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All'inizio approdavano da sole: zaini scarabocchiati, occhiali contraffatti, occhiaie di notti agitate. Poi atterrarono con le mamme che, armate di borse della Luis Vuitton, sognavano più delle figlie i flash che contano. Ma il top è vederle, a 16 anni, già protette da qualche agente. M'ha scervellato la ressa di ragazzine inquiete per un posto a Striscia la notizia: tacchi da 12, ammiccanti sexy girl, un colpo di testa in giù a pettinare la criniera e via alle ondulazioni rigorosamente in bikini davanti alle telecamere. Che son tutte per loro (o per il loro corpo). Forse a qualcuna non dispiacerebbe nemmeno, pur di sfondare, di scappare con qualcuno nato tempo prima, anche se con cenno di pancetta e di grigiore nei capelli. Alla scuola di Scusa ma ti chiamo amore hanno imparato l'arte d'azzerare le età. Provai enorme tenerezza per la fisionomia di una mamma, icona dell'età del post-imbrazzo, immortalata dalla tv mentre cercava di imitare quel fiume di corpi. "Essere giovani - scrisse un giorno Ilaria -  è portare i pantaloni bassi e vedere tua madre che ti imita e fa pietà". Ma tanto Ricci e compagnia bella assicurano che sceglieranno in base al quoziente intellettivo. Qualcuno dubitava?
Potenza della macchina da presa. Will Smith dice: "Mia figlia di 7 anni sogna di stare in tv 24 ore al giorno. E le piace Paris Hilton. Ho cercato di spiegarle che per stare davanti ad una telecamera bisogna essere capaci di fare qualcosa".
"Fare": sarebbe già qualcosa. Per il "dire" non possiamo chiedere troppo.
"Sono ragazzi!", ironizzò qualcuno.
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Il bambino calciò forte il pallone contro la porta della Chiesa. L'atrio dove la notte di Pasqua si benedisse il fuoco era l'area di rigore,nella porta bronzea tanto cara al parroco immaginava Buffon, le due statue che s'ergevano a destra e a sinistra dello stipite erano i due pali. Mancava solo la traversa: ma era problema di relativa importanza. Qualche ciuffo d'erba al posto dei chicchi di riso ricordava al passante solitario che da parecchio quella porta non s'apriva. Anche l'austero gregoriano aveva ceduto il posto agli schiamazzi di tifosi improvvisati. Solo il bambino, forse inconsciamente, cercava a forza di cannonate degne del miglior Cassano di non addormentare del tutto quella chiesa. Non poteva saperlo, ma essendo bambino con un gesto ha dipinto alla perfezione la situazione attuale della nostra chiesa. Sarebbe l'epigrafe più bella, se una cosa però non ci fosse d'intralcio nel mettere la parola "chiuso per fallimento". Un suo coetaneo, mercoledì mattina, aveva usato pure lui il pallone davanti alla Basilica di San Pietro, ma per appoggiare il mento e nascondere le lacrime mentre s'alzava un applauso commosso per Giovanni Paolo II a tre anni dalla sua morte.
Sono chiese uguali, si prega lo stesso Dio, si canta la medesima speranza...eppure il trattamento profuma di diversità. Te lo raccontano i bambini. E se lo capiscono loro, allora è proprio lo stile che trasforma una porta bronzea in porta da calcio o in finestra che t'affaccia sull'eterna bellezza. Come dar torto? Tra le navate ci son parole che - direbbe il mio teologo preferito - sono come "farfalle morte, infilzate nelle vetrine dei vocabolari". Parole distrutte, logorate dall'uso, incapaci di scaldare il cuore, d'emozionare il respiro. Parole che suonano come un invito ad uscire dalla chiesa e farti conquistare da quattro calci al pallone. E ci son parole che, quasi per miracolo, rinascono continuamente. Parole simili a delle conchiglie dentro le quali risuona la voce del mare. T'appoggi al loro eco e ti sembra d'entrare nell'Eterno. Chi le pronuncia - dopo averle declinate in ore di appassionato deserto - è come se accompagnasse il tuo mento a poggiarsi sul davanzale della storia. Uno su tutti: Giovanni Paolo II, vecchio poeta che fece del Vangelo la conchiglia più strana per ascoltare l'anima, allargare l'immaginazione, scrutare l'infinito.
Per me prete questa è un'indagine sociologica incredibile: è oggi il momento favorevole per vedere quali parole partorisco quando parlo di Dio dal pulpito.
Verificare è semplice: a messa si gonfia il pallone o l'anima?
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Noi che la penitenza era "dire fare baciare lettera testamento"; noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, poi la bella, e poi la bella della bella; noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda colori"; noi che giocavamo a "merda" con le carte; noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo; noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti; noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli; noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino; noi che le All Star le compravi al mercato a 10 mila lire... noi abbiamo avuto una giovinezza spensierata tra palloni da rincorrere su prati sempre troppo grandi, figurine da "barattare" finchè la maestra spiegava l'algebra, sogni che ci hanno lanciato verso l'orizzonte.
E, allora, perché oggi se lo racconti sembri essere la vecchia nonna quando sussurrava l'eco di giorni lontani in cui per primo c'era il pane, per contorno l'acqua e come dessert un pugno di fichi procurati all'ultimo?
Accecante nel suo realismo l'inchiesta condotta da Panorama sul mondo degli adolescenti. Il titolo è emblematico: "Mamma, ho perso l'infanzia". In principio il bambino perdette l'aereo, adesso s'è tutto complicato: s'è persa la giovinezza. Festini a luci rosse alle medie, sigarette e webcam, telefonino e Ipod, pigiama party e qualche notte dagli amici... hanno soppiantato i Lego Technic, i puzzle da 10.000 tessere, i Sapientino che giocando ti costringevano a ripassare la geografia, la matematica e l'italiano. Tutti a raccontare - tra un brufolo da schiacciare e un po' di ciccia sporgente da imprigionare nei tanga ultima generazione - di notti esagerate, di feste allucinanti, di canne girate impugnate meglio delle Bic. Ma a volte si parla solo per esaltarsi, per sentirsi grandi, per trasgredire. Poi magari non succede nulla. Qualcuno la dipinge come la "Generazione Harmony" che si divide tra gli sms spediti ad MTV e le sapienti puntate della Dott. De Filippi Maria. Ma se li guardi ti fanno rimbalzare una domanda: "perché volete invecchiare così in fretta, ragazzi?"
Rimane una consolazione ad imperitura speranza. Appassionati dei terribili film ggg (l'ultima frontiera del porno) con protagoniste solo ragazzine, sanno però tracciare drastiche conclusioni: "Tutti uguali: visti uno, visti tutti".
A dodici anni neppure il porno riesce più ad avvincerli!
Tempo dieci anni: da cosa si lasceranno sorprendere?
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