Sono uomini liberi, capaci di durezza persino con gli amici. Gente che, incontrandola, t’incute rispetto, anche venerazione, per il prezzo che sono disposti a pagare pur di rimanere liberi: «Credo sia evidente e non si può tacerlo. Ne pago le conseguenze, anche in termini di relazioni e di amicizie. Però bisogna riconoscerlo» ha detto, giorni fa, padre Pierbattista Pizzaballa – cardinale di Santa Romana Chiesa – in merito alla situazione di Gaza e dintorni. Non è, però, solo una faccenda che riguarda Gaza e la sua maledetta situazione: riguarda l’umano esistere, con le sue infinite sfumature e contraddizioni. Per abitarlo, senza apparire scontati e far apparire insignificanti le parole, occorrerà essere un hombre vertical, come dicono gli spagnoli: uomini e donne che, coi piedi nel fango della storia, cercano in tutti i modi di saldare la terra al cielo. Senza accettare di compiacere agli uomini per salvare capra e cavoli.

Ci sono umani che, aperta la bocca sai già cosa diranno: niente di nuovo rispetto a quello che ti aspetteresti dalla figura che rivestono. Se uno insegna la matematica, t’aspetti che ti ripeta che “uno più uno fa due”. Cos’altro potrebbe arrischiarsi di dirti? Ce ne sono altri, di umani “vertical”, che, invece, sanno stupirti con la loro visione della realtà: ne colgono un aspetto inedito, sono capaci di proporti una lettura impopolare, rapiscono il cuore con il coraggio di azione e di pensiero. E’ quel prof di matematica che, geniale, quando pensi ti dica che “uno più uno fa due”, è capace di allargarti la matematica: “Quanto fa uno più uno? Uno più grande!” Nessuno può dire al primo che sbaglia a dirti che fa “due”: lui non rischia la cattedra. Non sbaglia nemmeno il secondo, però, a dirti che fa “uno più grande”: lui rischia la cattedra, invece. Quando esci dall’aula, però, del secondo andrai dicendo: “Non ci avevo pensato: geniale”.

In un mondo che è una foresta sempre più chiassosa, sono rimasti i poeti ad evangelizzare. Poeti come padre Pizzaballa, per i quali è più importante evangelizzare che influenzare.

(da Specchio de La Stampa, 28 settembre 2025)

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