La statura non deve fregarci, la possenza nemmeno: da qualunque lato lo si guardi, reale o metaforico, l’uomo in questione è un “armadio d’uomo”. Chissà se Charles Perrault, il papà letterario di Pollicino, avrà pensato di far mettere su casa al suo celebre «ometto attento e giudizioso che riusciva in tutto quello che intraprendeva». Io, cresciuto alla scuola delle esimie briciole di Pollicino, mi sono fatto l’idea che Pollicino abiti ad Avola, nel sud dell’Italia, più vicino all’Africa che a Vipiteno. Se, un giorno, vi verrà la voglia di andarlo a trovare, chiedete di lui chiamandolo con il suo prestanome: si chiama Fortunato, di cognome è Di Noto ed è pure figlio di quella splendida città colorata ch’è Noto. Ad Avola, Pollicino si è fatto il suo campo base, la sua Cape Canaveral dalla quale lanciare i razzi contro il crimine orrendo: non nel centro della cristianità, sotto le colonne del Bernini, ma in riva a quel mare di acqua ch’è incrocio di sangui, di cadaveri, di mostri e di navigazioni. La statura non freghi: è gigante il prete di Avola, ma in realtà è un Pollicino piccolissimo. Piccolissimo ma, badate bene, ingegnosissimo: da trent’anni riesce a scappare ai pericoli che gli tendono come laccioli. Li sfugge, salvando i suoi “piccoli” – sono i suoi fratellini – dall’orco brutto e cattivo. Nel titolo di un suo libro, c’è Pollicino: «Preti. Appunti come briciole di pane per la conversione del cuore». Le briciole come le vecchie pietre miliari che i Romani ponevano come contachilometri dei loro percorsi, Pollicino le posiziona per non perdersi dentro il mare di merda ch’è la pedofilia. Un suo conterraneo, Peppino Impastato, disse che «la mafia è una montagna di merda»: una frase, una dichiarazione d’intenti, l’imbastimento della guerra alla guerra. Se è di merda che si parla quando si parla di mafia, a parlare di pedofilia la merda diventa liquida: diarrea, sterco del demonio, guano del peggiore degli uccellacci del malaugurio. Le briciole di Pollicino e la sfinge di merda della pedofilia: benvenuti ad Avola, terra di vino, di sole e mandorle. Lui è don Fortunato di Noto.
C’è un mistero che, agli osservatori più attenti, da trent’anni incupisce gli animi, quelli degli estimatori e dei detrattori: “Come fa quest’uomo a calarsi nella merda e mantenere il suo cuore pulito, lo sguardo azzurrino che si porta in dote?” La risposta, bando alle ciance, è materia da Tommaso d’Aquino: «Ogni mattina, prima d’entrare in questa terra devastata, celebro l’Eucaristia» dice. Attorno al corpo di quest’uomo da decenni vegliano le Forze di Polizia: mentre loro custodiscono il suo corpo, lui si ciba del Corpo del suo Dio. Un corpo a corpo da far nascere il voltastomaco anche ad un ingordo come Satana che, cercando alleati (non fa molta fatica a trovarli) cerca di screditare agli occhi del mondo e della Chiesa la pia opera di carità che Pollicino, indomito, porta avanti. La volta in cui, per bontà sua, mi fece la grazia di vedere in volto questa disgrazia fetente come la peste, di ritorno a casa mi ficcai dentro i bagni dell’aeroporto di Catania per vomitare: il mio fegato, avvezzo ai crimini quotidiani confidati in galera, non era pronto alla contemplazione del saccheggio di un corpo di bambina penetrato da un uomo di così immane scurrilità da non avere manco il pudore di coprirsi il volto. Orgoglioso. È di questa gente ch’è infettata la vita del Pollicino di Avola. Per spiegare di cosa trattasse il suo lavoro a Papa Francesco, ripetei la metafora che lui usò perchè io capissi che lavoro faceva lui, il Papa, nella Chiesa: «Ogni mattina si alza con la coscienza di avere uno spazzolino da denti in mano e una Sfinge davanti che Dio gli chiede di pulire. Fa il massimo, con il suo spazzolino». Di lì a poco, gli concesse udienza. Gli concesse l’altissima onorificenza della parola e del grazie di Pietro.
Pollicino è una fiaba di Charles Perrault, Associazione Meter è una realtà della Chiesa di Dio. Poco importa, allora, se la Chiesa gli concede il solo lusso di difendere i confini nella Trinacria. Lui, col Pronto Soccorso di volontari e amici, ogni mattina si alza e va in guerra: a fare la guerra alla guerra (della pedofilia). Il solo fatto di salvare anche solo un bambino, gli vale già ora un pezzo di Paradiso.


Una risposta
Siete meravigliosi… Ognuno per i propri talenti e.. per lo sguardo di Dio.
Vi abbraccio tantissimo 💓💘