Certe case raggiungono una percentuale così alta di disordine che l’unica soluzione rimasta è il trasloco: «Convertitevi: il regno di Dio è vicino» è il grido del Vangelo nel tempo di Avvento. Convertirsi è verbo di scuola guida, segnale stradale di “Inversione di marcia”: una sorta di trasloco da una direzione (quella del peccato) ad un’altra, quella della salvezza. L’Avvento è una delle due grandi possibilità di trasloco della liturgia, assieme alla Quaresima. Assomiglia all’invito di Dio a trasferirsi a casa nostra: “Che ne dici se faccio trasloco nella tua anima, nella tua mente, nel tuo cuore?” Il rischio è sempre altissimo: «La maggior parte della gente – scrive Christian Bobin – perde la propria anima quando fa ingresso nel mondo con la stessa facilità con cui perde un libro in un trasloco». Traslocare è un’arte, un tirocinio: s’impara a buttare via, a fare spazio, a scegliere. A dare più valore ad una cosa, salvarne una a scapito di un’altra, a cambiare posizione nell’ordine delle gerarchie: toglierai dalla cornice una foto e ne infilerai un’altra, per esempio.

Si salveranno, alla fine, soltanto le cose significative.

L’Avvento è un trasloco da farsi in silenzio, restando concentrati, attenti a non sbagliare oggetti da buttare. Il rumore, in questo periodo, è una tentazione: tutti abbiamo dei vicini di casa simpaticissimi fino a quando non iniziano a fare un trasloco o un ballo di gruppo. Il Demonio, testimonial del rumore, in Avvento sbatte dappertutto: nelle strade intasate, nei negozi invasi, nel naufragio umano in atto dovunque. Non ha guadagno, il Demonio, se l’uomo farà un’inversione di marcia e ritornerà al suo Dio: a lui, smargiasso, interessa distrarre, illudere, anche frodare sapendo che l’illusione della vigilia sarà la delusione del giorno dopo. A che pro, comunque, lamentarsi? É solo facendo esperienza di disordine che, un giorno, ti becca la voglia improvvisa di fare ordine, di metterti a fare trasloco: “Ne ho piene le scatole – dici -: è ora di traslocare”. Ecco l’Avvento: avere le scatole piene dell’inutile e mettersi a (ri)cercare l’essenziale. Sapendo che ogni trasloco è una resa dei conti. E i conti, si sa bene, torneranno molto raramente.

(da Specchio de La Stampa, 7 dicembre 2025)

(immagine tratta da www.oknoplast.it)

2 risposte

  1. Grazie don!
    Sante parole, io il trasloco l’ho fatto in quaresima, e tutto quello che lei dice è così.
    La casa è grande, c’è spazio per tutti, basta chiedere al padrone che sará felice di aprire. Del panorama ci si meraviglia….è un incanto…..
    Buona serata!

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