Pubblichiamo di seguito l'intervista andata in onda oggi, 9 maggio 2011, e rilasciata da don Marco a Radio Vaticana per la rubrica "Punto e a capo", condotta da Rosario Tronnolone nell'ambito del programma "Orizzonti cristiani".
Ringraziamo il conduttore e Radio Vaticana per averci concesso la pubblicazione.



L'intera puntata è scaricabile in due formati (Real Audio ed MP3) dal seguente indirizzo:
http://www.radiovaticana.org/orc/Articolo.asp?c=485557

L'intervista è pubblicata anche sul nostro canale ufficiale YouTube

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sandropozza
#1 MARIA, DONNA DEL "NUOVO"sandropozza 2011-05-13 10:12
Santa Maria, donna del vino nuovo, quante volte sperimentiamo pure noi che il banchetto della vita languisce e la felicità si spegne sul volto dei commensali!

È il vino della festa che vien meno.

Sulla tavola non ci manca nulla: ma, senza il succo della vite, abbiamo perso il gusto del pane che sa di grano. Mastichiamo annoiati i prodotti dell’opulenza: ma con l’ingordigia degli epuloni e con la rabbia di chi non ha fame. Le pietanze della cucina nostrana hanno smarrito gli antichi sapori: ma anche i frutti esotici hanno ormai poco da dirci.

Tu lo sai bene da che cosa deriva questa inflazione di tedio. Le scorte di senso si sono esaurite.

Non abbiamo più vino. Gli odori asprigni del mosto non ci deliziano l’anima da tempo. Le vecchie cantine non fermentano più. E le botti vuote danno solo spurghi d’aceto.

Muoviti, allora, a compassione di noi, e ridonaci il gusto delle cose. Solo così le giare della nostra esistenza si riempiranno fino all’orlo di significati ultimi. E l’ebbrezza di vivere e di far vivere ci farà finalmente provare le vertigini.

Santa Maria, donna del vino nuovo, fautrice così impaziente del cambio, che a Cana di Galilea provocasti anzitempo il più grandioso esodo della storia, obbligando Gesù alle prove generali della Pasqua definitiva, tu resti per noi il simbolo imperituro della giovinezza.

Perché è proprio dei giovani percepire l’usura dei moduli che non reggono più, e invocare rinascite che si ottengono solo con radicali rovesciamenti di fronte, e non con impercettibili restauri di laboratorio.

Liberaci, ti preghiamo, dagli appagamenti facili. Dalle piccole conversioni sotto costo. Dai rattoppi di comodo.

Preservaci dalle false sicurezze del recinto, dalla noia della ripetitività rituale, dalla fiducia incondizionata negli schemi, dall’uso idolatrico della tradizione.

Quando ci coglie il sospetto che il vino nuovo rompa gli otri vecchi, donaci l’avvedutezza di sostituire i contenitori. Quando prevale in noi il fascino dello status quo, rendici tanto risoluti da abbandonare gli accampamenti. Se accusiamo cadute di tensione, accendi nel nostro cuore il coraggio dei passi. E facci comprendere che la chiusura alla novità dello Spirito e l’adattamento agli orizzonti dai bassi profili ci offrono solo la malinconia della senescenza precoce. Santa Maria, donna del vino nuovo, noi ti ringraziamo infine, perché con le parole «fate tutto quello che egli vi dirà», tu ci sveli il misterioso segreto della giovinezza.

E ci affidi il potere di svegliare l’aurora anche nel cuore della notte.

Don Tonino Bello
Lucertole
#2 RE: L'intervista rilasciata a Radio Vaticana - 09/05/2011Lucertole 2011-05-23 11:19
Caro don Marco, come ti ho già scritto il tuo romanzo mi è piaciuto soprattutto per il tentativo di "rileggere" in una chiave diversa e più positiva le vite di alcuni personaggi simili a noi e vissute in ambienti a noi comuni.
Rileggere la vita di ognuno di noi in chiave cristiana significa davvero cercare di scoprire dove si è sbagliato, ma anche rivalutare e se possibile rivivere gli aspetti migliori delle nostre esperienze, ciò che di migliore era nascosto anche nelle nostre azioni meno nobili o sbagliate.
Oggi aumenta il numero di coloro che, disillusi dall'esistenza, sceglie di vivere con fatalismo, talvolta cercando di "delegare" ad una personale Speranza ogni loro gesto, scelta, azione.
Purtroppo credo che non sia ancora giunto il momento da noi spesso inconsapevolmente auspicato nelle parole "VENGA IL TUO REGNO" , credo che dobbiamo attendere ancora un po' per poterci affidare totalmente a questa nostra Speranza, il nostro presente e futuro dipendono ancora soprattutto da noi, con tutto ciò che ne consegue.
Io sono ormai una "lucertola vecchia", a 52 anni non si può più pensare di avere ancora lo scatto fulmineo degli esemplari più giovani di questa specie, ma non avevo mai pensato a mio figlio come ad una lucertola.
Paolo, 21 anni, è sempre stato un ragazzo ideale, buono, gentile e responsabile, per questo non ho mai pensato a lui come ad una lucertola. Lui è sempre stato distante da problematicità tipiche dell'adolescenza e mi è sempre sembrato che egli, fortunatamente, fosse più adattabile di me alle mutanti forme della nostra esistenza.
Poi, d'un tratto, "lo scatto". Niente di ciò che io e la madre gli avevamo "preconfezionato" lo ha più attratto, niente più Messa, Credo, niente più di certo e rassicurante, solo "lo scatto" verso lo sconosciuto. Inutile dire che noi genitori, vecchie lucertole di ieri, siamo perplessi e preoccupati: ma come, così all'improvviso, a 21 anni!!
Io non so dove il "suo scatto" lo stia portando, credo che a poco servano tutte le raccomandazioni che gli facciamo, egli ha forse scoperto di non sopportare che la sua vita sia "legata" a qualcosa e forse nemmeno a Qualcuno che altri gli hanno presentato, ma senza più riferimenti mi sembra smarrito, deluso e spaventato.
Non cerca aiuto, non vedendo che "guide fallibili" non si affida ne' a suore, che lo hanno deluso ed oggi rifiuta, ne' preti che hanno il volto di chi è "soltanto" capace di "predicare bene": una lucertola senza riparo oggi e davvero una povera lucertola smarrita! Paolo sa che "la mia casa è la sua", che nei suoi genitori ha ed avrà sempre un "rifugio per il corpo", forse ciò che gli manca è un luogo per la sosta ed il ristoro dell'anima, ma non lo ammette neppure a se' stesso. Povere le giovani lucertole di oggi, abbiamo distrutto anche il loro habitat ed oggi è ancora più difficile di ieri trovare una vecchia o nuova "tegola" sotto cui ripararsi! Il mondo, l'habitat che abbiamo predisposto per loro è sempre meno umano e sempre più spaventevole e demoralizzante per chi, giovane lucertola, vorrebbe poter produrre "il suo balzo vincente" ed invece trova sempre irremovibili ostacoli sul suo cammino.
Spero e prego perchè per lui e tutte le lucertole a lui simili ci possa essere sempre una "strada di Emmaus" di autentica speranza, e che abbiano la voglia, il coraggio, l'umiltà e la fortuna di trovarla e percorrerla. :-)

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