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Noi che la penitenza era "dire fare baciare lettera testamento"; noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, poi la bella, e poi la bella della bella; noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda colori"; noi che giocavamo a "merda" con le carte; noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo; noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti; noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli; noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino; noi che le All Star le compravi al mercato a 10 mila lire... noi abbiamo avuto una giovinezza spensierata tra palloni da rincorrere su prati sempre troppo grandi, figurine da "barattare" finchè la maestra spiegava l'algebra, sogni che ci hanno lanciato verso l'orizzonte.
E, allora, perché oggi se lo racconti sembri essere la vecchia nonna quando sussurrava l'eco di giorni lontani in cui per primo c'era il pane, per contorno l'acqua e come dessert un pugno di fichi procurati all'ultimo?
Accecante nel suo realismo l'inchiesta condotta da Panorama sul mondo degli adolescenti. Il titolo è emblematico: "Mamma, ho perso l'infanzia". In principio il bambino perdette l'aereo, adesso s'è tutto complicato: s'è persa la giovinezza. Festini a luci rosse alle medie, sigarette e webcam, telefonino e Ipod, pigiama party e qualche notte dagli amici... hanno soppiantato i Lego Technic, i puzzle da 10.000 tessere, i Sapientino che giocando ti costringevano a ripassare la geografia, la matematica e l'italiano. Tutti a raccontare - tra un brufolo da schiacciare e un po' di ciccia sporgente da imprigionare nei tanga ultima generazione - di notti esagerate, di feste allucinanti, di canne girate impugnate meglio delle Bic. Ma a volte si parla solo per esaltarsi, per sentirsi grandi, per trasgredire. Poi magari non succede nulla. Qualcuno la dipinge come la "Generazione Harmony" che si divide tra gli sms spediti ad MTV e le sapienti puntate della Dott. De Filippi Maria. Ma se li guardi ti fanno rimbalzare una domanda: "perché volete invecchiare così in fretta, ragazzi?"
Rimane una consolazione ad imperitura speranza. Appassionati dei terribili film ggg (l'ultima frontiera del porno) con protagoniste solo ragazzine, sanno però tracciare drastiche conclusioni: "Tutti uguali: visti uno, visti tutti".
A dodici anni neppure il porno riesce più ad avvincerli!
Tempo dieci anni: da cosa si lasceranno sorprendere?
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La reazione di quell'uomo"alquanto bizzarro" - come definì Adriano Solinas lo showman Pif - fu giudicata all'unanimità spropositata. Esagerata. Folle. Fu il gesto di un uomo terrorizzato d'essere colto per l'ennesima volta a vendere rate di morte al bancone di quel bar dal quale ama proporsi come paladino di notti giovani e affascinanti. Strana storia quella dello spritz a Padova: attorno ad un bicchiere ruota il ritmo di una vita che sempre più tende a smarrire i suoi colori di vivace fantasia. Dalle piazze del centro storico al Naviglio, dai bar del ghetto ai chioschi del Piovego, dal Campari all'Aperol abitano i sogni di chi decide che la tradizione non va mai in vacanza.
Costi quel che costi.
Ho ripensato a quell'uomo "alquanto bizzarro" mentre leggevo la Passione il Venerdì Santo: "E' necessario che qualcuno muoia per il popolo". Forse anche lì s'aspetta che qualche ragazzo ci rimetta la vita. Intristisce avvertire all'approssimarsi di ogni estate la solita toto - scommessa su chi gestirà un incasso di soldi troppo attraente per essere vagliato con occhi appassionati e appassionanti. Provo tristezza e rabbia ogni qual volta la mia città addormenta gli occhi delle sentinelle, anestetizza i sogni degli educatori, strozza gli sforzi di troppa gente onesta. Rimane avvolto nel mistero il buonismo di genitori sin troppo sbadati da accettare di perdere in una notte "brava" il sudore di mesi di logorante e motivato sudore. L'ignoranza non ha mai salvato nessuno, ma l'ignoranza di troppi genitori a proposito della droga e dell'alcool è pari alla sua diffusione. Forse non è questione di decentrare il fiume di alcool o lo spaccio di droga: è semplicemente questione di educazione.
Di dire: "se non vuoi rovinarti, non andare!"
Di certo non cambierà nulla nei mesi prossimi: quando mai s'usa la fantasia? Dentro le siepi se ne staranno ancora nascosti "talebani" inzuppati di stupefacenti e armati di catenacci da sganciare su coloro che disturbano il suicidio di massa. Forse quell'uomo "alquanto bizzarro" se ne starà ancora col cappello da cow-boy tra le mani ad intrattenere i pesci nel canale. Osservando le telecamere. E troppi preti staranno a commentare i lutti del lunedì mattina con la punta del naso bianca per la schiuma del cappuccino.
Ma per onestà intellettuale dovremmo avvertire almeno l'esigenza d'affiggere all'ingresso di quell'argine un cartello che rechi tale scritta: "Terra di nessuno". Almeno ci laveremmo le mani completamente.
Nella speranza che almeno la droga sia tagliata bene.
Altrimenti son cavoli. Non canne!
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2 aprile 2005: un milione di chilometri percorsi, 1400 incontri con personalità politiche, 222 udienze a primi ministri, 1100 udienze generali, 104 viaggi internazionali, quasi 27 anni come successore di Pietro, ribelle pescatore di Galilea. E come sintesi provocatoria, milioni di volti giovani che, stregati dalla semplicità divina di quel vecchio prete polacco, han fatto rimbombare nei loro cuori la domanda che i discepoli di Emmaus hanno scandito al silenzio della luna: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino?" (Lc 24) Un uomo che ha vinto la scommessa che sembrava essere la più assurda: ri-accendere nel cuore dei giovani il sorriso parlando loro non delle conigliette di Play-Boy, dei gossip mondani o di un'insulsa sessualità, ma raccontando Gesù di Nazareth. E quella preferenza mai nascosta - che troppi infastidì - per una giovane donna, straniera eppure assai familiare, per quella ragazza così dolce e sensuale che si è servita dei lunghi silenzi di Efeso per rileggere la sua storia attraverso le vetrate della Risurrezione. Per lei, Maria di Nazareth, la dichiarazione d'amore più trasparente ed elegante: "Totus tuus ego sum" .
Storia di un uomo che nella vita è andato controcorrente, non contromano. Storia di un profeta che i suoi giovani celebrano già santo. Storia di un testimone che c'ha insegnato la cosa più illogica: per diventare grandi, mettetevi in ginocchio!
Grazie Giovanni Paolo II!
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