con Cristo: fu una sorta di annunciazione. Gli uomini di burro – com’è di chi scrive – Satana li annulla pure stando lontano. Quelli tutti d’un pezzo, che hanno chiara la strada da battere, il demonio ha necessità d’incontrarli viso-a-viso: farli soccombere è un lavoraccio del demonio anche per Lucifero. Cristo, dunque, gli viene in aiuto: è lui stesso a presentarsi. Per quaranta giorni s’è allenato alle logiche del deserto: col digiuno si è tolto l’inutile per armarsi solamente del necessario. Per mostrare a Satana quanto sia corta la sua fantasia. Perché ad un uomo che ha fame, la cosa più ovvia è tentarlo col pane: «Di’ che queste pietre diventino pane». Poca fantasia nel curriculum di Lucifero. Tanta supponenza nel mettere davanti la compagnia, esattamente a chi gli amici se li sceglierà altrove: «Gettati e ti sorreggeranno gli angeli». Ancora materia, ovvietà. Ad uno che, per scelta, non avrà nemmeno dove posare il capo, cosa promettergli se non un impero di abitazioni? Eccolo: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».Un Dio-acrobata, un prestigiatore di folle, un Dio-fornaio: è il sogno di Satana. Vedere Cristo annunciare una religione diversa da quella per la quale era venuto nel mondo: “Gettati giù, Dio”. Lui, invece, aveva già deciso di farsi vicino all’uomo – fino a farsi masticare nell’Eucaristia – proprio per tentare l’esatto suo contrario: “Innalzati, uomo!” Punto e a capo: «Il diavolo lo lasciò», per l’appunto.
Con la coda tra le gambe Lucifero. Il che, badate bene, non significa che si arrese. Tornò a sgusciare dentro la materia per farsi invisibile: sottotraccia, con basso-profilo, fine cesellatore. Non fece così perché apprese la lezione, lo fece perché s’incattivì di più: la luce lo tramortì. Un Uomo non aveva ceduto alle sue luride lusinghe, l’aveva costretto a rimettersi al suo posto, quello caliginoso delle tenebre: nessun pipistrello ama la luce. Satana, nel deserto, è un pipistrello allo sbaraglio: questo raccontano gli evangelisti delle tentazioni-di-Cristo. Non fu Dio dunque ad essere tentato: fu Satana ad essere esaminato, perché capisse che i trucchi non funzionano con tutti, indistintamente. Qualcuno, invece, è ancora convinto di aver sempre sentito-dire che è stato Cristo ad essere tentato, mica il Satana lesso. Credano pure ciò che sogliono credere da anni. Diano retta, però, a quell’inciso evangelico: «Fu condotto dallo Spirito nel deserto». Che, al netto di tutte le fandonie, appare come l’annunciazione più cercata, l’annunciazione di Gesù all’uomo: “Ce la puoi fare anche tu!” Cristo, stando sull’attenti nel deserto, non ci dice che Satana esiste: lo sapevamo già. Ci mostra come Satana può essere sconfitto. Solo là poteva farlo: nel deserto, nudo, solo. Perché nessuno pensi che Dio non conosca l’umano-fragile. Parte per comandare i cuori, dopo aver obbedito: nessuno riuscirà a comandare senza prima aver obbedito.

(da Il Sussidiario, 4 marzo 2017)

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano (Mt 4,1-11)

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