Affidati e forti, come il fiore di campo

L’asino mansueto, che trasporta Cristo; il fiore del campo, che si secca in breve tempo. Queste pagine della Scrittura, come spesso capita, sono ricche di immagini prese in prestito dalla natura. Eppure, il fiore del campo, nella sua fuggevole vita, per la sua piccola statura, è in grado di radicarsi anche a quote elevate e di contrastare anche le folate di vento più forti, abbassandosi e stringendosi ai suoi confratelli, nei campi. Ecco che, nella fiducia al prossimo, anche la fragilità del fiore si dimostra pertinace affidamento al Creatore. Perché se Dio non si dimentica neppure del fiore di campo, che “oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?”. Affidati, dunque a quest’immagine, possiamo imparare a sfrondare e rinunciare a tutto ciò che intralcia il nostro cammino. Perché la semplicità è il primo aiuto per camminare spediti.
Presentarsi senza prendere appuntamento

Avevano tutti e tre l’agenda piena di appuntamenti. Avessimo chiesto loro, tutti e tre erano indaffaratissimi: impegnati, con l’ansia sul collo, nello sfogliare la loro agenda per veder se c’era un buco libero dove fissare un appuntamento con la loro felicità. “Tutto pieno – rispose a modo suo l’agenda -: già tutto pieno fino al […]
Un pool di avvocati

La partenza è la maniera più straordinaria che Cristo conosca per educare gli amici: educarli alla libertà, alla responsabilità, all’autonomia. «Resta con me – dice l’amore malvagio. Va – dice l’amore buono – va, va, va: è per fedeltà alla fonte che il ruscello s’allontana e si trasforma in torrente, fiume, oceano, sale, in azzurro, […]
Avviso per i rapaci

Non l’infrangibilità ma il suo opposto, l’essere frangibile, è la caratteristica tipica di chi appartiene a Cristo. Di chi ha la cittadinanza nel suo gregge. Non un’umanità al limite delle possibilità d’apparir quasi disumana, ma la capacità di ascoltare e incamminarsi dietro a ciò che Cristo, vestito da pastore, propone al suo gregge: «Le mie […]
Andiamo a vendemmiare

La notizia era nell’aria: si direbbe che anche nell’aria ci fosse uno stato di massima allerta. Il Cristo di Betlemme, dopo un tirocinio durato trent’anni dentro l’anonimato di Nazareth, in tre anni di predicazione con parole e gesti s’era fatto l’Uomo di Gerusalemme. Da giovane aveva imparato a lavorare il legno grezzo levigandolo con la […]
Dio è dove i tram non vanno avanti più

La sua era una vita ai margini: dell’interesse, della celebrità, della città. Era di Nazareth, paese del quale nessuna carta geografica dell’epoca segnalava la presenza. La sua regione era la Galilea, regione di confine con Siria e Fenicia, facente capo alla Palestina: provincia ai margini dell’Impero di Roma. Qualora le consultassero, esistenze così verrebbero consultate […]
Il fornaio e quelle tredici pagnotte

Il fornaio di Gerusalemme, “quel” fornaio di Gerusalemme, erano anni che confondeva il giorno con la notte: “E’ una delle tante stranezze della vita!” diceva a chi, senza malizia alcuna, gli faceva notare che viveva al contrario: faceva colazione a notte fonda, il pranzo a metà mattina, riposava quando tutti pranzavano, cenava per merenda e, […]
In stato confusionale

La Madonna, in disparte, assisteva silente all’ovazione della folla. Sapeva, lei sapeva bene, che gli amori di oggi sarebbero diventati i carnefici di domani. Ciò nonostante, restò fedele al desiderio del suo Figliolo, quello ch’era stato fatto salire in groppa ad un puledro per fargli fare un bagno di folla: “(Ma)donna mia, lasciate fare, voi: […]
Il deodorante non è la doccia

E’ appena entrato a Gerusalemme Gesù. La città è drogata di musica, di frastuoni, di chiassi: il rischio è quello di confondere i fischi con i fiaschi, la gloria del mondo con la gloria di Dio. Se la confusione fosse il primo gradino verso la conoscenza, Gerusalemme quel giorno darebbe l’impressione di essere una città […]
Un Dio nascosto

Il ritrovamento di Gesù al tempio lascia emergere le dinamiche educative di ogni tempo: lasciar andare, saper “perdere il controllo”, imparare a cambiare senza mancare alla carità.