0 1 1 1 1 1
Vocazione di san Matteo - Caravaggio - ParticolareUn giorno una vite disse al contadino: "Perché mi stai venendo vicino con quelle forbici? Buttale via: non sai che adesso i tempi sono cambiati?". "Già - rispose il contadino - A pensarci bene, non hai torto. Non sono più i tempi di una volta!" E così non la potò.
Ma in autunno la vite non ebbe uva. Vennero gli amici per assaggiare il vino nuovo e il padrone della vigna disse sconsolato: "Non c'è vino nuovo. I tempi sono cambiati...".

Il problema è d'elementare spiegazione. Se l'amore è quello scarabocchiato dai nostri ragazzi sulle pietre dei ponti, sulle carrozze dei treni o i graffiti con cui incavano la tela dei loro zaini, possiamo continuare a dormire sonni tranquilli. Ma almeno sappiate che nella Scrittura tutto ciò è paragonato alla vacuità della pula che il vento disperde: "Sei la mia toporagna", "Solo a pensarti mi vengono i brividi", "Stefano ti voglio: accorgiti di me", "Amore, per me sei diventata una droga", "Oggi facciamo un mese e ti amo da una vita". Provate ad immaginare per un solo istante - non due altrimenti ci mettiamo a ridere come dei forsennati - il profeta Osea, profeta che con l'amore ha avuto più di un conto in sospeso, imbattersi in qualcuno di questi pruriti d'amore. Anche questa domenica avrebbe di che ridire. La sua denuncia sulla capacità d'amare dell'uomo è terrificante: "Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all'alba svanisce" (Os 6,3-6). Cioè: è una passerella esibizionistica, formale, da associazionismo! Come dargli torto? E' un modo gentile, educato e teneramente elegante per dirci: "gente, spiace dirvelo: ma l'amore è qualcosa di serio". E Osea imbratta tutta la sua veemenza quando l'uomo tenta di amare Dio allo stesso modo con cui ama le donne assieme alle quali gioca e si diverte, s'intrallazza e si riposa, scopa, sogna e distrugge. Per poi esaurirsi. Lì le sue parole feriscono con la destrezza e la velocità funerea di un tradimento inaspettato: "Affrettiamoci a conoscere Dio". Motivo: "La sua venuta è sicura come l'aurora". E all'amore dell'uomo - nube evanescente - sostituisce l'amore che chiede Dio. Che è "come la pioggia di primavera che feconda la terra." Cioè amore esigente e duraturo, conquistato, sofferto e produttivo. Stupendo, faticoso e salato. Finito il tempo dei "tutto bene, grazie" che la gente si regalava come sonnifero ai tempi del Geremia profeta. E che ancor oggi si vendono sui sagrati di troppi templi. Ormai la sentenza è emessa: "voglio l'amore, non il sacrificio". Voglio la passione non la burocrazia. La follia, non la compostezza. L'urlo innamorato, non il russare rincitrullito. Le lacrime di una madre, non quelle di un coccodrillo. E' un Dio amareggiato, questa domenica, perché il suo popolo è una ciurma di superficiali, incostanti, vacui, leggeri. E' un popolo ambiguo: che scambia l'amore per Dio con quello per il cagnolino che porta a spasso. O per la donna che tenta di truffare tra le lenzuola.
Vocazione di san Matteo - Caravaggio - Particolare
Ne sa qualcosa Matteo, al secolo burattinaio stipendiato di un sistema politico truffaldino. Sempre la stessa minestra: tasse e sovra-tasse, strozzinaggio e galanteria, riverenze, appalti e strapazzamenti. Matteo è come l'uomo d'oggi: non avverte più i sensi di colpa, cioè non è più spronato a vedere quanti km ci sono tra il suo essere e quello che vorrebbe essere. Nemmeno si vergogna: perché quando si vive tra persone che attingono allo stesso abbeveratoio, non s'avvertono tormenti interiori. Dimmi: ti vergogni di dormire quando tutti dormono? Di rubare quando tutti rubano? Di sparlare quando tutti sparlano? Di non far nulla quando nessuno muove dito? Di giocare al minimo quando vivi con gente rassegnata? Di essere mediocre quando sei in una squadra di mediocri? Matteo da truffatore è salito alla santità perché avrebbe voluto fare di più, avrebbe voluto essere migliore. Ma non ci riusciva: sapeva di avere una faccia originale ma lo pagavano perché non la mostrasse. Come sono uguali i tempi! Ma lo Spirito non è una scacchiera, non lo sposti a tuo piacimento. Qualora ci provassi, ti gioca un tiro mancino: "Mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte e gli disse: Seguimi!" (Mt 9) Vogliamo tradurla? "Matteo, smettila di esser un cero acceso, e riattacca la tua spina dorsale!" Cioè: amami con il cuore, Matteo. Le formalità lasciale a Cesare. E ai tutti i suoi successori: che saranno numerosi come le stelle del cielo e come la sabbia sulla spiaggia del mare. Per tutti i secoli dei secoli. "Ed egli si alzò e lo seguì". Iniziò così l'avventura: pure lui dentro quel ginepraio di personalità che il Nazareno andava raccattando. Caratteri ben definiti, personalità forti e spiccate, volti inconfondibili, temperamenti di varia natura. Si guardava bene dal farli ingabbiare in un unico stampo. Immagina che noia dodici fotocopie di uomini pronti al servilismo? Uno grida: "in piedi". E tutti in piedi. "Seduti!" E tutti seduti. "Correre!" E tutti di corsa. "Vestiti!" E tutti in clergyman. "Vota questo" e tutti a votare il vicepresidente della loro amministrazione. Avesse intuito tale proposta, pure Matteo se ne sarebbe stato sul muretto della chiesa, a tirar calci al portone di bronzo con affisso il nome di chi l'ha offerto. S'è alzato, invece, perché ha intuito subito che quell'uomo era intrigato dalla diversità. Aveva sperimentato che chi fa, qualche volta sbaglia. Chi non fa, sbaglia in continuazione. Basta guardarli all'opera per notare tutte le loro spigolosità, la loro rozzezza, la selvatichezza, le estrosità, le manie, le eccentricità. Un Uomo che permetteva a tutti di essere liberi nella più stupefacente diversità, freschezza, libertà. Matteo parte e il Caravaggio pittore gli ha riservato un raggio di eterna lucentezza. Parte, ma dimentica lo sgabello! Maledetta dimenticanza! In troppi si sono affrettati ad occuparlo. Erano in troppi a contenderselo: ne hanno fabbricati altri. In serie. Tutti uguali. E per rasserenarsi si sono convinti a vicenda che Matteo aveva capito male. Il Maestro urlò: "Seguimi", ma loro vollero capire "siediti". L'avevano letto come un invito a star sereni, calmi. A non provocare. E così, anche tra i chiamati, nacque il club dei "polli allevati in batteria". Come fossero fabbricati con la stessa pasta, stessa ricetta, stessi ingredienti. Cotti nello stesso forno, dentro lo stesso stampo, col medesimo tempo di cottura. Il Bernanos scrittore parlerebbe di "piccoli chierichetti vagabondi che s'immaginano di lavorare più degli altri perché non vengono a capo di nulla. Piagnucolano invece di comandare. Leggono un mucchio di libri senza arrivare a comprendere la Parola dello Sposo e della Sposa". Matteo, stante la rassicurazione del Vangelo, c'aveva la sua personalità. Non volle mortificarla, seppe reggere alle strutture che lo battagliavano. Ebbe il coraggio di portare in giro la sua faccia originale!

Parafrasando il titolo di un celebre film, si potrebbe dire: "Dio ha bisogno dei pazzi". Son rimasti gli unici a capire il suo progetto! E' storia vecchia: in mezzo ai troppi sapienti, Dio sceglie sempre un idiota che divenga suo poeta.
Vocazione di san Matteo - Caravaggio - Particolare Il motivo per cui ogni mattino mi sento bene quando mi guardo allo specchio!
Per Padre Lebret una delle più grandi sofferenze è quella di constatare l'assenza di follia tra i cristiani, quasi tutti ammalati di eccessiva prudenza. Ai giovani che si presentavano davanti a lui per essere accolti nelle sue équipes, poneva una semplice domanda: "Siete pazzi?"
Un pazzo!
Ecco il miracolo urgente da chiedere a Dio in parrocchia!
don Marco Pozza
L'autore: don Marco Pozza

Marco Pozza (1979), parroco della parrocchia del carcere Due Palazzi di Padova, è uno «straccio di prete al quale Dio s'intestardisce ad accreditare simpatia, usando misericordia», come ama dire di se stesso.
Leggi tutto...


Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"

Commenti   

Maddalena
#1 Numeri 10...Maddalena 2008-06-09 18:13
Tratto da IL GIORNO
blog.libero.it/madeindesio/4826966.html

CAMBIO DELLA GUARDIA

DESIO - La notizia era nell'aria da qualche settimana, ma domenica è stata ufficializzata da monsignor Elio Burlon, che ha letto durante la messa delle 10 una lettera del vicario episcopale: don Luca Raimondi, per decisione dell'arcivescovo Dionigi Tettamanzi, lascerà Desio. Una perdita davvero significativa per tutta la città, visto che in questi anni il sacerdote è stato un punto di riferimento straordinario per centinaia di giovani, e non solo, della città; sempre in prima linea quando c'era da promuovere iniziative, oltre che ecclesiastiche, anche sociali, aggregative, sportive: dall'oratorio feriale alla fiaccolata votiva Un personaggio a tutto tondo, capace di calamitare simpatia e apprezzamento da tutti i desiani, che non ha mancato di improvvisarsi, per fare del bene, anche calciatore (fa parte della Selecao, internazionale di calcio dei preti), attore televisivo, cantante, autore teatrale. E anche figurante, visto che nel palio di domenica sera ha perfettamente interpretato il ruolo di Napo della Torre, prigioniero in gabbia, sconfitto dai Visconti. "Don Luca andrà via da Desio per diventare parroco di Bernareggio - ha annunciato il monsignore al termine della celebrazione eucaristica -. Da noi arriverà don Giuseppe Maggioni, da Mariano Comense, che ha due anni in meno, ho conosciuto e saprà farsi apprezzare come don Luca. Il trasferimento è previsto dall'1 luglio, ma siamo già daccordo che don Luca terminerà tutte le iniziative estive con noi". "Anche se dispiaciuto nel cuore - ha detto il giovane sacerdote - ho dovuto farlo perchè così mi ha chiesto Dio e non potevo dire di no. Sono quindi sereno e in pace con me stesso. Vado a svolgere il mio mandato con entusiasmo, come ho sempre fatto qui". Le sue parole sono state sottolineate da un triplice applauso da parte dei fedeli, che difficilmente dimenticheranno tutto quanto ha fatto per Desio. Domenica 22 giugno ci sarà la messa "festa" di addio per don Luca. E la parrocchia gli sta preparando delle belle sorprese, e un regalo, per ringraziare per tutto quanto ha fatto in questi anni. "Vogliamo consegnare lui - spiegano gli altri sacerdoti, il consiglio pastorale e i collaboratori dell'oratorio - un consistente segno di riconoscenza per la preziosa opera svolta all'interno della comunità e soprattutto in favore dei ragazzi e dei giovani. Chi è disposto a partecipare, può dare il suo contributo o agli altri preti o in sacrestia della basilica". Mancheranno, anche, le sue "famose" prediche, che hanno sempre riempito la basilica, condotte con un linguaggio molto diretto e concreto, molto vicino alla gente e ai problemi quotidiani.
Monica
#2 Monica 2008-06-10 11:36
Buongiorno Don Marco,
buongiorno fratelli di questa comunità.
Che sollievo ogni mattina arrivare in questo luogo virtuale e ascoltare, o meglio leggere, questo Suo modo di parlare dell'amore di DIO. E' un parlare sincero, autentico, sentito nel profondo. E' un parlare di un DIO che risiede nel suo cuore e che scorre nelle vene del suo corpo, si percepisce dalla forza con cui scrive quasi ad alzare il tono della voce. Come vorrei che ai tanti giovani in cerca di un senso fosse concesso di ascoltarla, avessero la possibilità di passeggiare per le vie di INTERNET e per caso..."ai visto mai", anche di incontrarla. Per quel poco che può contare, ho mandato l'indirizzo di questo sito a tutto il gruppo giovani della mia parrocchia che ha un grande bisogno di sentir parlare di un DIO che li ama per quello che sono. Un Dio che non li giudica ma che piuttosto li interroga e li provoca, li fà ragionare e li aiuta a vivere secondo le loro autenticità. Un Dio che li libera, un Dio che li vuole un pò "pazzi", già, perchè per parlare dell'amore di Dio nei luoghi comuni di tutti i giorni, occorre anche un pò di sana "pazzia".
Perciò FRATELLI, sentiamo l'impegno di far conoscere LA STRADA DI EMMAUS per il suo modo innovativo e sconvolgente di presentare un DIO che vive scuotendo le nostre coscenze, ma che prima di tutto vive sicuramente dentro Don Marco.
Buona giornata in Cristo a tutti voi.
Monica
donmarcopozza
#3 Sale della terra, non miele!donmarcopozza 2008-06-10 12:28
Oggi, martedì, il Vangelo di Matteo (5,13-16) sembra continuare la proposta di domenica scorsa. Essere discepoli di Cristo significa essere "sale della terra", luce del mondo. Per Gesù il discepolo è tanto necessario al mondo quanto lo è il sale per conservare i cibi. Ora esiste il pericolo che il discepolo - ministro si vergogni della propria fede. Per costoro il detto di Gesù è veemente: "Voi siete miei discepoli; ma se il discepolo perde la sua caratteristica di discepolo, che gliela potrà ridare? Non sreve più a nulla per il mondo. E' come un oggetto che si può buttare via, perchè sia calpestatoe disprezzato dagli uomini". E' uno che ha mancato di fedeltà alla Parola data:chi si potrà fidare di lui?
Ci possono essere ministri che nascondono la luce della loro fede in Cristo, che non permettono all'animo delle persone di brillare. I, discepolo, per essere tale, deve apparire come una città posta sul monte, dev'essere visibile a tutti la sua gioia appassionata d'aver scelto Lui. Non è fedele a Cristo chi con la sua luce non illumina a nessuno la strada che porta a lui!
Certo, c'è gente che ti paga purchè tu tenga nascosta la tua "faccia originale". Non ti preoccupare: come nella prima lettura di oggi (1Re 17,1-16), per ogni profeta ci sraà un corvo e una vedova che, inaspettatamente, nutriranno la tua apparente solitudine. I profeti non muoiono, non viaggiano da soli, non parlano per conto loro.

Scrisse G. Bernanos, l'autore de "Il diario di un curato di campagna": "Dio ci ha chiesto di essere il sale della terra, non il miele"!
Oggi regala questo Vangelo a chi sa dire solo una frase: "Tutto bene, grazie"! Gli/le farai capire che c'è differenza tra miele e sale!
Questione di cristianesimo, probabilmente!
GOD BLESS YOU! :wink:

N.B. - I commenti potrebbero tardare alcuni secondi prima di apparire.

Solo gli utenti registrati possono inserire commenti!