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Mark Chagall Crocifissione bianca dettaglio

Il Gòlgota, fotografato dall'alto il Venerdì Santo, perde le fattezze d'essere un monte, il Monte Gòlgota per l'appunto. Assomiglia, invece, ad una riunione di condominio, quelle chiassosissime adunanze che fanno strizzar il cervello a chi, di professione, deve fare l'amministratore. Oggi, nei dintorni della montagna, è tutta una cianfrusaglia di voci e di volti, di dicerie e pestilenze, di rivalse e sfottò, di ripicche, rese dei conti. Gli evangelisti, tutti presi dal narrare i fatti che stanno accadendo loro sotto gli occhi, più che un Vangelo – il vangelo della passione – compongono l'album della passione dell'Amico, una sorta di raccolta di voci e suoni, porcherie e beatitudini, misteri e intrighi. Non dev'essere facile nemmeno per loro, attori e spettatori di una prima visione unica della storia, non perdere il senso della misura, senza edulcorare la storia da finire, pure loro, a chiamare la pipì pioggia. “E' pipì, non pioggia!” borbottano gli ultimi profeti rimasti vivi sotto la gragnola. Appena dopo la partitella di ping-pong tra Pilato e compagnia bella.
L'Uomo, nel frattempo, muore: da solo, come un cane, senza più nessuno a fargli compagnia. Muore con un sospetto cane addosso, che gli morde l'anima e gli abbaia dentro il cuore: “Padremmio, e se avessimo sbagliato tutto?” Dalla scelta degli amici, alla strategia d'andare disarmati a conquistare i cuori, fin alla certezza – più volte professata – d'andare a dire che per vincere la partita sarà necessario perdere la partita. “E se fossero state solo parole, Padre?” Nel caso, il cristianesimo rimarrà una bell'appuntamento di cruciverba, perchè a questo servono le belleparole: a fare i cruciverba, a null'altro serviranno. Nemmeno suo Padre, durante la riunione di condominio, risponde: assomiglia, pure Lui, ad uno di quei potentini di turno che lasciano il telefono acceso ma non rispondono. Tu, però, continui a chiamare perchè t'hanno sempre insegnato che «anche se non si alzerà a darglieli perchè è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono» (Lc 5,8). Sul Calvario c'è di peggio: che sia un altro a prendere in mano quel telefono che suona e cogliere l'occasione della ripicca. “Pronto, eccomi qui tesoro! Fai così: guarda un po' giù dalla Croce. Sei davvero sicuro che alla gente (guarda come se la spassano!) tu manchi come dici di mancare?” La voce non è del Padre, è di Satana. Se tutti l'hanno mollato, lui non molla la presa: dopo la Madresantissima, Satàn è il compagno più fedele di Cristoddio in tutta la sua vita terrena. Non l'ha mai mollato un secondo.
Trema dal freddo, Cristo. I chiodi, al confronto del dubbio, sono carezze, e l'aceto pare zucchero. E se avesse ragione quel fanfaluca? «Eloì, Eloì, lemà sabactani?» (Mc 15,34) Rimarrà un urlo senza risposta, l'ouverture di una morte e di una notte piena zeppa di domande senza risposta. Perchè il Padre non risponderà affatto alla chiamata del Figlio e il Figlio non risponderà a quella di Satàn. Rimarranno, per tutti, domande in sospeso: come barbari che calano giù dritti dalla montagna. C'è sempre bisogno di far trascorrere del tempo tra la domanda e la risposta: un tempo che permetta a chi ha posto la domanda di far qualche precisazione, se lo ritiene necessario. E a chi deve dare una risposta, il tempo di esaminare bene ciò che gli è stato chiesto. Lo sfottono pure dal basso: gli stessi che domenica urlavano Osanna! Adesso gridano Crocifiggilo!. Peggio: lo provocano fin quasi a bestemmiare: “Dai, salta giù se sei davvero colui che ci hai detto d'essere. Salta giù e ti crederemo!” Il male è un coccodrillo che chiede sempre e solo di mangiare: non prepara, nemmeno sprepara, anche soltanto una volta la tavola. Lui, comunque, non reagisce: “Tropo facile vincere così – sta confabulando tra sé -. Ovvio che così mi crederebbero, ma li costringerei a credermi. Invece io, l'amore, o è libero o non so che farmene!” Venerdì sera finì male: urla straziate, omertà totale. Chi non si arrese, tipo la Madonna, fu perchè si ricordò che tra domanda e risposta è necessario lasciar trascorrere un sabato di tempo.

(da Il Sussidiario, 15 aprile 2022)

In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?» (Giovanni 18,1-19,42).
(Continua a leggere il Vangelo della Passione)


Editoriali del Tempo di Quaresima e di Pasqua 2022

Mercoledì delle Ceneri, Una strana allegria al pensiero di  riprovarci2 marzo 2022
I^ Domenica di Quaresima, Il porcello e il Santo, 5 marzo 2022
II^ Domenica di Quaresima, La Chiesa che s'addormenta12 marzo 2022
III^ Domenica di Quaresima, E' difficile calcolare la mia età19 marzo 2022
Solennità dell'AnnunciazioneL'annunciazione dell'angelo a Mariupol, 25 marzo 2022
IV^ Domenica di Quaresima, Si vince e si perde (sempre) in due, 26 marzo 2022
V^ Domenica di Quaresima, Inno alla (ver)gogna, 2 aprile 2022
Domenica delle Palme, Fra intendersi e fraintendersi è un attimo, 9 aprile 2022
Giovedì Santo, La Prima Comunione di Giuda, 14 aprile 2022

don Marco Pozza
L'autore: don Marco Pozza

Marco Pozza (1979), parroco della parrocchia del carcere Due Palazzi di Padova, è uno «straccio di prete al quale Dio s'intestardisce ad accreditare simpatia, usando misericordia», come ama dire di se stesso.
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Commenti   

mgiovanna
#1 Re: Il condominio del Gòlgota.mgiovanna 2022-04-15 21:33
Il bello è che la dinamica condominiale illustrata continua ancora oggi.
Tutti a voler sapere, tutti a scrutare l'orizzonte di una salvezza utopica, anche noi credenti molte volte col dubbio che sia tutta una favola.
Onestamente detto, il pitocco è fortunato, numericamente: tanti dissidenti, nostalgici, ignavi che pensano di imbrigliare l'Uomo in un'avventura schematica: è finito tutto sulla Croce...
E invece no: come scrive il rabbino Haim Baharier, non bisogna aver timore che il telefono squilli a vuoto: ci sarà la risposta della Provvidenza, la shekinà.
Il rabbino scriveva questo a proposito delle 10 Parole, consegnate successivamente alla liberazione dalla schiavitù; la consegna del Gòlgota è sostanziosa: la Madre ai figli (benché sotto la Croce vi sia soltanto Giovanni); i figli alla Madre (grazie, Giovanni, per averci evitato figuracce); l'Uomo all'uomo.
Abbiamo tutto l'occorrente per allenarci ad essere figli e fratelli,.casomai ci sfugga il senso del nostro Esistere.
Grazie, Gesù, per la pazienza ed il grande riguardo che ci riservi; scusa se preferiamo le beghe condominiali al silenzio della Tua compagnia.
Buon riposo, Gesù (fino all'alba della Risurrezione).

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