5 1 1 1 1 1
0 1 1 1 1 1
Diventare la più bella d'Italia! Sembra strano. Ma attorno a questo sogno ogni anno s'aggomitolano migliaia di ragazze. Per scommessa o per convinzione, per stizza o per bontà...tantissime inseguono questo tesoro chiamato bellezza. Anche da Vicenza!
Pure quest'anno Miss Italia ha fatto goal (conduttori a parte!): la bellezza ha ammaliato gli italiani dalle Alpi all'Adriatico, da Ponente a Levante, da Settentrione a Mezzogiorno. Ha vinto una veronese: Silvia Battisti,18 anni di fascino, di passione, di sana giovinezza. Speriamo!
Le guardavo e mi son chiesto: "Cos'è bello?" Un ciliegio vestito di bianco, un capriolo che sbuca dal sentiero, il volo di un'aquila nel cielo, il nitrito di un cavallo d'estate, un tramonto sulla schiena dell'Ortigara, una messa di risurrezione. Bello? Il viso di una donna - di un uomo, un orologio Breil, le reliquie dei Maya sulla costa messicana. Bello? Un sogno, una storia, un ideale capace di coinvolgerti. Poi un gesto, una lettera, un sms. Un incontro, la stretta di mano, un abbraccio...
Di più! Bello è vederti allo specchio con le orecchie a punta ma sentirti capace di ascoltare, vederti con le mani gonfie ma saperti capace di modellare il ferro, scoprirti brutto ma contento di saper dipingere, conoscerti orso ma sentirti un agnellino. Bellezza è magnificenza. Incanto. Fascino. Avvenenza. Grazia. Bello è ciò che toglie il fiato, è provare l'ebbrezza d'essere davanti un capolavoro e sentire le vertigini, il respiro che manca, la povertà delle parole. E allora la bellezza diventa splendore. Splendido è essere prete, innamorarsi di Cristo, prendere in braccio una persona e farle provare la sensazione di essere dentro il Vangelo, di sentire i passi sul sentiero di Emmaus, il grido di Cristo a Betania, il sospiro di Maria a Pasqua. Splendido è essere mamma, papà, fratello!
Splendido è essere in pace con se stessi!
Splendido è sentirsi dire "Sei bellissimo" senza che ti vedano. Solo dalle parole!
Quanto pagherei che queste ragazze mi dimostrassero che essere donna è affascinante: una sfida che non annoia mai - come direbbe Oriana Fallaci -. A scuola t'insegnano che la bellezza non fa le rivoluzioni. Ma verrà un giorno in cui le rivoluzioni avranno bisogno della bellezza. Capisci perché aveva ragione Victor Hugo quando disse che "se Dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto il fiore"?
Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"
0 1 1 1 1 1
Adesso sono in tanti che tremano, forse perché si può nascondere e giustificare tutto - voli politico-sportivi-familiari di Mastella & company compresi - ma la vox populi torna a farsi sentire. Dica pure D'Alema che nella piazza non si costruisce la politica, confermi pure il sen. Ciampi che "la politica si deve fare soprattutto nelle istituzioni", s'arrabbi il longevo di Ceppalonica definendo "codardo" il comico Grillo... Facciano pure! Sta di fatto che sulla denuncia rabbiosa, veemente, straripante del Beppe genovese sta salendo un'onda di malcontento generale, diffuso e preoccupante. Accusa e raccoglie consensi nella Padova del Nord-Est e nella Bologna di Prodi e Cofferati. A Schio e a Codropio. Al Nord e al Sud. Adesso cercano di calmare le acque, di ridimensionare il fenomeno, di non mostrarsi preoccupati. Eccede Mauro Mazza, direttore del Tg2, nel suo editoriale: "E se un pazzo premesse il grilletto?". Addirittura il buon Fini, presidente del suo partito di riferimento, cerca di dimostrargli che ha esagerato. Ma poco importa: in tv non lo volevano più, ora il Beppe nazionale compare in tutte le reti. Santoro ne dedica la prima puntata del suo Anno Zero. A Ballarò Floris parla del "parlamento di Grillo". Certamente qualcosa di troppo esce da quel fiume in piena (l'Alzaihmer va oltre una prodi-berlusconi mania, ndr) ma un merito gli spetta: con le armi della democrazia del web ha raccolto, organizzato e mostrato il malessere di una società che non si sente più rappresentata da chi, costretta, ha votato. O, per lo meno, si sente presa in giro da un linguaggio "per addetti ai lavori" il cui alfabeto inizia a sembrare volutamente indecifrabile. Parola "tasse" a parte: "dan fastidio da quasi duemila anni" (Benedetto XVI).
Mastella cerca di attaccarlo nel suo blog ("Continua ad offendermi" - si sfoga come una bambino di fronte alla maestra), Gentiloni tenta di imitarlo in un blog autobiografico che fa sussultare di risa la piazza di Bologna, Berlusconi promette di aprirne uno pure lui. Ma allora hanno capito che il web nasconde una potenza inaudita: prima vittoria! Solo che Grillo puntualizza la condizione per sopravvivere nella rete: "In rete se fai un articolo e racconti delle balle, dopo 24 ore ti arrivano 2000 commenti e ti dicono che sei un cialtrone".
Se correggi un pelo il tiro, Beppe...
Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"
0 1 1 1 1 1
Allacciarsi i sandali e ri-partire! Hanno camminato i miei antenati, i miei nonni, i miei padri. Un'arte che ho appreso dalla mia gente di montagna: gente dalla scorza dura, dal cuore tenero, dall'intuito vivace. Camminare! Nella Scrittura Sacra è un ordine, una promessa, un comando dettato da legge divina. Camminare per avanzare. Per scendere dentro. Per innalzarsi.
Forzàti a marciare per non incappare nella palude dell'inefficienza, per non vivere di amarcord, per annusare profumi di terre inesplorate. "Settembre, andiamo. E' tempo di migrare. / Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare" (G. D'Annunzio, Alcyone).
Camminare: un verbo che sull'Altopiano tutti intendono. Verbo di pesanti nostalgie! Camminano i pastori, i mercanti, le seduttrici, le prostitute, i soldati, le spose. La Chiesa cammina: magari zampetta, inciampa, tentenna. Ma almeno ci prova.
Camminare: il verbo che ben s'addice al sacerdote! Perché per il "don" settembre è tempo di valigie. Una comunità lo saluta, un'altra lo accoglie. Passi che cozzano contro un cuore che s'affeziona, che senti piangere, che ti rammenta la tua umanità. Si parte (almeno io parto) con un pugno di cose, quelle essenziali: la mia Bibbia, 24 anni di storia, un carattere caparbio, esigentissimo e appassionato. M'accorgo di partire come sono arrivato: solo con 1000 giorni di sacerdozio in più sulle spalle! Non mi fa paura camminare, perché solo così s'apre il cammino. Lo farò perché in tanti hanno camminato prima di me. Ma, soprattutto, perché non posso frenare la Bellezza. Dentro di me! Io sono un buono a nulla. Un buono a nulla, ma capace di tutto, perché conscio che, quanto più ci si abbandona in Dio, tanto più si riesce a migliorare la gente che ci circonda.
E dentro la Chiesa. Non nutro l'esigenza di "sparare" contro la mia Chiesa: non lo farò mai perché essa rimane pur sempre un viottolo segnato per gustare la bellezza di un Dio che sin da piccolo m'ha preso il cuore. Una chiesa che, però, come battezzato voglio aiutare a crescere: nella fantasia dettata dallo Spirito, nel coraggio di tentare strade nuove, nella sapienza di chi non insabbia ma denuncia le nefandezze, smaschera le ipocrisie. Una Chiesa che spero non abbia mai bisogno di un "V-day" alla Beppe Grillo per scegliere la trasparenza, per innamorarsi della luce, per odiare i compromessi. In questa chiesa, santa e peccatrice, ho scelto di abitare. A volte mi scopro dubbioso, perplesso, titubante. Allora vado oltre. A cercare gli occhi di quel Dio che, nascosto, tesse i fili della sua ragnatela. In questi giorni, in cui son costretto a sorbirmi lo show mediatico di un signore che vuol esser papà-fidanzato-sacerdote-sposo, sento mie le parole eccelse di un mister del calcio italiano di provincia: "Non voglio insegnare la vita a nessuno e non pretendo di cambiare il mondo, ma di sicuro un certo mondo non cambierà me" (F. Guidolin).
Buon cammino, mia Chiesa! "Che sapor d'acqua natìa rimanga ne' cuori esuli a conforto" (G. D'Annunzio)
Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"