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2018 06 05 21.27.05

«Tu es Sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech» è il ritornello che risuona, in tante chiese, in questi giorni di ordinazioni sacerdotale.
Sconcerta, stupisce, disorienta ed emoziona pensare che, tra i candidati, quattordici anni fa, nel Duomo di Padova, c’eri anche tu.
Difficile immaginare quanti sentimenti potessero turbinare nell’animo, in un giorno tanto importante, capace di essere, letteralmente, giro di boa nella tua vita. Facile intuire che dovessero essere molti, alla vigilia di un giorno che avrebbe cambiato la storia della tua persona e della tua famiglia, domandandoti non l’entusiasmo di quel giorno di festa, bensì quella fedeltà che può rinnovarsi solo giorno dopo giorno, tra mille fatiche, esaltazioni, tentazioni, solitudini, egoismi, gioie, dolori, frustrazioni, soddisfazioni. Perché la vita, compresa quella di un prete, è un mosaico dalle mille sfaccettature, che non può essere racchiusa in una definizione preconfezionata!
Partito bambino, con un sogno gigante in quello zainetto, con il quale sei partito dal tuo Altopiano, ti sei ritrovato, ragazzo, prostrato ai piedi di quell’altare, che sarebbe presto diventato il tuo piano di lavoro, per la costruzione del Regno dei Cieli. Nelle tue mani non saldatori, pinze e motori come il tuo papà, ma pisside, calice, stola e patena. Questi gli attrezzi del mestiere, solo apparente meno impegnativo di tanti lavori manuali e sfiancanti.
Sacerdote, chiamato ad essere ponte tra cielo e terra, portatore del profumo di Cristo nel mondo, dispensatore di misericordia, attraverso i sacramenti (mitigatori della nostalgia della Patria Celeste), per condurre nuovamente ogni uomo al cospetto di quel Padre, che è sempre nostro.

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero di lieti annunzi
che annunzia la pace,
messaggero di bene che annunzia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio» (Is 52,7)

Devi essertene ricordato, da subito, di quanto fosse necessario il cammino. Da sempre, le scarpe ai tuoi piedi sono state da ginnastica e il primo momento in cui poterti incontrare è stato la corsa mattutina.
Là, sulle montagne che ami, le aquile osano volare più in alto di tutti gli altri, riuscendo a scorgere inquadrature mozzafiato, inaccessibili a tutti gli altri animali. Tale è lo sguardo dei profeti, capaci di raggiungere prospettive ulteriori e audaci, rispetto agli altri. Difficile stare al loro passo, ma affascinante seguirne la scia.

Che sia questo il mio augurio per te in questo giorno: la profezia di uno sguardo che sappia andare oltre le apparenze, contagiato dalla purezza dello sguardo di Dio, capace di posarsi su ciascuna creatura come se fosse, in assoluto, l’unica esistente su tutto il pianeta.

Auguri di cuore, don Marco: buon 14° anniversario d’ordinazione sacerdotale!

Maddalena Negri
L'autore: Maddalena Negri

Classe 1986, orgogliosamente nata sotto il sole del 13 agosto. Ama scrivere e vi si cimenta, con alterna fortuna, dall’età di otto anni. Privilegia, inizialmente, racconti e scopre la poesia solo più tardi, a 14 anni.
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Commenti   

PaoloGiuseppe
#1 RE: Su ali d'aquila: 14 volte auguri!PaoloGiuseppe 06-06-2018 17:30
Dimenticare la madre è una cosa brutta… E, per dirlo in un’altra maniera:
se tu non vuoi la Madonna come Madre, sicuro che l’avrai come suocera!
E questo non è buono! Grazie.

IL SANTO PADRE FRANCESCO:
VIGILARE E ….
MARIA nostra Madre
nostro rifugio
Lunedì, 12 maggio 2014 ai giovani preti fra le altre cose il Papa ha detto:
La parola vigilanza. Questo è un atteggiamento cristiano: la vigilanza. La vigilanza su se stesso: cosa succede nel mio cuore? Perché dove è il mio cuore è il mio tesoro. Cosa succede lì? Dicono i Padri orientali che si deve conoscere bene se il mio cuore è in una turbolenza o il mio cuore è tranquillo. Prima domanda: vigilanza sul tuo cuore: è in turbolenza? Se è in turbolenza, non si può vedere cosa c’è dentro. Come il mare, no? Non si vedono i pesci, quando il mare è così…

Il primo consiglio, quando il cuore è in turbolenza, è il consiglio dei Padri russi: andare sotto il manto della Santa Madre di Dio. Ricordatevi che la prima antifona latina è proprio questa: nei tempi di turbolenza, cercare rifugio sotto il manto della Santa Madre di Dio. E’ l’antifona “Sub tuum presidium confugimus, Sancta Dei Genitrix”: è la prima antifona latina della Madonna. E’ curioso, no? Vigilare. C’è turbolenza? Prima di tutto, andare là, e là aspettare che ci sia un po’ di calma: con la preghiera, con l’affidamento alla Madonna…
………………….
prima di tutto andare alla Madre:
E nei momenti difficili, è quando il bambino va dalla mamma, sempre. E noi siamo bambini, nella vita spirituale, questo non dimenticarlo mai! Vigilare su come sta il mio cuore. Tempo di turbolenza, andare a cercare rifugio sotto il manto della Santa Madre di Dio. Così dicono i monaci russi, e in verità è così.

Un bel rapporto con la Madonna; il rapporto con la Madonna ci aiuta ad avere un bel rapporto con la Chiesa: tutte e due sono Madri… Voi conoscete il bel brano di Sant’Isacco, l’abate della Stella: quello che si può dire di Maria si può dire della Chiesa e anche della nostra anima. Tutte e tre sono femminili, tutte e tre sono Madri, tutte e tre danno vita. Il rapporto con la Madonna è un rapporto di figlio… Vigilate su questo: se non si ha un bel rapporto con la Madonna, c’è qualcosa di orfano nel mio cuore
lucetta
#2 RE: Su ali d'aquila: 14 volte auguri!lucetta 17-06-2018 13:07
Mi associo agli auguri di Maddalena per don Marco. Ti auguro anch'io di essere santo, uno di quei preti che crede veramente in quello che professa, uno di quelli che prega molto ed accoglie ed ascolta quelli che gli si affidano.Ciò che converte la gente non sono le belle parole ma gli esempi di vita vissuta per il Signore.

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