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Ore 0.00, 1 gennaio 2007, Rifugio Cima Bianca (BG), 2250 m., - 17 gradi. Cinquanta ragazzi di Sacra Famiglia (una parrocchia di Padova), il loro prete e un sogno: dare il benvenuto al 2007 celebrando l'eucaristia assieme. Per smetterla di giocare con il tempo!
Un anno non serve a nulla! Chiedilo a uno studente che e' stato bocciato all'esame finale. Un mese non serve a nulla! Chiedilo a una madre che ha messo al mondo un bambino prematuro. Una settimana non serve a nulla! Chiedilo all'editore di una rivista settimanale. Un'ora non serve a nulla! Chiedilo agli innamorati che stanno aspettando d'incrociare il loro sguardo. Un minuto non serve a nulla! Chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo. Un secondo non serve a nulla! Chiedilo a qualcuno che ha appena evitato un incidente. Un millisecondo non serve a nulla! Chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.
Il tempo non aspetta nessuno. Tanto meno Dio.
Carl G. Jung, uno dei padri della psicanalisi, fece scrivere nella sua residenza di Kussnacht: "Vocatus atque non vocatus Deus aderit" ("chiamato o non chiamato, Dio sarà presente"). La sua presenza non dipende da te! Guardati allo specchio: hai due occhi per ammansire tutto ciò che ti naviga attorno, per dilatare lo sguardo; due orecchi per ascoltare le voci del mondo e farne tesoro; due mani per costruire una storia che profumi di sacralità; due piedi per non rischiare di addormentarti lungo la vita! Una sola bocca: perché il rischio di parlare per niente è sempre di moda.
 "A peste , fame et bello, libera nos Domine" - si pregava un tempo. Oggi dovremmo aggiungere. Dal bombardamento della pubblicità, dalle notizie - bomba, dai mostri in prima pagina... Dal flagello dei maghi, astrologi, indovini e cartomanti... Dal tifo sportivo, dalla peste razziale, dalla guerra tra club... Dallo zapping, dallo share, dall'Auditel... Dai Quiz milionari, dal Totip, dall'Enalotto, dal Gratta e Vinci... Dai varietà nazionali, dai films comici di Natale, dai tuttologi da palcoscenico... Dalle Miss di ogni genere, dalle Veline, alle Velone ai divi idolatrati... Dalle suonerie dei telefonini, dagli Umts e dai messaggini futili...
Libera nos Domine... e facci re-innamorare del nostro tempo! Perché se questo fosse il tempo del Messia...?
Buon anno! Ma che sia un anno di parole, non di chiacchiere!
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Ore 7.05, Prato della Valle, Padova. Apri gli occhi e prendi paura! Gente che suona il clacson nervosa, uno studente che corre assonnato, una vecchietta che impreca sulle strisce pedonali, un barboncino con il piumino firmato Prada, una mamma con il bambino in braccio, un signore ossuto sbraita contro il cielo, la barista che cela una noia immotivata, il panettiere stanco di vegliare, la strada intasata che sta scoppiando, la puzza di smog che uccide i petali dei fiori, la gente che s'arrabbia...
Dove siamo?
E' la tua città, il tuo quartiere, la tua vita di tutti i giorni. Se chiedi dove stanno correndo, si fanno largo con uno spintone. Devono correre. Ma dove? Che importa? Basta correre. Fra poco sarà Natale. Concretamente: prezzi che s'aggrappano alle stelle, carciofi che costano più dello Swaroski, radicchio di Treviso a rimpiazzare il muschio di Betlemme, diamanti che battono per moda la stella cometa, champagne che nasconde l'acqua alla fontana del villaggio. Che vita! Ma bisogna correre.

"Troverete un bambino avvolto in fasce!" (Lc 2,12)

E chi se ne importa? Uno in più che alla mattina occupa l'autobus per il centro. C'è una tabella da rispettare: 8.00 cappuccino e brioche da Biasetto, alle 9.00 da Jean Louis David, alle 10.45 caffè con le comari, alle 12.00 la filippina ha pronto il pranzo prima del riposino. Poi, che fatica! Bisogna ri-partire. All'apertura della Wainer la pelliccia è pronta. Agili perché alle cinque al Pedrocchi il the è versato, alle 6.15 di corsa a casa della zia a prendere l'ultimo regalo e alle 8.00 è già prenotato da mesi in Prato da Zairo.

"Troverete un bambino avvolto in fasce!"

E chi se ne importa? Colpa sua se i prezzi salgono, se la gente corre, se il traffico va in tilt. Ogni anno combina sempre pasticci. Non potrebbe fare a meno di disturbare stavolta? Forse non sa che noi uomini dobbiamo correre: oggi, domani, dopodomani...Non ha idea di cosa significhi vivere qui sulla terra!
E tu guardi questo mondo impazzito e, come al Piccolo Principe, ti sorge una domanda: "Dove corrono?". Tutti corrono, ma qualcuno sa dove sta correndo? Verrebbe da fermare quella signora sulla cinquantina, tutta tirata, nervosetta e seccata per la lunga fila e chiederle: "Signora, mi scusi. Si ricorda che ha un'anima?".
Forse ti chiuderebbe la bocca perché non puoi ricordarle che ha un'anima.
Lei...deve correre!
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"C'è una finalità nella natura. E va cercata al livello più elevato, nell'attività mentale dell'uomo, il quale si crea i propri fini ed è in grado di proiettarli nel futuro. L'uomo è l'unico essere vivente ad avere progetti". Flavio Keller, docente di Fisiologia all'Università Campus Biomedico di Roma, nella capacità di progettare vede la caratteristica dell'uomo e la prova principale della finalità che percorre il reale.
Progettare ma anche s-progettare. Persino il piano dell'Eterno. Scattate le lancette d'Avvento: tempo d'attesa sui binari assonnati dell'esistenza. Può suonare strano, ma anche in cielo è Avvento, proprio come qui in terra. Si attende! Sulla terra è l'uomo che attende il ritorno di Dio. Lassù è il Signore che attende il ritorno dell'uomo. Prospettive rovesciate emozionanti, provocatorie, contrastanti. Dio sogna il ritorno dell'uomo ma l'uomo invia segnali di non gradire quella Voce nel suo affannarsi. Basta presepi nei negozi! Attenzione: non è che non si voglia più vendere pastori e greggi, zampognari e cornamuse, pecore e buoi, stelle cadenti e riflessi d'acqua. Magari: sarebbe la fine della commercializzazione di immagini sacre! Qui si vogliono offuscare le tracce d'eternità. La vigilanza del pastore, il mistero di una stella, la trepidazione di una madre, la scommessa di un padre, la dolcezza di suoni intonati all'alba, l'idiozia di lasciare l'Oriente per incontrare la Novità, il sapore di una terra vergine, la divinità debole di un Bambino...screditano il commercio, non lo promuovono. Meglio toglierle, son pericolose!
"Non c'era posto per loro nell'albergo" - annotò l'evangelista Luca. Ieri. E oggi? Non c'è posto per loro alla Rinascente ("ri - nascere") dove si vuol proporre una rinascita senza di Lui. Nemmeno all'Ikea dove Babbo Natale, le slitte, le renne e il salmone sono più quotati di un Dio che torna per addomesticare nella libertà.
E noi? Silenziosi di fronte alla colonizzazione! Motivo? La pluralità! Io mi dissocio - anche a costo di passare per retrogrado e regionale - e firmo la petizione di Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera: "Questo è il risultato di una vergognosa colonizzazione per sradicare l'identità cristiana". Benvenuto tempo d'attesa: che tu ci costringa a capire che la feconda pluralità non può sposarsi con il servile servilismo.
La servilità non è mai stata una virtù!
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