Lo sport è tutto fuorché improvvisazione. E' meticolosità e pianificazione, apprensione e costanza, avvistamenti e attenzioni, cura e precisione, grinta e tanta passione. Perché correre la maratona è cosa da tutti: prepararla è affare per innamorati esperti. Sapendo che la vera maratona inizia sulla soglia del 35° km, laddove le luci si spengono, le gambe minacciano vendetta e il cuore chiede supplementi di volontà. Quello che trovate appuntato è il programma di viaggio di un giovane maratoneta - che sarei io - pronto a sfidare se stesso per spostare il limite sempre un po' più in là, magari anche di un solo secondo: ma che varrebbe la fatica di migliaia di km percorsi.

Solitamente sono 10 le settimane che impiego, per un totale di circa 1000 km: se non altro perché la testa non reggerebbe di più. Quest'anno ne ho aggiunta una (la prima, che doppierò) per il semplice fatto che ho inserito delle gare che, da buon sportivo riconoscente, voglio onorare con una prestazione discreta. Che valga la riconoscenza per chi mi ha invitato. Troverete delle sigle: come incipit vi metto la legenda. Ogni sabato mi impegnerò a rimettere la tabella con i tempi effettivi che sono stati registrati nel mio Garmin 405. Magari qualcuno s'aggregherà nell'allenamento e allora sarà bello confrontarli e discuterne. Ho sempre amato la trasparenza nello sport: perché laddove il fisico scopre il suo limite, ci s'inginocchia e si ringrazia il Cielo d'averlo avvistato. Per migliorarsi con paziente umiltà.

Non so dove si fermerà il cronometro a Central Park (NY) il 7 novembre prossimo. O meglio: lo sogno, ma lo tengo per me. Con voi condivido lo spirito che anima questo viaggio, del quale la maratona sportiva è una delle facce: potrò anche fallire il mio obiettivo, ma rimarrà la bellezza d'averci provato. Sapendo che, comunque, io non corro tanto per partecipare.

Con buona pace dell'anima del barone De Coubertin.

 

Scheda tecnica

Nome e Cognome: Marco Pozza

Data e luogo di nascita: Thiene (VI), 21 dicembre 1979

Età: 30 anni

Sesso: Maschile

Professione: sacerdote. Poi scrittore, giornalista e maratoneta.

Peso: 69/70 kg

Altezza: 177 cm

Frequenza a riposo: 39 battiti

Frequenza di soglia: 187 battiti

Scarpe: Mizuno

Numero di scarpe: 42

Taglia: L

Integratori: Polase Sport

Società Sportiva: Forum - Villa Aurelia (RM 577), la migliore.

Personal trainer: Mons. Giovanni d'Ercole (per la testa). Il resto è top secret.

Sponsor: Gazzetta dello Sport - De Agostini Scuola Editore

Palestra d'allenamento: Passo Coe (1610 m. - TN), Villa Pamphili (ROMA) e lo stadio "Terme di Caracalla" (ROMA)

Orologio: Garmin 405, verde e nero

Sport praticati: ciclismo (10 anni) e maratona (2 anni)

Miglior prestazione: Padova, 25 aprile 2010 (2h 48'21")

Peggior prestazione: Padova, 26 aprile 2009 (3h 02'56")

L'avversario che temi di più: Manlio Gasparotto

Motto: "Ho odiato ogni minuto di allenamento. Ma mi dicevo: soffri ora e vivi il resto della vita da campione" (C. Clay)

L'atleta a cui t'ispiri: Giorgio Calcaterra e Emil Zatopek

Canzoni-ricarica: "La leva calcistica della classe '68" (F. De Gregori) e "Alle porte del sogno" (I. Grandi)

Cosa fai mentre corri: penso, immagino, creo

Distrazioni: gli avversari e qualche volto di donzella (specie in primavera)

Il sogno della vita: rimanere un sacerdote innamorato e fedele. Eppoi fare qualcosa di creativo con PIF.

Il Vaticano o la strada: non c'è dubbio. La strada.

Tre interviste che sogni: Alex Schwazer, Laura Pausini, Linus

Convinzione nei propri mezzi: massima.

Dove stai andando: "Non so dove sto andando. Ma sto andando lontano" (R. Musil)

 

Tabella d'allenamento

 


CL: corsa lenta - CM: corsa media - CLS: corsa lenta spinta - RL: ripetute lente - RM: ripetute medie - REC: recupero - LL: lunghissimo - RIS: riscaldamento - DEF: defaticamento - RMar: ritmo maratona

Prima settimana (23 - 29 agosto 2010)

Lunedì: CL (4'30"/Km) 15 km

Martedì: 4 km RIS (4'45"/km) + CM (4'/km) 13 km + 2 km DEF (4'45"/km)

Mercoledì: CL 15 km

Giovedì: 4 km RIS (4'45"/km) + RM 5x1000 (3'40"/km) REC 1 km dopo ognuna (4'15"/km) + 2 km DEF (4'45"/km)

Venerdì: CL 15 km

Sabato: CLS (4'15"/km) 17 km

Domenica: 10km NonSoloSport Race (Padova, ore 20.00)

 

Seconda settimana (30 agosto - 5 settembre 2010)

Lunedì: CL (4'30"/Km) 15 km

Martedì: 4 km RIS (4'45"/km) + CM (4'/km) 13 km + 2 km DEF (4'45"/km)

Mercoledì: CL 15 km

Giovedì: 4 km RIS (4'45"/km) + RM 5x1000 (3'40"/km) REC 1 km dopo ognuna (4'15"/km) + 2 km DEF (4'45"/km)

Venerdì: CL 15 km

Sabato: 10km Gazzetta Run a Jesolo (VE)

Domenica: "Mezza Maratona del Brenta" (Bassano del Grappa, VI) 21,097 RMar

 

Terza settimana (6 - 12 settembre 2010)

Lunedì: CL 15 km

Martedì: 4 km RIS (4'45"/km) + RL 3x3000 (3'45"/km) REC di 3' dopo ognuna + 2 km DEF (4'45"/km)

Mercoledì: CL 10 km

Giovedì: 4 km RIS (4'45"/km) + CM (4'/km) 13 km + 2 km DEF (4'45"/km)

Venerdì: CL 12 km

Sabato: LL 25 km (4'45"/km)

Domenica: Riposo

 

Quarta settimana (12 -19 settembre 2010)

Lunedì: CL 15 km

Martedì: CL 8 km + 8km CM

Mercoledì: CL 15 km

Giovedì: 4 km RIS (4'45"/km) + RL 3x2000 (3'40"/km) REC 1 km dopo ognuna (4'15"/km) + 2 km DEF (4'45"/km)

Venerdì: CL 15 km

Sabato: LL 26 km + 4 RMar (4'45"/km)

Domenica: Riposo

 

Commenti   

Andrea
#1 mi sembra giustoAndrea 2010-08-24 15:00
pienamente concorde con la riflessione, serve il coraggio di dire le cose per come sono e sapersi comportare con pazienza, comprensione, perdono ma anche fermezza e intransigenza formativa.
Paolo
#2 RE: La mia tabella di marcia: pianificazione e meticolositàPaolo 2010-08-26 11:01
Credo che lo sport, come al vita, vada affrontato con la massima serieta' e senza improvvisazione. Pero' mi chiedo e chiedo provocatoriamente: tutta questa ribalta, per quale motivo? Quale e' lo scopo, la finalita' di questo palcoscenico? La maratona e' sofferenza, soprattutto silenziosa, invisibile, interiore, perche' questo "show" sponsorizzato? Resto in attesa ed in ascolto. Paolo
donmarcopozza
#3 Quando lo sport aiuta la fededonmarcopozza 2010-08-26 14:24
Gentilissimo sig. Paolo, la ringrazio per il commento e rispetto la sua posizione. Ma permetta una semplice annotazione a mo' di spiegazione.
Chi le scrive è cosciente - per sperimentarlo in prima persona - che la maratona è un lunghissimo e delicato viaggio interiore fatto di silenzio, di meticolosa cura e tanta tanta capacità di sopportazione. L'atleta sa che la concentrazione è il segreto primo per tentare di costruire le basi di una possibile vittoria: o, almeno, per una prestazione degna della fatica ingaggiata nelle battaglie dell'allenamento.
Chi corre non lo fa per farsi notare (conosciamo modi meno faticosi per farlo): lo fa per vincere. E la vittoria - questo ogni buon atleta lo sa - non è tanto arrivare primo ma arrivare migliorando il proprio personale. Scrisse un giorno Pistorius che è meglio arrivare ultimi migliorandosi anche di un solo centesimo piuttosto che arrivare primi con un tempo peggiore del proprio primato!
Fin qui nulla da contraddire.
Per quanto riguarda l'osservazione che fa lei - condivisibile certamente anche da altri - le spiego ciò che ha animato questa operazione, rispettando quello che è il mistero affascinante della corsa.

Costruire attorno all'esperienza della maratona un filmato e un libro di testo che ne racconti la preparazione, gli stimoli, la fatica e l'apprensione non ha nulla a che vedere con un semplice show: attorno a quanti momenti di preghiera sono stati costruiti documentari, reportage, filmati! Pur essendo la preghiera, in misura più grande della corsa, un fatto intimo e riservato.
Quando abbiamo ideato questo viaggio, era ed è tutt'ora uno il motivo che ci abita: quello di poter raccontare ai ragazzi nelle scuole (e in qualunque posto ci invitino) come nasce e si sviluppa una maratona. Non solo nei muscoli ma soprattutto nei pensieri e nell'immaginazione. Io sono un prete - innamorato alla follia di esserlo -, ma sono un prete convinto che oggi la vera pastorale si gioca laddove l'uomo - e il giovane che dell'uomo ne è la versione vergine - abita le sue giornate. E le nuove cattedrali sono le discoteche, i palazzetti dello sport, i campi d'allenamento. I centri commerciali. Forse il tempo dei bans è tramontato (serbando comunque la bellezza di aver fatto tanto)e oggi il Vangelo chiede creatività e rischio per avvicinare e avvicinarsi ai "moderni pagani" e cercare di testimoniare loro la bellezza d'aver incontrato Cristo.
Fosse stata un'operazione che aveva solo uno scopo commerciale (e di guadagno le assicuriamo non c'è un solo euro) non avrei accettato di mettere in gioco il mio sacerdozio. Come giorni fa ho rifiutato di partecipare ad una puntata de "I soliti ignoti" proprio perchè il mio sacerdozio non è un gioco ad eliminazione o ad indovinare. Ma dal momento che sin dall'inizio lo scopo è stato quello di un'"evangelizzazione creativa" non ci ho pensato due volte ad accettare. E alimentare.
Detto questo, rimane la libertà di pensiero e d'immaginazione di ognuno. Ma nel mio cuore rimane ferma una convinzione: se il male ha tutti i canali per potersi propagare nelle menti della gente, perché il bene dovrebbe starsene a mani conserte e attendere tempi migliori? Come direbbe don Tonino Bello "non c'è fedeltà senza rischio".
E se perderemo la sfida? Rimarrà comunque la vittoria più bella: quella d'averci provato. O meglio: d'aver mangiato migliaia di chilometri nel silenzio per raccontare come l'allenamento di un fisico aiuti a creare e ri-creare quelle predisposizioni interiori che possono favorire l'ascolto della Trascendenza.

La ringrazio per la sua "provocazione". Ma anche qualora fosse per lei un assioma, non mancherà il nostro rispetto per chi la pensa diversamente.

don Marco Pozza

*Se mi riserverà ancora del tempo, le lascio un indirizzo (sullastradadiemmaus.it/.../...). Qui ci trova una mia "teologia dello sport".

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