5 1 1 1 1 1

IMG 3952

(Cara maestra) - «Ti conobbi quando, anche se non sembra vero, ero ancora un bambino. Ma ancora oggi il tuo nome evoca lontane nostalgie e vecchi ammaestramenti. Ti trovai appostata all’ombra del campanile, quel campanile che dettava il ritmo alla mungitura delle vacche, alla polenta delle massaie, alle orazioni del vecchio curato, alle partite a briscola del nonno all’osteria. Che schedava il lento vivere della gente di paese. Quel mattino tenevi lunghe gonne, un piglio severamente tenero, uno sguardo che ti mostrava bella. Anche se per me eri già tanto vecchia. Quasi come la mia nonna. Era stata una notte piena di lampi, ma all’avvicinarsi dell’alba ricordo le tacite stelle, come quelle del Pascoli poeta di cui mi parlasti anni dopo. Ci incontrammo in mezzo al cortile della nostra scuola elementare del paese: tu con la tua valigia seria, pesante, usurata dagli incontri. Io con la mia cartella colorata e vuota, lo sguardo insonne e quella vivacità che mi valse la simpatia e l’ansia del tuo sguardo.
Tu mi guardavi, io ti guardavo. Era il mio primo giorno di scuola.
Novelli pirati salpammo, in otto, in quella classe che tu amavi raffrontare ad una nave. Tu, skipper navigata. Sette marinai e un mozzo (io), quello che tenevi in classe non per merito ma per superamento di sopportazione. Ore e ore in tua compagnia. Tutti vestiti griffati. Io delle grandi firme conoscevo soltanto quella del nonno che sottoscriveva, per presa visione, le note dei tuoi colleghi dislocati in altre discipline scolastiche. Alla tua scuola imparai a scrivere, il nome mio e quello del paese, la data e il giorno: in stampatello, in corsivo, sempre più elegante. Con lettere che sembravano disegni d’alta architettura, tant’erano giganti ma che mi facevano sentire l’erede di un pittore famoso quando riuscivo a quadrarle, a tesserle tutte d’un fiato. Senza schiodare la penna per respirare. Tu, mentre leggevi brani famosi di autori famosi, riuscivi a coinvolgere. Trasmettevi: le poesie da imparare e la storia da memorizzare. Le opere d’arte da scrutare, i romanzi da leggere. E quelle tempestose mattine in cui, forse stanca dalle lunghe notti d’aggiornamento, t’affacciavi scura in volto, un po’ nervosa, schiva nella tenerezza. M'accorgevo di te, come tu di me.
Ma tu eri sempre la mia maestra. Di sera con mamma e papà); al mattino con te, nei pomeriggi in compagnia del nonno contadino e della nonna catechista. Mi sentivo sempre a casa, insomma: per tutto il giorno, per tutti i giorni a venire. Quel dieci sul quaderno, con quella grafia che tante volte cercai d’imitarti, era per me un cimelio preziosissimo. Lo barattavo con un giro in bici, con un’ora in più di corsa sul prato, con un gelato nelle afose estati paesane. Ci siamo frequentati quattro primavere e altrettanti inverni. Poi tu hai sposato madonna pensione, io ho tentato altri voli. Ma ben presto scoprii che il tuo viso m’era diventato ispiratore. Perché, per me, sapevi di bellezza, quella che mi avevi mostrato nella pittura e addestrato nel leggerla tra le righe. Eri “maestra”. E come tale m’hai presentato Dante, l’Ariosto, Leopardi e Manzoni. Eri anche donna. E sa donna m’hai addomesticato con la pazienza, l’eleganza, la dolcezza. Eri pur sempre madre: e al par delle madri amavi leggere i silenzi nel mio sguardo fuggitivo.
Era tanta la passione che t'animava che, ancor oggi, allo strillare di qualche campanella, m’alzo in piedi sull'attenti: sperando di vederti varcare la soglia di qualche porta. E vederti sederti in cattedra. Per insegnarmi l’eleganza del vivere.

P.S.: Hai visto che, laggiù nel mio penultimo banco a destra, dormivo solo per finta, cara la (mia) maestra?».

(M. Pozza, Penultima lucertola a destra, Marietti 2011)

don Marco Pozza
L'autore: don Marco Pozza

Marco Pozza (1979), parroco della parrocchia del carcere Due Palazzi di Padova, è uno «straccio di prete al quale Dio s'intestardisce ad accreditare simpatia, usando misericordia», come ama dire di se stesso.
Leggi tutto...


Per vedere i pulsanti di condivisione per i social (Facebook, Twitter ecc.), accetta i c o o k i e di "terze parti" relativi a mappe, video e plugin social (se prima di accettare vuoi saperne di più sui c o o k i e di questo sito, leggi l'informativa estesa).
Accetta c o o k i e di "terze parti"

Commenti   

mgiovanna
#1 RE: Quel (mio) primo giorno di scuola.mgiovanna 2021-09-13 19:20
Straordinaria testimonianza, don Marco! Grazie!
Ho le lacrime da stamattina, dopo aver letto il primo post su FB, pensando alla mia maestra Olga che mi ha seguito per cinque anni alle Elementari.
La Scuola, quella Scuola, purtroppo non c'è più!
La conoscenza era anzitutto affare di cuore!
Ricordo la passione della mia maestra nel prendersi cura di tutte noi bambine (la mia classe era composta solo da bambine!) allo stesso modo.
La maestra Olga credeva nell'importanza del vocabolario!
Quando chiedevamo il significato di qualche termine, ci esortava a cercarlo sul vocabolario, a casa, e poi a trascrivere il significato sul quaderno: il giorno successivo, avrebbe controllato i quaderni di tutte noi.
Porto nel cuore due episodi bellissimi: la scoperta del verbo cigolare durante una lettura in classe; tutte in coro "Signora Maestra, che significa cigolare?" e il puntuale rinvio, da parte sua, al vocabolario. l'altro episodio è legato al numero 8, che volevo comporre in orizzontale! Quante risate divertite e quante esercitazioni a casa per capire che l'8 non si può scrivere diversamente...
La maestra Olga, sempre molto ordinata nei suoi tailleurs, indossava sempre il grembiule nero e aveva sempre una bacchetta di legno sulla cattedra, che però usava pochissimo, proprio quando qualche mia compagna si mostrava più discola del dovuto.
Le nostre giornate scolastiche iniziavano sempre col segno di Croce, il Padre nostro e l'Ave Maria; il Crocifisso era ben visibile in tutte le Aule...
Custodisco gelosamente il giudizio conclusivo dei cinque anni, e la cosa che ancora oggi mi stupisce è il suo considerarci ragazze a 10 anni!
Maestra Olga, ti vorrò sempre tanto bene e resterai sempre nei miei pensieri insieme al sussidiario e al libro di lettura, gli unici libri da portare a Scuola.
I tuoi insegnamenti hanno per me un valore inestimabile!
Vorrei ricordarti con una poesiola che ci insegnasti in prima Elementare, augurandone la scoperta a tutti i bambini che oggi hanno vissuto il loro primo giorno di Scuola: "Ci vuole così poco/ a farsi voler bene/una parola buona/detta quando conviene/un pò di gentilezza/una sola carezza/un semplice sorriso/che ci baleni in viso/il cuore sempre aperto/per ognun che viene/ci vuole così poco/a farsi voler bene".
Ti abbraccio fortissimo, maestra Olga, ringraziando ancora don Marco per avermi consentito di aprire il mio cuore!
Come premio, don Marco riceverà la lettura del Suo Approfondimento a tutti i miei ragazzi, a partire da domani (stamattina non li ho ancora visti; ho avuto soltanto ore a disposizione).
Un forte abbraccio anche a Te, carissimo e super sensibile Don!
Buona serata!
Martina90
#2 La mia maestra preferitaMartina90 2021-09-19 12:01
"Ciao Silvia, ho voluto scriverti oggi perché non trovavo le parole giuste. Spero che questa prima settimana di scuola sia andata bene e spero di cuore che tutto l'anno prosegua positivamente sia per tutte voi sia per i bimbi. Io domani inizierò di nuovo come lo scorso anno ad aiutare le suore all'asilo ma spero di ritornare a scuola. È stata un'esperienza meravigliosa che rifarei. Buon anno scolastico a tutti voi in particolar modo a Te. Quei cinque anni alle elementari sono stati gli anno più belli della mia vita, anni indimenticabili e non dimenticherò mai ogni mia insegnante in particolar modo Te che come ben sai sei sempre stata non solo la mia preferita ma ti ho sempre avuta nel cuore.
Indimenticabile il mio primo giorno di scuola: voi in particolar modo tu che ci avete accolto in classe facendoci prendere un palloncino con il nostro nome. È difficile dimenticarlo anche perché capii di aver trovato la mia maestra subito. Ti auguro una buona scuola e auguro a tutti i tuoi bimbi di trovare in Te il professor Keating come ti ho trovata io."

Caro Don Marco, volevo lasciarti come commento a questo articolo la lettera che ho scritto alla mia maestra Silvia stamattina. Anch'io come te ho avuto una maestra speciale.
Ti abbraccio,
Martina (Enego)

N.B. - I commenti potrebbero tardare alcuni secondi prima di apparire.

Solo gli utenti registrati possono inserire commenti!