In questa sezione abita il racconto di un viaggio ideato nella nostra parrocchia con i ragazzi delle superiori dell'Istituto Cavanis di Possagno (TV). Dopo la prefazione, ci trovate l'invito ad acquistare il testo in tutte le librerie cattoliche a partire dal 3 giugno 2010.
Quando finirete di leggerlo, l'ingresso ne "La bacheca delle matite colorate" vi permetterà di farvi accompagnare da loro alla scoperta di un mondo fatto di interrogativi, sogni e trepidazioni. Abitare il loro mondo sarà semplice: lasciate un commento in calce alle riflessioni. Accenderete la discussione.
Perchè dietro ogni ragazzo ci sta un universo dal quale farsi interrogare.


 


Disegni di Elisa Nardini ( )

Prefazione di Alex Zanardi, ex pilota F1

Riflettere mi piace, ma mai avrei immaginato di chiedermi: «Alex, hai mai visto una farfalla?» Da bambino ne ho rincorse tante col retino da pesca di papà: risposta scontata. Ma sono certo che, a lettura terminata, direte anche voi che la domanda è seria e pertinente.
Ogni persona nella vita ha occasioni per partire e ripartire, per dimostrare e dimostrarsi che la vita è un'opera da accendere. Io sono stato fortunato: la mia farfalla è l'ottimismo del carattere. Per ciò che mi è accaduto e per le conseguenze, la gente mi attribuisce qualità che so di non possedere, perlomeno nella misura in cui dicono loro. Ho fatto tutto per amore della vita, della mia in particolare. Ma quando un ragazzo mi racconta che in certi momenti la mia storia l'ha aiutato - per vincere l'apatia o ritrovare la fiducia - sono felice perché la farfalla che ha visto in me ha acceso in lui dei voli. E sorrido: perché so di aver allentato il suo male.
Il mio amico don Marco possiede qualcosa che gli permette di vedere le farfalle nei posti giusti. Ciò che mi sorprende di lui è che non si stanca mai di puntare il dito per indicare i voli delle farfalle: spesso ci riesce e quando fallisce trova l'incredibile forza di ritentare.
Il lavoro che segue è uno stupendo invito a girare lo sguardo. Perché - che decidiate o meno di alzarvi dai binari della vostra vita - ognuno può diventare farfalla per altri.

(Leggi il testo acquistabile in tutte le librerie cattoliche d'Italia. Senza la lettura del testo non capirai il senso del materiale sottostante!)

Ascolta il brano Dipingiamo la vita
cantato dai Piccoli Cantori di Merano

 

La bacheca delle matite colorate

(Fai clic sui titoli per accedere al contenuto)

 

Commenti   

donmarcopozza
#1 Un grazie. E il futurodonmarcopozza 03-06-2010 08:31
E' mio dovere dire "grazie" a chi ha permesso di concretizzare tutto questo: perchè un lavoro a quattro mani è sempre più faticoso da partorire di un'impresa in solitaria. Ma fornisce suggestioni e motivazioni che non reggono il paragone.
Grazie, allora, a tutti gli oltre 300 ragazzi dell'Istituto Cavanis di Possagno (TV) che hanno lanciato, alimentato e acceso quello che nel mio cuore abitava da tempo: nelle loro riflessioni, nelle loro domande, nei loro sguardi giace l'imprinting di questo viaggio. Oltrechè la bellezza dei loro volti.
Grazie a tutta la Scuola - in particolar modo allo splendido Direttore Alessandro Gatto e all'intero Collegio Docenti - per la fiducia e la disponibilità con la quale mi avete sup-portato e sop-portato. Qualche sacrificio vale la pena di firmarlo se ad essere in ballo è la giovinezza dei ragazzi. E la sfida di imparare il loro alfabeto per entrare nel loro mondo.
Grazie alla Casa Editrice per la fiducia cieca e incondizionata con la quale sta supportando la nostra "parrocchia virtuale": in tempo di crisi generale, investire sulla qualità e sulla creatività è segno di stima.
E grazie a quanti - con simpatia, affetto e sana ironia - mi incitano a continuare su questa strada creativa. Sopratutto ai miei "docenti creativi" dell'Università Gregoriana di Roma che in questi tre anni mi hanno fatto innamorare dello studio della teologia quando le si lascia il profumo delle origini. Facendomi dono di un'intuizione che scriverà la storia della pastorale fra qualche anno: il futuro appartiene a coloro che sanno intravedere delle possibilità prima che diventino cose ovvie.
E poi il grande grazie a Paolo e Maddalena: in parrocchia - a qualunque ora si bussi o si passi - la loro "luce" è sempre accesa. Le idee sono importanti: ma altrettanto lo è la capacità geniale di tradurle in concretezza.
Un viaggio s'inizia sempre "in cordata". Sopratutto se questa è solo la prima tappa. E, sicuramente, la più semplice da organizzare.
Comunque sia, grazie!

don Marco Pozza
elisa
#2 Semlicemente unicoelisa 24-07-2010 12:01
Piccolo testo appassionante coinvolgente e unico, profuma di storie di giovani che non hanno paura della vita perchè hanno incontrato giorno dopo giorno l’Autore che con la Sua Parola rende prezioso ogni minuto della giornata, è diretto e profondo, racconta la difficoltà di vivere in un mondo che dai giovani pretende tutto senza però molte volte ascoltarli, purtroppo senza rendersi conto e capire i loro problemi, ti fa venire voglia di non perdere nemmeno una parola e di leggerlo tutto di un fiato.
Fa capire che la vita non un biglietto del treno a tariffa chilometrica da “usare” quando va tutto bene e da “ gettare” quando qualcosa va storto.
Un capolavoro che racconta il viaggio della vita che non finisce ma inizia, ad ogni domanda nella nostra vita c’è sempre una risposta basta solo avere il coraggio di trovarla.
Un testo emozionante che parla al cuore.
donmarcopozza
#3 La storia continua. Purtroppo.donmarcopozza 18-11-2010 13:04
PISA - Si uccide a 11 anni, impiccandosi.
Filippo si è suicidato con una cinghia stretta intorno al collo legata alla sbarra del letto. Ha lasciato un biglietto chiedendo scusa alla sua famiglia
(da www.corriere.it, 18 novembre 2010)

Filippo si è legato una cinghia stretta intorno al collo e poi ha tirato. Filippo si è ucciso così, a 11 anni, all'ora di pranzo nella sua cameretta, senza che nessuno se ne accorgesse. Ha lasciato un biglietto chiedendo scusa alla sua famiglia e ha messo fine alla sua vita nella sua casa a San Martino Ulmiano, vicino a Pisa. Vicino al corpo è stato trovato un biglietto nel quale il ragazzino chiede perdono. L’adolescente si è impiccato con una cinghia stretta intorno al collo legata alla sbarra del letto del fratellino di sedici mesi, nato dalla relazione della madre con il nuovo compagno con il quale viveva nella casa dove si è ucciso. Vicino, ha lasciato un biglietto nel quale ha chiesto perdono ai familiari.
La tragedia si è consumata intorno all’ora di pranzo, ma i carabinieri hanno esaminato quella stanza per ore. In un primo momento si era sospettato un gioco finito male, anche se quel biglietto aveva già chiarito a tutti che il dramma fosse ancora più inimmaginabile. A trovare il corpo è stato il compagno della madre che ha provato a rianimarlo ma ormai non c’era più nulla da fare. Inutile anche l’arrivo dell’ambulanza. I familiari non hanno saputo spiegare i motivi del gesto. Neppure ai carabinieri che li hanno ascoltati per ore. Qualcosa ormai lo aveva spinto in fondo al baratro. E non è stato sufficiente neppure il primo gol stagionale segnato sabato scorso con il suo Migliarino, nella sfida vinta 3-1 contro il Porta a Piagge, a restituirgli serenità.
Era andato a scuola tranquillo - frequentava la seconda media a Pontasserchio - poi il ritorno anticipato a casa per lo sciopero contro il ddl Gelmini e la terribile morte. Portata a compimento con lucida determinazione. Il pm Aldo Mantovani ha comunque disposto l’autopsia sul cadavere del ragazzo per cercare nella scienza quelle risposte che nessuno oggi ha saputo dare a questa famiglia sconvolta. La separazione dei genitori, forse. Ma sono solo illazioni. Perchè nessuno sa spiegarsi davvero il motivo di quanto accaduto. Sembrava un bambino come gli altri. Come i figli di quelle persone che in paese, appena si è diffusa la notizia, hanno provato ad avvicinarsi a quella casa protetta dai vigili urbani per testimoniare il loro dolore. Discreto ma profondo. Attonito anche il sindaco di San Giuliano, Paolo Panattoni: «Per la nostra comunità è un lutto terribile. Ci mettiamo fin da ora a disposizione della famiglia».

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