Giornata con vista sulle elezioni in qualche terra d’Italia. Basterà qualche giorno, poi, per capire come sarà andata la faccenda: per vedere quale fine farà la maggior parte delle promesse fatte nella campagna elettorale. Soprattutto le promesse di chi uscirà sconfitto dalle urne, visto che si dà per certo (almeno lo è sotto forma di augurio) che per quelle fatte dai vincitori ci sia a disposizione un periodo di tempo per provare a realizzarle. Ma delle promesse fatte da chi se ne uscirà vinto non interesserà più a nessuno? Pensare quanto erano altrettanto belle anche le loro: “Se governeremo noi: la povertà verra abolita, ogni cittadino potrà andare sulla Luna, abbasseremo le ore di lavoro e alzeremo lo stipendio. Delle tasse faremo piazza pulita. Nessuno più saprà cos’è la disoccupazione, la miseria, la carestia. Prometteremo bel tempo (se ci sarà il sole) e avviseremo della pioggia (quando vedremo piovere)”. Ad ascoltare come potrebbe essere il mondo durante una campagna elettorale è da gioire. Verrebbe da dire – parafrasando Uno che le promesse le mantiene – che il Regno di Dio non è più vicino a noi: è in mezzo a noi, gemellato col Paese dei Balocchi. Nessun problema per chi ha un minimo d’intelligenza: se non esagerassero (così) i candidati, quanti di noi li voterebbero? Si esagera sapendo di esagerare. Di prendere in giro.

E’ l’indomani del voto, perciò, il banco di prova: se davvero uno ci credeva a quello che diceva – e lo diceva perchè “ama la sua terra, si mette a disposizione della sua terra, si immola per la sua gente” – perchè non lo fa lo stesso, anche senza una sedia, una remunerazione, un riconoscimento pubblico? A fare qualcosa – anche di snervante – venendo pagati lautamente, tutti sono capaci: farlo, invece, a costo zero, per la semplice consapevolezza di essere cittadini, di appartenere ad una comunità, di avere a cuore il destino comune è materia gigantesca. La storia racconta di gente così, che ha fatto tanto il bene (facendolo bene) senza essere votata, alzare la voce, promettere sapendo di non poter poi mantenere granchè. A fare le cose se si vince sono capaci in tanti: “Se mi voterete diventerò vegetariano” promette il lupo. A dimostrare di fare le cose promesse anche in caso di sconfitta, invece, è merce rarissima. Materiale per eroi.

(da Specchio de La Stampa, 23 novembre 2025)

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