Ha la passione dell'imprevisto. È un Dio in agguato

"Don
Marco – dice Checco, spritz alla mano nel ghetto di Padova – e se anche nella
vita funzionasse il piano cartesiano?". Cosa centra? La maestra m’ha insegnato
che serve per individuare la posizione di un punto nello spazio. Due rette tra
loro perpendicolari, un punto d’intersezione, uno spazio circoscritto. Due
rette: una orizzontale, l’altra verticale. Più o meno: terra e cielo! Proprio
come le due dimensioni dell’uomo: il corpo e l’anima. Intersecando il mistero
dell’anima e le vibrazioni del corpo scopro la mia posizione nell’immensità del
creato. Utopistico! Meglio: provocatorio!
Padovarulez.com
e scuolazoo.com ci ricordano l’orizzonte della nostra vita: tra sogni e
idealità, meschinità e bellezza, altezze e cadute si gioca la nostra avventura
di uomini. Nella confusione tra reale e virtuale probabilmente se ne sta
nascosta la soluzione alla malinconia che spesso firmiamo nelle nostre
giornate.
Il
Venerdì Santo ci rammenta la dimensione verticale specchiandoci nella memoria i
tratti di un brigante che, urtato dalle oscillazioni dell’anima, è entrato di
slancio nel Paradiso. Potessi, questo giorno lo farei diventare l’occasione per
festeggiare il "contrabbandiere" del Paradiso. "Signore, ricordati di me, quando sarai
entrato nel tuo regno"
. Un unico
vagito d’amore, e una vita criminale è trasformata. Miseria! In un attimo non
solo è assolto, ma elevato alla gloria dell’altare! In un baleno sottilissimo
quel cadavere stomachevole diventa la
Tenda nella quale la Misericordia vince la scarsezza della virtù. Da
brigante ad ostia di santità. L’assassino, il non-puro, il furfante, il
terrorista professionale… diventa un santo. Pensa: è bastato uno sguardo celato
negli occhi del Cristo per aizzare la voglia d’Eternità assopita nell’anima. E’
l’unico – come ricorda Luigi Santucci – che ancora crede di morire al fianco di
un re. "Ecce lignum crucis, in quo salus
mundi pependit"
– canta la liturgia adorando la Croce: perfezione
commovente.
Ha
rischiato il tutto per tutto quel delinquente che non aveva mai perso il sogno
della santità. Ha rischiato. Certo,
perchè la fede è anche un rischio: ma il rischio peggiore nella vita è non
rischiare mai! "Alcuni vivono con una
tale cautela, che muoiono quasi nuovi di zecca"
(M. Richter). Che schifezza…!
Non ti dico "Buona Pasqua".
Formulo l’augurio massimo: "Cristo è risorto"!

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