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A  Padova c'è aria di vacanza: ancora qualche ora e la campanella romperà le righe. Libri in soffitta, zaini svuotati di cultura e riempiti di sole, creme e abbronzature. Basta grembiulini ordinati, logo della scuola sulla maglietta, orologio alla mano. Spazio a costumi spaziali o invisibili, magliette attillate e infradito, pantaloncini corti e occhiali a specchio. Addio muretti del Tito Livio, giardinetti del Fermi, aule del Nievo: d'ora in poi ci s'incrocerà a Malpensa, Fiumicino, Francoforte. Ogni stagione ha le sue "aule scolastiche".
Arrivederci, vecchia scuola! E tante grazie per quest'anno! Per aver appreso sui banchi di scuola il latino di Virgilio, il greco di Platone, la Provvidenza del Manzoni. Ma anche la fantasia di scuolazoo.com, l'ironia appurata di John Beer, le effigi di docenti crocifissi su Youtube. 365 giorni che ti hanno visto mascotte onoraria di quasi tutte le edizioni di Studio Aperto, il telegiornale più credibile della nazione. Rappresentata dal Ministro Fioroni, dalle più alte autorità culturali che tentano a fatica di rinverdire la tua importanza, t'abbiamo apprezzato per la maestra di Lecce e la prof di Pordenone (chiediamo il loro trasferimento a Padova). Di te parlano avvocati, giuristi, politici, macellai e cantanti. Nelle tue aule abbiamo studiato l'Etica di Aristotele, l'Anabasi di Senofonte e i Grandi Idilli di Leopardi... ma tra una lezione e l'altra ("in Veneto non stemo mai coe man in man" - recita una pubblicità della San Souci) abbiamo rullato qualche cannone, improvvisato e videofilmato qualche strip-tease. Insomma siamo piccoli seguaci di Fabrizio Corona. Afferrata la dignità classica dell'uomo, la bellezza nell'arte della donna, il sapore di antichi valori... abbiamo concluso che una cavolata fatta in classe fa più ridere. Però magari domani cambierà...
Ci siamo inventati uno sciopero per le ecocomafie che non conosciamo perché volevamo fare un po' di vacanza. Insomma t'abbiamo raccontato un' eco-balla.
Insomma, vecchia scuola, un po' ci mancherai. Perché, tutto sommato, ci siamo divertiti! A chi deve iniziare gli esami...la nostra solidarietà! Con l'augurio che possiate imbattervi in uno di quei docenti visionati su Youtube mesi fa.
Sareste fortunati avere la sua presenza: dicono sia molto richiesto dagli studenti. Motivo? E' presente ma in realtà è assente! Insomma: si copia!
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Se passi, in poche parrocchie a Padova troverai scritto: "Chiuso per ferie" dal 10 giugno al 9 settembre. Perché d'estate la parrocchia non va in vacanza. All'ombra di un campanile o sul verde di un prato, in un centro parrocchiale o in una casa autogestita, nella storia di una città o nel silenzio delle montagne... l'estate rappresenta la "prova del nove": 90 giorni di sole, di cuore e d'amore per caricare di ottimismo la quotidianità della parrocchia.

Cosa fare d'estate? "Cammina. Conta le stelle. Sogna ad occhi aperti. Leggiti un buon libro. Chiediti perché delle cose. Ridi di te stesso davanti allo specchio. Sorridi a tutti. Accetta un complimento. Canta mentre fai una doccia. Ringrazia Dio per il sole. Lasciati illuminare dalla sua Parola. Dai una rinfrescatina al tuo cuore. Ascolta ciò che dica. Saluta il tuo vicino di casa. Abolisci la parola "rancore". Dai un consiglio ad un amico. Fai sentire "benvenuto" chi ti è antipatico. Convinciti che non sei solo. Fai un favore con generosità. Per oggi non ti preoccupare. Permettiti di sbagliare. Pratica il coraggio delle piccole cose. Prendi posizione di fronte al male. Esponi la tua anima alla luce della Parola. Vivi tutto in compagnia di Dio. Che il sole brilli nella tua casa e vi porti luce e calore. Che il volto dia sereno e in pace e un sorriso brilli sempre sul tuo volto.
Il Signore sia un raggio di sole quando le difficoltà e la fatica oscureranno la meta. Riscaldi il tuo cuore rendendolo forte e generoso. Ti spezzi il pane della festa e il vino della gioia, perché tu possa acquistare l'energia più potente del mondo: l'amore. Allora tu diventerai un piccolo sole per altri, sarai un cuore che regala amore, rendendo felice qualcuno" (L. Guglielmoni - F. Negri).

Vorrei poter inserire quest'augurio di sfuggita negli zaini colorati dei ragazzi e delle ragazze che in questi giorni stanno svuotando le scuole. E' la gioia di un giovane prete che condivide assieme a loro e con loro la fatica moderna e la bellezza pesante di essere cristiani oggi! Con una certezza: "Nino, non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia" (F. de Gregori).
Una piccola carovana nel deserto dell'estate alla ricerca di Dio.
Perché nemmeno Dio d'estate va in vacanza!
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Luca Boaretto ha 26 anni. Fisico poco sportivo, simpatia a fior di pelle, uno sguardo che basta per farti assaporare il profumo della furbizia. 26 anni e un sogno: essere prete! Un sogno partito da lontano, la fatica di costruirlo, la gioia nel conquistarlo. Luca non ha il cervello che funziona! Se funzionasse non si consacrerebbe prete. Perché a casa il pane non manca (basta guardarlo), il futuro potrebbe essere roseo lo stesso, le ragazze non tarderebbero ad arrivare. Il cervello non funziona: perché se ascoltasse Michele Santoro e Andrea Rivera, se leggesse "Via col vento in Vaticano" e le scritte contro la Chiesa sulle mura di Padova, se ascoltasse la superficialità dei suoi coetanei e il menefreghismo della città...non andrebbe prete. A Luca piace giocare: a calcio, con la play-station, col cellulare. Ma essere prete, purtroppo, non è un gioco! Eppure domenica prossima il vescovo di Padova lo consacrerà prete: Don Luca! Ogni volta che scandisco questo nome sembra incredibile. Eppure a Dio urge trovare qualcuno di folle sulle cui spalle sistemare una missione che fa tremare le gambe. Addestramento? Zero! Si esige lo sbaraglio.
Lunedì s'accorgerà d'essere una stonatura nella società. Una sorprendente stonatura che porterà (almeno spero) fantasia nella nostra chiesa. Oggi la condanna è spolverare questa parola dalla potenza inaudita. Fantasia, cioè la capacità di creare, il brivido di scoprire, l'astuzia di pensare, il coraggio di buttarsi su strade nuove. In tanti rideranno sul nostro sorriso. A noi rimangono come scusa le parole di Geremia: "Nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa: mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo" (20,9). Davvero: non possiamo tacere la bellezza di Cristo. Questo è il nostro cantiere Luca: scrivere un segno forte ed autentico di fede dentro le vie di una città che corre impazzita nel suo caos. Non sei solo! Anch'io vado cercando l'uomo nella sua nudità, cerco l'anima, cerco la storia, il nostro essere bambini... mi fa schifo la rassegnazione. Io piango, ho freddo, ho fame, ho tanta paura... ma non voglio uccidere il bambino che sono. Perderò? Non te lo so dire. Ti ripeto solo quello che mi hanno sempre insegnato: "i rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di batterli" (R. Baggio).
Piuttosto rischia, ma non diventare un prete senza sapore!
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