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Montini: storia di una sfida educativa sempre attuale

L’istituto G.B. Montini di Milano (con sede attuale in corso di Porta Romana, 105) nasce da una felice intuizione del suo fondatore, mons. Carlo Calori (8 giugno 1932 - 29 giugno 2006), che, volendo una scuola che fosse cattolica, qualificata ma anche aperta a tutti, decise di aprire i battenti di un liceo classico nella periferia sud di Milano, nel sottoscala della parrocchia S. Antonio Maria Zaccaria. Era il 1976.
Successivamente, il liceo si trasferì presso i locali messi a disposizione dalla parrocchia Quattro Evangelisti, in via Magliocco, con l’aggiunta, nel 1989, del liceo linguistico alla proposta didattica offerta agli studenti ed alle loro famiglie.
Nel 2006, con la dipartita per il Cielo di don Carlo, la grande sfida è stata quella di proseguire nel solco da lui tracciato, affrontando anche le nuove sfide che la contemporaneità sta via via proponendo alla scuola, come ad ogni altro ente educativo (la famiglia in primis).
Quest’anno, ricorrendo il Quarantesimo dalla sua fondazione, il tempo si fa propizio per un "bilancio", in vista di nuovi traguardi da raggiungere.

Due parole con il Rettore

  1. Cattolica. Popolare. Di qualità. Come spiegare queste caratteristiche a chi non conosce (ancora) il Montini?
    Il Montini è scuola cattolica per tre motivi: per la formazione offerta (occasioni di volontariato, ritiri spirituali e momenti di preghiera comunitaria), per l’impostazione (la cultura è illuminata da uno sguardo di fede), ma soprattutto per l’attenzione alla persona in quanto tale, considerata a pieno titolo soggetto d’educazione. Nella libertà, sono offerte varie proposte ai ragazzi e alle loro famiglie, affinché studenti, genitori e personale scolastico affrontino insieme un cammino di crescita innanzitutto umana.
in seconda battuta, si tratta di una scuola popolare, dal momento che, da 40 anni, non esistono formalmente rette, bensì ciascuno fornisce una libera contribuzione secondo coscienza. Questo non semplifica le cose a livello amministrativo: concretamente significativa che chi può dare di più compensa per chi può dare di meno e, far quadrare il bilancio, ci si affida alla Provvidenza e si mettono in campo strategie di raccolta fondi, come il tradizionale mercatino natalizio.
Sin dagli albori, cioè dall’idea originaria di don Carlo il fatto, fondamentale, che a tutti fosse garantito l’accesso allo studio non significava diminuire la qualità dell’insegnamento offerto. Ecco quindi che parliamo di una scuola di qualità nel senso che c’è spazio sia per l’eccellenza (con un insegnamento di alto livello), ma anche l’offerta di aiuto per i ragazzi in difficoltà perché “nessuno rimanga indietro”.

  2. Che cosa differenzia l’offerta del Montini da quelle di altre scuole cattoliche?

    Sicuramente la sua dimensione popolare: non si tratta di una scuola di élite ma di una scuola per tutti. Al Montini non vengono quelli che possono, ma possono venire tutti. Un secondo aspetto è sicuramente l’aspetto spirituale, che non si limita soltanto alla preghiera ma interpella la persona in modo integrale, con esperienze di volontariato commisurate alla maturità die ragazzi. il terzo aspetto, non meno importante è la profonda collaborazione coi genitori, tanto che la gestione amministrava vede in ruolo di primo piano una cooperativa di genitori. Questo esemplifica la filosofia della scuola che vede l’educazione come compito condiviso da ragazzi, docenti e famiglie, che, nella loro collaborazione, possono realizzare un compito tanto impegnativo e di primaria importanza per la società intera.

     

  3. Qual è il ruolo del suo fondatore, don Carlo Calori, nel Montini di oggi?
    
Il Montini di oggi va avanti secondo il carisma di don Carlo, nel tentativo non solo di rispettare, ma anche di proseguire il lavoro da lui iniziato e proseguito durante tutta la sua vita.

  4. Quali sono i ruoli di rettore e preside, in una scuola come il Montini? 

    L’aspetto amministrativo è gestito dall’amministratore; il rettore cura la dimensione educativa della scuola (proposta educativa, proposte di volontariato, qualità die contenuti dell’insegnamento): il preside cura invece la parte didattica.

  5. Qual è l’attuale organigramma del Montini?
    L’ente gestore della scuola, a livello amministrativo, è la cooperativa Milano 15: il presidente, ing. Emanuele Sandi, in collaborazione con il consiglio di amministrazione, regola le questioni amministrative e burocratiche. Non esiste il nero tanto che, a fronte di avvenuti controlli ministeriali, è stato sempre trovato tutto in regola. Le famiglie a settembre dichiarano quanto intendono versare; con il consiglio d’amministrazione, guardiamo quello che manca per far fronte alle nostre spese e concludere il bilancio in pareggio a fine anno e mobilitiamo le famiglie per organizzare iniziative che possano raccogliere quanto manca.

  6. Quale bilancio si può tracciare, in quest’anniversario? Si può dire di essere rimasti nel solco originario, rispondendo alle nuove sfide educative?

    Non mi piace parlare di bilancio, perché pare precludere la continuazione, come se tutto fosse finito. Il Montini sta andando avanti: ha iniziato con una classe, ora abbiamo 230-240 studenti e quindi abbiamo una continuità di cammino che è stato portato avanti. Il bilancio vero è fatto dalle tante famiglie e ragazzi che sono passati dal Montini ed esprimono gratitudine nei suoi confronti.

  7. Quale sono gli scenari che si aprono sul futuro, anche in considerazione della novità del Montini 2 - Guinea?

    Le scuole pubbliche di quel Paese non sono in grado di offrire un servizio adeguato, tanto che, non avendo aule sufficienti per il numero degli studenti, gli alunni si ritrovano a frequentare la scuola due - tre volte a settimana, facendo dei “turni” con gli altri coetanei.
Abbiamo cercato di fare in modo che, anche in tempo di crisi, il Montini generasse il Montini, quindi che si costruisse una collaborazione con una missione nella foresta africana. Così come il Montini era nato alla periferia di Milano, così abbiamo voluto collaborare alla nascita di un liceo nella foresta, cioè alla periferia dell’Africa. Abbiamo quindi iniziato, tramite i Gesuiti, la formazione dei docenti di questa scuola.


Il prossimo Open day si svolgerà sabato 15 ottobre, alle ore 9.30.

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