Manlio Gasparotto (Peppone)Lui no, io sì. Manlio Gasparotto va a fare la spesa da quando andava alle elementari. E spesso mi piace persino, escludendo la coda alle casse... Supermercato e tavola erano i passatempi di un giornalista rotondetto che nel 2006 è precipitato direttamente dal divano nel mondo della corsa. E ne è rimasto conquistato.
Nell'aprile 2006 a quasi 40 anni sfioravo i 90 chili distribuiti su 163 centimetri, a novembre correvo a 40 anni la mia prima maratona e dopo la gara ne pesavo 67...! Poi sono risalito appena e da quel giorno non ho mai smesso di lottare con l'ozio e la pigrizia, con la teoria del rinviare a domani quel che si può fare oggi.

Una filosofia che però non mi ha mai fermato, perché amavo accumulare cose da fare per risolvere in poco tempo problemi e cose da fare che avrebbero impegnato altri per giorni. E' sempre stata la mia sfida, stressare la vita per strizzarla e tirarne fuori adrenalina anche dalle cose più semplici, anche dal fare la spesa... Oggi corro con un piacere che sino al 2006 non avrei immaginato e pian piano mi sto liberando dal cronometro, per scoprire la gioia della conquista, del fare, del traguardo tagliato solo per arrivare in fondo a un progetto, a un viaggio. Come quando vado in vacanza, amo partire ed amo tornare a casa, quel che c'è nel mezzo conta solo se è fatto di altri viaggi. Un modo strano di poltrire...

Nel frattempo, direttamente dal liceo sono sbarcato nel mondo del giornalismo. Da vent'anni ormai in Gazzetta, ho scritto di calcio ma anche di pugilato (una volta, per gli italiani dilettanti...) ho confezionato pagine di ciclismo per il Giro d'Italia e speciali per la Champions. Ho fatto un po' di tutto perché la magia di questo lavoro è la comunicazione. E il blog che curo dal 2006 – Operazione Gasparotto, dall'iniziativa che mi portò a New York 2006 – mi ha fatto scoprire un modo tutto nuovo di parlare al mondo, di raccontare. Ho un altro modo, così, per imparare e per immaginare nuove iniziative.

Andare alla maratona di New York 2010 e poi a quella di Milano 2011 insieme a don Marco è uno dei tanti modi nuovi che ho "scoperto" per fare giornalismo, per raccontare storie, fare cronaca, imparare qualcosa e girarlo ai lettori della Gazza, che le cose nuove siano metodi di allenamento, persone o strumenti poco importa, quel che conta è che siano utili alla gente. La corsa mi ha conquistato per quel mondo genuino e libero di pensare allo sport, ma anche per quanta salute può regalare (e regala) a chi ha voglia di imparare a ritrovare se stesso con una specialità che – in fondo – è vecchia come l'homo sapiens.

 

 

Sito internet: http://operazionegasparotto.gazzetta.it/