Il tempio di Milano è femmina

Introduzione

La terza domenica d’ottobre, nel rito d’ambrosiano, è appuntamento fisso con la memoria delle radici spirituali del capoluogo: si ricorda la dedicazione del Duomo di Milano, che, nello specifico, lo è a S. Maria Nascente. Il capoluogo della regione, la capitale economica d’Italia, lungi dall’essere quella scorza che appare, ha da sempre manifestato, a modo suo, il proprio amore per la Vergine, ivi compresa la legge secondo la quale nessun edificio poteva essere più alta della Madonnina dorata, che abita tra le guglie più alte del nostro Duomo (solo di recente, parzialmente edulcorata, purché vi fosse una copia, come accaduto alla torre Branca, al grattacielo Pirelli e alla torre Allianz).

La custodia del popolo di Dio

Viviamo in Oggi, come al momento della sua edificazione, il Duomo troneggia nella piazza omonima, quasi perfettamente al centro del territorio cittadino, un tempo protetto da mura e “porte”, alcune delle quali ancora oggi presenti. “Fuori delle mura”, c’è ormai molto altro, ora nel computo del territorio comunale. Al centro della piazza, al centro di Milano, quasi al centro del mondo. Custode di segreti e misteri, al cuore del cuore pulsante della città meneghina, protagonista dell’intenso viavai urbano: di studenti, di pendolari, di tifosi, di amici e di parenti in visita, di universitari fuori sede, di turisti, raramente di pellegrini. E, chissà, a qualcuno scapperà di fare un frettoloso segno di croce, in memoria di qualche ricordo bambino della fede trasmessa da qualche nonno (ah, se non ci fossero loro!).

Come l’arca dell’alleanza

Forse, a dire il vero, i più vi passano accanto, vicino, quasi inconsapevoli, senza neppure rendersi conto del carico di storia e di fede che abita quelle pietre finemente lavorate in statue e ornamenti in ogni angolo visibile. Eppure, complice la presenza di quella Madonna tutta d’oro là in alto, che rende visibile l’invisibile tesoro custodito all’interno, che è presenza stessa di Dio nel mondo, sembra quasi l’arca dell’alleanza che accompagna il popolo di Dio che si trova in Milano, anche solo per un attimo, anche solo perché costretto, da giri della vita (studio, lavoro, salute, famiglia). [1]

Duomo, sintesi di una una domanda

Quella chiesa gigante, che Davide Van de Sfroos racconta nello stupore di chi, arrivando dai paesi montani, conta in 40 pass, si fa sintesi di una domanda, che rischia di farsi schiacciante, in questi anni complessi. Per chi c’è la Chiesa? In fondo, quanti ne usufruiscono davvero, se le statistiche (forse, persino ottimistiche!) parlano di un 10% che rispetta il precetto domenicale? Serve davvero questa presenza capillare, per servire a quella minima percentuale di “soliti noti”, ormai?

Una scoperta sempre nuova

Passandoci, ogni tanto, nel mio vagabondare cittadino, ogni tanto la guardo. Ogni lato è diverso, nasconde una scultura su cui non mi ero ancora soffermata. Quante cose può suggerire una semplice chiesa? Non è così, in fondo, anche per il mondo che calchiamo ogni giorno. Incontriamo quotidianamente perfetti sconosciuti, di cui ignoriamo la vita e la storia e, forse, è necessario farlo, per sopravvivere: è umanamente possibile occuparsi delle gioie e dei dolori di più di un milione di persone, senza contare quelle di passaggio? Forse, soltanto affidandole a Dio…

Presenza silenziosa e costante

Chissà che non sia proprio questo il silenzioso segreto che racchiude il nostro Duomo. Giganteggia sulla Piazza, da secoli. Una costruzione iniziata nel Quattrocento, di cui Manzoni ha fatto tempo a vedere il cantiere. Mai finita, perennemente in restaurazione del bianco candore marmoreo (caratteristica per cui è famosa la “fabbrica del Duomo”): monito tenace alla necessità – anche umana – di rinnovarsi ogni giorno, per vivere davvero. Nonostante tutto, oggi come ieri, la sua sola presenza, ricorda ancora ad ogni uomo di un Dio che è Padre che si ricorda di ogni figlio, anche il più ribelle, anche il più indaffarato, perché, per lui, ha donato il suo unico Figlio!


Vedi anche, per una storia del Duomo: Tenda di Dio, in mezzo agli uomini

e Milano – Duomo

Rif. letture festive ambrosiane, nella Dedicazione del Duomo di Milano

[1] Vd. 1Re 8,

Una risposta

  1. Grazie Francesca, è stato interessante leggerti, perché per me il Duomo di Milano come casa di Dio mi ha sempre affascinata. Penso che nonostante la frenesia che corre davanti alla sua piazza, accoglie le persone bisognose di una preghiera. Buona giornata 💚

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