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E adesso spiegatemi! Proclamata e celebrata anzi-tempo l'insignificanza di Dio, forse non si pensava che l'uomo, dimentico delle altezze, smarrisse la bellezza d'essere uomo nell'abisso della brutalità. Si è ripulito l'umano sentiero dalle tracce di Dio per far accasare comodità che giuravano serenità a prezzi irrisori. Ci si è trastullati tra le braccia inebrianti della scienza: prometteva prospettive vertiginose e moderne sul futuro dell'uomo. E sull'uomo del futuro. Abbiamo sollazzato a lungo sulle sponde allettanti delle rivoluzioni. Per troppo tempo i nostri padri si sono prostituiti alle sorgenti inquinate di utopie irrealizzabili. Ma d'altronde Dio era insignificante: palliativo pubblicizzato per sedare l'angoscia della finitezza umana. Peccato scoprire che grandi promesse, sganciate brutalmente da Dio, non hanno mai ripagato le preferenze accordate loro. C'han lasciato come "provvigione" per il favore arrecato inquinamenti generalizzati, disastri sociali, disuguaglianze ormai divenute da casta. Odorava di bigottismo il futuro colorato di promessa del Maestro di Nazareth: meglio il mordi e fuggi del tempo presente. D'altronde, del domani non c'è certezza!
Alle cattedrali abitate da una Parola Sacra, abbiamo preferito gli outlet, residenza folle di chi è disposto a mettere in svendita pure l'anima. Il pensiero. Il corpo! Conseguenza deleteria: abbiamo s-colorato la Bellezza, smarrito la poesia, annebbiato il mistero strozzandolo nel prurito. Garlasco e Perugia: ovvero gli outlet "ultima versione" in cui l'uomo ha nostalgia di un Dio strangolato in fretta e furia. E' rimasta una marionetta sull'altare vuoto. Una marionetta chiamata sesso: da tutti deificata, innalzata, elogiata. Fino a farsi schiavi di lei. Apri Youtube e t'accorgi che il video di Sara Varone è il più cliccato: ci entri e vedi tette penzolanti, mutandine bene in vista, provocazione sulle labbra, sorriso ammaliante. I titoli successivi: "Canalis senza mutande a Controcampo", "Varone nuda per Capri", "studentessa in perizoma". Il tutto corredato di foto e video che certificano l'onestà dei titoli. E poi ci disgustiamo perché i bambini s'inventano baby prestazioni sessuali per pagare i debiti del gioco. Ma perché?! Applaudiamoli: finalmente qualcuno presenta il conto ad una sapienza frettolosamente promossa a dogma. Sono semplicemente piccoli alunni obbedienti di maestri scioccamente seguiti nelle loro nude lezioni. Violentati mentalmente da un sesso venduto in allegato a qualsiasi prodotto, la sua grandezza chi la riconosce più? Ridotto a puro movimento ginnico e streching inadatto per un cervello stressato, non abbiamo calcolato gli effetti collaterali. Spaventosi, anche se non l'ammetteremo mai!
Svuotato di originali significati, rimane come petalo di fiore appassito. Forse non si pensava che dalla sessualità al Mistero il cammino fosse così breve: passeggiano entrambi ai limiti dell'Abisso. E su quelle sponde il prezzo per la superficialità è ancora spaventoso da pagare!
Stasera inizia l'Avvento! In terra s'attende il ritorno di Cristo. In cielo bramano il ritorno dell'uomo. Segui gli sviluppi delle indagini di Perugia e una strana storia, celante la soluzione, fa capolino all'orizzonte!
Storia di sfrenata smania sessuale. Guarda caso...!
Maranatha! Vieni, Signore Gesù!
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"Educazione è esempio. Esempio è educazione". Titolo firmato con intelligente coraggio dall'Assessore vicentino all'Istruzione Elena Donazzan presso Job Orienta in Fiera a Verona. Hanno creato dibattito le immagini tra loro contrapposte che per tre giorni hanno arrestato lo sguardo dei passanti. Li chiamano versus: ovvero l'altra faccia della medaglia! Non necessariamente indicatori di giudizi morali, bensì semplici provocazioni tese ad accendere il pensiero in un epoca storica che propone in diretta lo spettacolo della pazzia - travestita di normalità - cacciando negli outlet il giovane per fregargli l'anima! Se l'educazione è esempio e l'esempio è educazione allora all'orizzonte si dischiude il tema della coerenza. Coerenza: ovvero la passione, il sacrificio, l'onestà, la bellezza, la tradizione, la speranza. Cioè il mondo a colori! Che ai giovani non si vuole più proporre, perché ci caccerebbero tutti a casa. Consolante che a farlo sia stato un politico! L'hanno ribattezzata "assessore alla morale": non poteva starci definizione più bella per una donna che pensa, concretizza e coinvolge. Il ministro - foriero nel pomeriggio di parole ingabbiate nell'astratto (propongo un versus Donazzan - Damiano con scritto praticamente - teoricamente) -  lo giudica scandaloso perchè l'istituzione deve rimanere neutrale! Neutrale: cioè il mondo in bianco e nero. Ci provano già in tanti, perché omologarci? Ero presente come testimonial venerdì mattina e ho raccolto con orgoglio le parole di un ragazzo: "Grazie, assessore, che mi ha aperto gli occhi."
Sono stupidi i ragazzi, vero? Torna alla mente la Lettera a Diogneto, inizi dell'era cristiana: "i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. Coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare". I tempi non cambiano: la coerenza è ancora principio ermeneutico salutare da proporre ai ragazzi. Non sono le immagini a scioccare: è la coerenza. E questo è un indicatore severo per chi ragiona. Criticata per aver additato ai ragazzi tale valore: degna conclusione di un "politicamente corretto" introvabile nel messaggio di Cristo. Per fortuna! A vederci un giudizio ci vuole fantasia. A leggerci uno choc ci vorrebbe l'estraneità. Per leggerci una mano tesa occorre passione. E questa non tutti ce l'hanno.
La coerenza: ovvero una scatola di pastelli per colorare il mondo!
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"Buon anno, mia chiesa". Poche ore e il sipario spedirà negli archivi celesti un altro anno liturgico. Anno di chiesa padovana: surplus di Passione e voglia di Risurrezione, Avvento di orizzonti storditi e speranza di Natali da celebrare angelicamente. Troppi giorni ad echeggiare il Venerdì santo! Ma sotto il Calvario una circonvallazione è ancora in fase di studio nelle moderne teologie. Il cartello "Direzione obbligatoria" sfida lo scorrere dei millenni. Speriamo che anche quaggiù - tra meridiani agitati e paralleli da interpretare - la Settimana Santa chiuda i battenti la sera di Pasqua!
Anno sudato, come sudata sarà la storia dell'umanità fino al fischio finale. Anno stremante: troppo amore trasportato con le gru nei tubi catodici confonde l'Amore disceso a piedi nudi dal cielo. Dai tribunali ai piedi dei colli attraverso la piazza assurda di Ciao Darwin... forse Cristo qualcosa ha scarabocchiato sui muri delle nostre chiese. Per noi preti: "siate santi come io sono santo". Per voi: "Non temere, piccolo gregge". Per noi e per voi: "Vi ho dato l'esempio perché ne seguiate le orme". Sfida ardita. Sfida folle. Sfida che ti sfida perché sveste l'animo di chi l'acciuffa. Sfidati, noi preti ci siamo trovati assieme: anche da noi l'unione fa la forza (oltre a qualche chiacchiera). Assieme per alzare gli occhi, per stringere una mano, per abbracciare una fatica. Assieme per ripeterci che il nostro Amore (da non confondersi con amore) non è peccato. E' Amore: esigente, immenso, straripante, esaltante. Costoso! 35.000 volte ce lo siamo ripetuti. Forse non basterà:perché la sua tiratura è illimitata!
Nati per confonderci tra di voi, parliamo "di" Dio magari senza prima aver parlato "con" Dio: e i sorrisi non sbocciano, non esplodono. Rimangono avvolti nella loro insensata stitichezza. Linguaggio strano anche per noi quello del Creatore. Ad extram appare chiarissimo, ad intram sembra troppo confuso. "Siamo uomini" - ce lo ripetiamo spesso! Voi rinfacciateci che "siamo uomini di Dio"! E' forma di Chiesa gradita a Cristo.
Domani sera, avvolti in violacei colori, ci ritroverete ai nastri di partenza. Magari con gli scarpini slacciati perchè a correre non c'è voglia. O con i muscoli nervosi. Che bello se ci trovaste in ginocchio: a chiedervi scusa se vi abbiamo parlato "di"  Dio senza essere "in" Dio.
Vieni, Signore Gesù!
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