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Caro Giovanni,
sono Laura. Non hai chiesto il mio nome, ma mi hai offerto un bicchiere di acqua fresca e limone. Sono la prof a cui hai dedicato un po’ del tuo tempo e a cui hai voluto regalare un pezzo della tua storia. Ero in viaggio con Maria, la mia amica e collega, e in una vietta del centro di Porto, al tavolino del tuo bar, come marinai che si scambiano aneddoti delle loro gesta, ci hai lasciate approdare nel tuo mondo. La vita ti ha molto scalfito, il tuo viso ne portavo i segni. A poco più di sessant’anni eri arrivato al capolinea. A molti uomini sarebbe mancato il coraggio di vivere. Hai scelto di partire dal caos della tua grande città, dal disordine che abitava le tue relazioni e il tuo lavoro e di ridare una possibilità alla vita, o forse è lei che la stava dando a te. Il destino, come tu lo hai definito, ti è venuto a prendere per mano. Una mano di donna e di un’amicizia nuova e fedele. Mentre ce lo raccontavi, il tuo sguardo continuava a fissare un punto nel vuoto e, distrattamente, seguivi il passo di chiunque camminasse davanti a noi; come a ricordare una storia che ancora non ti sai spiegare. Un leggero rossore ti colorava le guance e gli occhi, per un breve istante, hanno avuto un guizzo di luce. Dopo aver toccato il fondo, in una giornata di fine marzo, sotto la pioggia e un freddo pungente, ha iniziato a rinascere il tuo futuro in una terra straniera. Ancora non lo sapevi, ma la vita era già pronta a sbocciare dalle macerie delle tenebre in cui eri finito. Una donna, e non a caso, visto il tuo amore viscerale per il genere femminile, con cura, tempo, pazienza e perseveranza, ti ha ridonato dignità, un lavoro e un cuore da amare. Giovanni, quel pomeriggio non mi è stato possibile dirtelo perché i clienti ti hanno riportato alla realtà, ma, tornata in camera, ti ho ripensato con un sorriso. Spero proprio che un giorno, nonostante l’avversità che nutri per ciò che è religioso- e quindi incoerente-, tu possa scoprire il Volto del Padre dietro a ciò che hai chiamato destino e che tu possa conoscere il Tu a cui gridare il tuo grazie per la resurrezione di cui ti ha reso testimone. 

Tenha un bom dia,

Laura

Laura Giulian
L'autore: Laura Giulian

Classe ‘85, un’ottima annata! Professoressa precaria per sogno nel cassetto, passione, vocazione. Affascinata dal mondo dell’educazione e dai suoi protagonisti.
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