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Andando a scuola, l’altra mattina, pregavo il rosario imbottigliata nel traffico mattutino.
Le “Ave Maria” facevano da colonna sonora al costante susseguirsi di frizione – prima – acceleratore – frizione – freno.
Nel secondo mistero della gioia si contempla Maria che fa visita alla cugina Elisabetta.
Due pance che si incontrano, due grembi pieni di vita, che non possono più tacere.
Freno – frizione.
Ecco il centro, il senso, la direzione delle nostre relazioni, dei nostri incontri quotidiani. La nostra pancia è piena di vita o è abitata solo dai nostri ripiegati bisogni? Il nostro ombelico sporge verso l’esterno come quando i tessuti cominciano a lasciare spazio a colui che cresce dentro o il nostro sguardo lo ammira abbassandosi?
Frizione – seconda – acceleratore.
È un dialogo tra due donne che si sono lasciate riempire la vita in ogni senso, visitate entrambe da un Incontro, abitate dallo Spirito Santo. Non sono più loro a parlare, ma lo Spirito che ha trovato casa nelle loro libertà “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”.
Quando veniamo visitati, quando veniamo fecondati dalla Grazia, non è più possibile nascondere tale dono, nemmeno una donna può nascondere una gravidanza. Ne diventiamo custodi, ma anche responsabili.  Allora, guardando il mio ventre, faccio memoria degli angeli che mi hanno visitata, lo vedo crescere, lo sento sussultare di gioia quando attorno a me vedo Dio all’opera. È un dono che fa mettere in cammino, che accende la fretta di camminare a lungo per incontrare anche solo una persona.
Frizione – freno – prima – frizione.
E mi fa nascere una domanda: ma gli incontri che vivo quotidianamente sono pieni solo di me o è la Vita che mi cresce dentro a parlare, a incontrare le tante “Elisabetta” delle mie giornate? Nelle mie relazioni di amicizia più intime, quelle che si è talmente intimi da sentirsi parenti di sangue, è la pancia piena di bisogni a parlare, a mostrarsi, a indicare la direzione, o chi ci incontra vede manifestarsi l’abbondanza della Vita che ci cresce dentro e che è opera dello Spirito? “Non sono più io che vivo: è Cristo che vive in me”. Sono / siamo generatori di altra vita attorno a noi perché visitati, rallegrati e “pieni di grazia” o rimaniamo custodi solitari di un dono che ci lascia inchiodati nelle nostre case?
Freno – frizione – prima – spengo.

Buona settimana,  accompagnati dal Mistero della gioia che genera grembi pieni di Vita!

Fonte immagine: Pexels

Laura Giulian
L'autore: Laura Giulian

Classe ‘85, un’ottima annata! Professoressa precaria per sogno nel cassetto, passione, vocazione. Affascinata dal mondo dell’educazione e dai suoi protagonisti.
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Commenti   

mgiovanna
#1 RE: Grembi che non possono più taceremgiovanna 2021-10-26 21:50
Mi è piaciuto molto questo Editoriale.
Sarà per il clima pre-Sinodo, sarà per la gioia che mi prende sempre quando scorgo orizzonti nuovi, sarà perché mi piace pregare il Rosario per strada, il II Mistero della Gioia così come presentato risulta davvero sconvolgente, in fatto di pancia!
Gli Esperti della Nutrizione dicono che bisogna avere il ventre piatto per il buon funzionamento degli organi interni; che bisogna preferire i cereali in chicchi ai farinacei, etc. per il buon funzionamento dell'intestino, in ogni caso questa tutela seria della Vita mi porta a sintonizzarmi ancor più sull'emozione profonda di due donne che si incontrano e si raccontano l'un l'altra le meraviglie operate da Dio.
Due donne gravide, delle quali una è la Donna per eccellenza.
Nei nostri contesti sempre meno generativi accogliere la Vita e diffonderne l'energia può essere molto intrigante, soprattutto con un bel sorriso sul volto, pronto a catturare e trasformare la mancanza di speranza o la disperazione, come scrive Giulia che ha 17 anni: "(...) la speranza, un qualcosa a cui aggrapparsi per non sprofondare nella disperazione".
Grazie davvero!

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