In questa sezione abita il racconto di un viaggio ideato nella nostra parrocchia con i ragazzi delle superiori dell'Istituto Cavanis di Possagno (TV). Dopo la prefazione, ci trovate l'invito ad acquistare il testo in tutte le librerie cattoliche a partire dal 3 giugno 2010.
Quando finirete di leggerlo, l'ingresso ne "La bacheca delle matite colorate" vi permetterà di farvi accompagnare da loro alla scoperta di un mondo fatto di interrogativi, sogni e trepidazioni. Abitare il loro mondo sarà semplice: lasciate un commento in calce alle riflessioni. Accenderete la discussione.
Perchè dietro ogni ragazzo ci sta un universo dal quale farsi interrogare.


 


Disegni di Elisa Nardini ( )

Prefazione di Alex Zanardi, ex pilota F1

Riflettere mi piace, ma mai avrei immaginato di chiedermi: «Alex, hai mai visto una farfalla?» Da bambino ne ho rincorse tante col retino da pesca di papà: risposta scontata. Ma sono certo che, a lettura terminata, direte anche voi che la domanda è seria e pertinente.
Ogni persona nella vita ha occasioni per partire e ripartire, per dimostrare e dimostrarsi che la vita è un'opera da accendere. Io sono stato fortunato: la mia farfalla è l'ottimismo del carattere. Per ciò che mi è accaduto e per le conseguenze, la gente mi attribuisce qualità che so di non possedere, perlomeno nella misura in cui dicono loro. Ho fatto tutto per amore della vita, della mia in particolare. Ma quando un ragazzo mi racconta che in certi momenti la mia storia l'ha aiutato - per vincere l'apatia o ritrovare la fiducia - sono felice perché la farfalla che ha visto in me ha acceso in lui dei voli. E sorrido: perché so di aver allentato il suo male.
Il mio amico don Marco possiede qualcosa che gli permette di vedere le farfalle nei posti giusti. Ciò che mi sorprende di lui è che non si stanca mai di puntare il dito per indicare i voli delle farfalle: spesso ci riesce e quando fallisce trova l'incredibile forza di ritentare.
Il lavoro che segue è uno stupendo invito a girare lo sguardo. Perché - che decidiate o meno di alzarvi dai binari della vostra vita - ognuno può diventare farfalla per altri.

(Leggi il testo acquistabile in tutte le librerie cattoliche d'Italia. Senza la lettura del testo non capirai il senso del materiale sottostante!)

Ascolta il brano Dipingiamo la vita
cantato dai Piccoli Cantori di Merano

 

La bacheca delle matite colorate

(Fai clic sui titoli per accedere al contenuto)

A. SFIDA GIOVANE


A.01 - Mi trovo spesso a pensare al nonno che non c'è più e rimpiango di non averlo ascoltato quando mi raccontava pezzi della sua storia e della sua vita. Moltissime cose avrebbe potuto raccontarmi e insegnarmi ma purtroppo il tempo passa e non perdona le inavvertenze.
Come accorgersene prima per poi non vivere con i rimpianti?
(Roberta, II^ liceo linguistico)
La risposta di Rebecca

A.02 - L'altro giorno stavo navigando su Facebook - uno dei social network più conosciuti - e mi sono imbattuta in una frase di un amico che nel suo stato ha postato: "ce l'ho messa tutta ma non è bastata. Lei non mi ama più quindi nulla avrà più senso". Pensandoci bene mi chiedo: davvero vale la pena screditare e sprecare per un fallimento amoroso questo bellissimo viaggio che è la vita?
(Elisa, 17 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

A.03 - Conosco molta gente che per un motivo o l'altro sta rischiando di buttare via la vita rifugiandosi in un mondo che reputano "migliore" ma che in realtà rappresenta solamente uno sballo continuo. Sballo nel quale la gente si perde tristemente e non riesce più a riemergere. Perché rovinare la propria vita e rinunciare ai propri sogni?
(Gianmarco, 17 anni, IV^ Ragioneria)
La  risposta di Rebecca

A.04 - Molto spesso ascoltando i telegiornali o i discorsi degli adulti lego o sento rimbalzare questo slogan che mi sa tanto d'ironia: "Ah, i giovani d'oggi...!" Ma ci insegnano a scuola che generalizzare è un virus pericoloso: in realtà, infatti, non siamo tutti così. Siamo ragazzi con problemi ma anche con tanta voglia di essere creativi. Sbaglio?
(Giulia, 16 anni, III^ liceo linguistico)
La  risposta di Rebecca

A.05 - L'altro giorno mi ritornava alla mente una frase che avevo raccolto in corridoio dalla voce di una ragazza: "Beh, guarda: ieri è stata una noia che non puoi nemmeno immaginare: mi sono messa a fare dei video". Mi sono allarmato e ho pensato: "Ecco come cominciano queste storie dei video di ragazzini/e e di violenze varie". Come possiamo sostituire queste giornate di "malinconia annoiata" con giornate più proficue?
(Luca, 17 anni, IV^ liceo sportivo)
La  risposta di Rebecca

A.06 - Ho sentito durante il TG delle 20 la storia di due ragazzi "annoiati da tutto" i quali si sono messi a gettare pietre dai cavalcavia. Quale soluzione si potrebbe adottare per rieducare chi ha perso la retta via? Non bisognerebbe forse chiedersi se effettivamente questi atti sono frutto di atteggiamenti sbagliati nella società intera?
(Giovanni, 19 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

A.07 - Ricordo di aver letto di una ragazza straniera che per essere stata derisa dai compagni per il semplice fatto che non vestiva alla moda si è suicidata. In questo mondo cosa conta davvero? Perché i giornali di cronaca raccontano solo di ragazzi super belli che fumano, si drogano e fanno i bulli anziché privilegiare quei ragazzi che nel silenzio migliorano il mondo con la loro semplicità?
(Giada, 16 anni, III^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

A.08 - Il fenomeno della trasgressione è assai diffuso e tocca il suo apice massimo durante i sabati sera trascorsi in compagnia. Ora mi chiedo per quanto riguarda la trasgressione giovanile: prevenire o sanzionare il fatto appena avvenuto?
(Matteo, 17 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

A.09 - In una delle tante sere simili tra loro, ho potuto assistere ad un amico in preda e vittima dell'uso di superalcolici. Ho capito che non siamo solo noi ad abusare dell'alcool, ma molto spesso è l'alcool ad abusare di noi. Quando succedono queste cose mi chiedo perché allo sballo fatto con testa dobbiamo sostituire spesso e volentieri uno sballo omicida?
(Chiara, 17 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

A.10 - Sul quotidiano Il Sole 24 ore si annunciava giorni fa la necessità di un nuovo "piano sud". Oggi La nazione italiana sembra davanti ad una nuova tangentopoli. Come possiamo sconfiggere una volta per tutte questo insano modo di gestire il bene pubblico?
(Andrea, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

A.11 - Mentre qualche giorno fa leggevo il diario di suor Claudia, una suora missionaria in Ruanda, mi colpirono molto delle sue parole: "chissà quali paure abitano l'anima". Al giorno d'oggi spesso le nostre scelte sono condizionate dalla società e poche persone trovano il coraggio di esprimere veramente se stesse? Quale potrebbe essere il motivo?
(Federica, 17 anni, Liceo scientifico - tecnologico)
La  risposta di Rebecca

A.12 - Se non facciamo attenzione, al giorno d'oggi la nostra interiorità e il nostro mondo dei sentimenti individuali stanno cedendo il posto alle logiche di gruppo nelle quali si tende a far prevalere il pensiero di uno a scapito di quello di ognuno. Come possiamo pensare di gestire questo disaffezionamento alla vita?
(Gianfranco, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

A.13 - "Giovani bamboccioni" spesso e volentieri titolano i giornali quando si parla della condizione giovanile (riprendendo un'espressione infelice usata dal ministro Padoa Schioppa anni fa). Quando sento questa definizione mi rendo conto che quando gli adulti dicono che "i giovani sono il futuro del paese" stanno solo formulando un'emerita bugia. Mi chiedo: che cosa dovrebbero fare i giovani per urlare che la loro vita riguarda il presente e non solamente il futuro?
(Francesca, 16 anni, III^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

A.14 - Anche oggi la Radio ha trasmesso l'ennesima notizia di una violenza sessuale, l'ennesima di tante perpetrate su donne e ragazzine in varie parti dell'Italia. Io personalmente comincio a stancarmi e a perdere la fiducia nel mondo che mi circonda. Dov'è finito l'amore e quel sano modo di rapportarsi tra uomini e donne?
(Maria, 16 anni, III^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

A.15 - La paura è una caratteristica inscindibile dell'animo umano e da alcuni viene considerata sia in maniera positiva che negativa. Questa emozione potrebbe diventare un utile strumento per la nostra realizzazione interiore oppure rimarrà per sempre un ostacolo da superare?
(Michele, 17 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca


B. LIFE & STYLE


B.01 - Oramai sembra che la nostra vita sia diventata lo specchio fedele di quello che vediamo succedere alla tv e al canone di bellezza dettato da lei. Probabilmente se seguissimo i nostri impulsi e la voce dei nostri desideri potremmo vivere anche in modo migliore, senza atti di dimostrazione di forza come per esempio il fenomeno del bullismo. Ma è così difficile ascoltare noi stessi a scapito degli altri?
(Marina, 17 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

B.02 - Il popolo antico dei latini usava spesso la formula "dicunt" per iniziare un discorso che probabilmente era costruito su delle frasi fatte po su dei chiacchiericci di passaggio. Nascono sempre così le insinuazioni, i gossip di paese, le malelingue: nella società, nella chiesa, nella scuola. Quale potrebbe essere una modalità per invertire la rotta?
(Eleonora, 16 anni, III^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

B.03 - Viviamo in un mondo che molte volte sempre affetto dalla malattia degli stereotipi, delle mode e delle tendenze. A volte mi rendo conto che l'unico modo per sentirsi vivi e diversi dagli altri sia quello di trasgredire. Ma fino a che punto possiamo tirare la corda senza che la trasgressione degeneri in disumanizzazione?
(Riccardo, 18 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.04 - Molto spesso nella nostra cultura l'immagine riveste una carattere predominante e assoluto nella valutazione delle persone e ha il dominio rispetto al resto delle caratteristiche che, purtroppo, volentieri passano nella penombra dell'indifferenza.
Esiste qualche eccezione a questa regola culturale?
(Lorenzo, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.05 - Navigando in internet, mi sono imbattuto in una frase del Premio Nobel Rita Levi Montalcini al compiersi dei 100 anni della sua vita. Diceva: "auguro a tutti di avere la mia fortuna, la fortuna di pensare con la propria testa". Cosa si intende per pensare con la propria testa?
(Gabriele, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.06 - In un mondo che ha fatto della tecnica e della digitalizzazione del sapere la sua nuova identità, che fine hanno fatto le vecchie favole e le storie che accendevano la nostra fantasia?
(Tara, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.07 - Divenne celebre la frase detta da Roberto Baggio all'indomani del rigore sbagliato a Pasadena in USA '94: "i rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di batterli". Quasi a dire che sbaglia solo chi ha il coraggio di provare. Potrebbe essere una filosofia vincente se la sposassimo.
(Luca, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.08 - Anch'io tengo un mio profilo su Facebook, anche se non sono una di quelle frequentatrici giornaliere perché visito facebook occasionalmente. Una volta una ragazza aveva pubblicato un link nel quale si diceva che la bellezza di questo social network stava nel conoscere tantissime persone e farle diventare amiche.
Ma persone con le quali non hai mai parlato possono veramente diventare amiche con un semplice clic?
(Erica, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.09 - La crisi generale che sta investendo il nostro pianeta sta dimostrando di essere anche un'occasione per evidenziare le contraddizioni insite nel nostro modo di pensare e di agire. Può una crisi essere positiva?
(Giovanni, 18 anni, IV^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

B.10 - Oramai sembra che una vita senza follie, senza trasgressione delle regole e l'infrangersi delle certezze sia considerata una vita piatta: ma davvero è questo che vogliamo noi giovani? Sovente non siamo nemmeno in grado di trovare la felicità che tanto cerchiamo. Possiamo ancora parlare di speranza in mezzo alle nostre giovinezze?
(Roberta, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.11 - Oggi mi sembra che diamo troppo peso e troppa importanza all'opinione comune, che sia essa giusta oppure sbagliata. Con il rischio che la gente non sia più capace di avere un'idea propria finendo col basarsi solo su quella altrui. Tale atteggiamento è così diffuso che a volte è difficile riscontrarlo. Ma come faremo un domani prendere delle decisioni nostre se non ci siamo allenati prima?
(Giulia, 18 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.12 - Qualche anno fa ho letto un articolo di giornale che riguardava l'incoscienza e l'inconsapevolezza dei danni che può provocare allo spirito umano l'adesione a dei riti satanici o a delle superstizioni. Come ci si può difendere dalla superstizione e dall'ignoranza, che di lei è parente strettissima?
(Francesca, 17 anni, IV^ liceo linguistico)
La  risposta di Rebecca

B.13 - Quando m'accorgo di essere circondato da gente troppo furba, a volte provo un sano orgoglio nel considerarmi un "fesso". In attesa, però, che la Verità emerga nel suo splendore.
(Eleonora, 16 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

B.14 - Omicidi, violenze e ingiustizie ci sono sempre state nella città dell'uomo e sempre ci saranno. E' volere di Dio oppure no? A volte ho l'impressione che anche dalla Chiesa traspaia la superficialità delle proposte fino a confondere un'appartenenza di fede con l'appartenenza a qualsiasi setta. E diventare estremisti.
Difficile vivere a volte!
(Alessandro, 18 anni, V^ ITI)
La  risposta di Rebecca

B.15 - Spesso parlando con degli amici l'argomento del lavoro emerge da tutte le nostre discussioni e nella maggior parte dei casi tutti si aspetterebbero un posto fisso che si perpetui di giorno in giorno. Ma come possiamo noi giovani immaginare e poi attuare un lavoro che rimanga fedele e rispetti la nostra creatività?
(Nicolò, 17 anni, III^ liceo tecnologico)
La  risposta di Rebecca

B.16 - Una volta lessi un discorso del quale mi rimase impressa una frase: "Perché combattere contro ciò che non possiamo vincere?" Rimane comunque una certezza, a mio modo di vedere: i problemi non si risolvono schiacciando qualcuno.
(Arianna, 17 anni, III^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca


C. LO SPORT


C.01 - Qualcuno suggerì, parlando di sport, che "bisogna far correre la palla perché lei non si stanca". In un'Italia piena di scandali e corruzioni, ha ancora senso parlare di immagine e di stile?
(Giulio, 17 anni, III^ ITI)
La  risposta di Rebecca

C.02 - All'osteria la domenica spesso e volentieri si assiste - tra una partita a briscola, una a tresette e un bicchiere di vino - a delle competizioni sportive. Ma non sempre l'uomo che frequenta l'osteria riesce a capire cosa si nasconde dentro un atleta. Perché è scoraggiante sentire l'uomo dell'osteria?
(Marco, 17 anni, III^ ITI)
La  risposta di Rebecca

C.03 - La falsità della cultura sta falsificando anche il mondo dello sport. Come possiamo mettere fine o, almeno, tentare di reagire e fare in modo che sia considerato vincente chi ce la mette tutta e, magari, alla fine perde?
(Stefano, 16 anni, II^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

C.04 - Mi è capitato diverse volte di vedere atleti che sono incapaci di accettare una sconfitta oppure che, per amor della gloria, sono disposti a giocare in maniera scorretta. Se lo sport è prima di tutto una sfida con se stessi, com'è possibile barare con il proprio corpo? Sono tutti così?
(Desirèè, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

C.05 - Dagli organi di informazione sento molto spesso parlare di risse e tafferugli che scoppiano in prossimità degli stadi tra tifosi, tra tifosi di squadre diverse, tra tifosi di squadre diverse e la polizia. Come mai il tifo per una squadra a volte supera il suo concetto originario e sfocia nella violenza?
(Giorgio, 17 anni, III^ liceo scientifico - tecnologico)
La  risposta di Rebecca

C.06 - Un giorno lessi una frase a proposito della corsa che diceva: "correre è bello solo se ci porta a costruire qualcosa". Il sudore è ciò che nella vita ci fa maturare e superare le difficili situazioni. Il cuore deve alimentare quella passione che la ragione poi gestirà.
Perché molti non si rendono conto che solo sudando si riesce a conquistare la vera gioia?
(Francesco, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

C.07 - Ricordo l'immagine girata da un giornalista del TG dove si inquadrava una curva dello stadio durante una partita e campeggiava una scritta: "mercenari non ne vogliamo". Oggi sembra che nello sport - e forse anche nella vita - non conti più tanto l'attaccamento ad un ideale ma la ricchezza e la convenienza: tornerà un giorno l'orgoglio di rimanere fedeli ad una bandiera?
(Stanislav, 18 anni, V^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

C.08 - La soddisfazione che ti procura una qualsiasi azione senza essere stata costruita sull'imbroglio ma con le sole proprie forze è indescrivibile e inappagabile. Tra tutti gli sport, il ciclismo è quello che fa della sua semplicità una ricchezza che lo fa entrare nel cuore della gente. Riuscirà a mantenersi tale anche e nonostante l'uso e la diffusione del doping?
(Alessandra, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

C.09 - Un pomeriggio di cinque anni fa andai a vedere una partita di calcio e l'emozione che provai fu indescrivibile: la complicità dei giocatori, la grandezza e l'immensità di quel luogo, il vociare gridato della folla. Se una squadra ha i suoi giocatori è anche vero che i giocatori hanno il loro allenatore - mister: si emoziona anche il mister durante una partita?
(Carlotta, 18 anni, V^ liceo linguistico)
La  risposta di Rebecca

C.10 - Il problema del doping non è ancora sparito dalla nostra società, ma anzi tende ad aumentare sempre più sentendo i sondaggi. Tutto il mondo sportivo ne subisce le conseguenze e ne perde la credibilità. La fragilità, l'insicurezza, la paura di perdere tutto:possono essere queste le cause oppure il doping è diventata una tendenza da perseguire per essere o rimanere qualcuno?
(MariaGrazia, 18 anni, V^ liceo linguistico)
La  risposta di Rebecca

C.11 - L'altra sera, dopo l'allenamento, ho avuto una discussione con il mio allenatore che verteva sui soliti problemi che riguardano un ragazzo e il mondo dello sport: la mancanza d'impegno, di passione, di cuore. Alla fine mi sono chiesto: "ma chi glielo fa fare? Dove trova sempre la voglia di allenare una squadra senza magari ricevere nulla in contraccambio?" Lo sport è una palestra di vita: ma gli stimoli, la passione e il cuore dove li trova il mio allenatore?
(Bruno, 18 anni, IV^ liceo scientifico - tencologico)
La  risposta di Rebecca

C.12 - Sopratutto d'estate sentiamo parlare della morte di persone che, per seguire un bisogno o un richiamo del cuore, va a sfidare i propri limiti, i limiti della natura, i record della storia. Che cosa spinge un uomo a cercare di spostare il limite precedente pur sapendo il rischio nel quale potrebbe incorrere?
(Marco, 17 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

C.13 - Quattro anni d'allenamento per poi raccogliere magari una sonora sconfitta. Come fa un atleta a sapersi rialzare e ritrovare lo stimolo per tentare di risalire la china dopo aver fallito un obiettivo?
(Marco, 16 anni, III^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca


D. LA SCUOLA


D.01 - Non molto tempo fa ho incontrato la mia vecchia maestra delle elementari. Gli anni passati dall'ultima volta che ci eravamo visti avevano lasciato un'impronta profonda nel suo viso, ma la gioia di rivederla fu grande lo stesso.
La maestra: quanti ricordi.
(Rupert, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

D.02 - Ancora oggi ricordo l'ultimo giorno di terza elementare: preparammo tutti quanti gli zaini con una fretta forse mai vista prima e quando suonò la campanella partì in modo del tutto spontaneo e naturale un urlo: "Fineee!" Che cos'era l'estate se non il nostro momento?
(Barbara, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

D.03 - All'inizio di ogni estate libero la mente da ogni costrizione scolastica e finalmente riesco a vivere le mie passioni come voglio e soddisfare le mie curiosità che magari durante l'anno fatico ad esprimere- sarebbe molto bello portare queste esperienze e questo modo di vivere anche tra le mura della scuola, ma come discostarsi dall'ordinario rapporto spiegazione - studio - interrogazione?
(Martina, 18 anni, V^ liceo linguistico)
La  risposta di Rebecca

D.04 - Ho lasciato l'atletica all'inizio della quinta superiore dopo 12 anni di attività: non sono mai arrivato a livelli altissimi, non ho mai vinto nulla d'importante ma sono riuscito a percepire lo spirito sportivo insito in ognuna delle discipline sportive- Non so cosa si nasconda dietro un'olimpiade, ma mi piace ricordare lo sport come quel grappolo di secondi che scorrono tra lo sparo iniziale e il traguardo: ci metti l'anima, la passione, la grinta per migliorare anche di un solo secondo. Per essere almeno per un istante il migliore.
(Luca, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

D.05 - Io sono stata bocciata e questo fatto ha sconvolto non di poco questo piccolo segmento della mia esistenza. Sono anche in una situazione particolare in quanto mi hanno diagnosticato una depressione e anche spostare la penna da qua a là è molto impegnativo per me. Questa è stata la causa principale della mia bocciatura e di certo la bocciatura stessa non mi ha aiutata, anzi: il mio umore e la mia malattia sono peggiorate. Che fare?
"Risollevati!" mi dicono tutti. Ma è come invitare una persona che ha perso le gambe a correre. Io non ho accettato questo fatto e vedere i miei coetanei all'università o al lavoro di certo non mi aiuta. Fatti forza, allora!
La mia è una domanda schietta: ma i professori sanno cosa significa bocciare un ragazzo sapendo di sconvolgergli una vita già massacrata?
(MariaFrancesca, 19 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

D.06 - Una sera vado a trovare mia nonna che è sorda e, quindi, non mi ha sentito entrare. Se ne stava nella penombra del suo bagno, seduta in una sedia costruita dal nonno, in fronte ad una lavatrice nuova. Se ne stava con gli occhi lucidi e pieni di lacrime. Vedendomi mi disse: "Una volta per lavare un lenzuolo non avevo bisogno di un libro".
Filosofia o storie di vita di un passato semplice?
(Francesca, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

D.07 - Due mie amiche, di due classi differenti, dovevano imparare la medesima poesia: una l'ha imparata con la musica e la ricorda ancora adesso, l'altra l'ha imparata perché costretta e quattro giorni dopo se l'era già dimenticata. E' sempre redditizio imparare le cose a memoria senza stimolare la curiosità?
(Anna, 18 anni, IV^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca


E. CRISTIANESIMO E DINTORNI


E.01 - Mi sembra che ultimamente la Chiesa stia tentando di portare il messaggio della fede anche tra i "nuovi" cristiani, visto che in questo periodo la fede non è più messa al primo posto come nei secoli precedenti. Io vado in chiesa soltanto a Natale e a Pasqua: ma ciò non significa che io non abbia fede o non creda in Dio. Secondo me la chiesa dovrebbe mettersi nei panni delle nuove generazioni e non criticarci e basta come ama fare il mio parroco. Perché noi dovremmo dimostrare la nostra fede quando la chiesa evita di rispondere alle nostre domande?
(Veronica, 19 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

E.02 - A volte penso ad una cosa strana: che il fenomeno della "transumanza" - di per se' riconducibile al bestiame - colpisca anche l'uomo. C'è una persona che dopo un incidente molto grave e un incontro particolare ha cambiato totalmente il suo atteggiamento, le sue idee e i suoi pensieri. Non sono le idee conficcate nella testa da un'inesauribile dialettica a cambiare le persone: sono gli incontri che danno sensazioni speciali e uniche. Dove può giungere la Parola dell'Altissimo?
(Maria Vittoria, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

E.03 - La mia è una società dell'apparenza: è un'affermazione giusta o generosa?
In un dibattito televisivo la scorsa sera si parlava di lavoro precario, disoccupazione, stipendi bassi e futuro dei giovani. Alla fine è emerso che molte aziende hanno una facciata che non rispecchia la reale condizione dell'attività. Ci sono samaritane, zacchei e mattei anche ai nostri giorni ai quali spesso non spetta il giusto riconoscimento di chi lavora onestamente e con il cuore.
(Irene, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

E.04 - Le nostre chiese sembrano sempre meno luoghi di stupore e di incontro con il Divino per diventare luoghi di contemplazione delle belle opere d'arte e di conoscenza della storia.
Dio abita ancora nelle nostre chiese?
(Beatrice, 18 anni, IV^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

E.05 - Quando partecipo alla messa con alcuni miei compagni di scuola, ogni tanto capita che mi distragga per guardarli durante la preghiera del Padre Nostro: molti non aprono le mani, non allargano le braccia, non aprono nemmeno la bocca. Mi chiedo se questa indifferenza sia reale "non credenza" o paura di abbandonarsi a qualcosa che richiede una fiducia che a volte paralizza.
(Elena, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

E.06 - In quest'ultimo periodo ho sentito spesso i mass-media parlare di parecchi scandali che coinvolgono il mondo della chiesa. Il Santo Padre afferma che oggi la versa sfida e la massima priorità è quella di condurre gli uomini a Cristo e di mostrare la bellezza, l'autenticità, lo stupore e l'intrigante misericordia di Dio. Al cristiano, però, si chiederebbe il di più della credibilità per compiere questa missione. Come e dove può un cristiano trovare gli stimoli giusti di fronte a questi scandali?
(Elio, 17 anni, IV^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

E.07 - Nella società in cui viviamo sembra non ci sia più posto per un discorso di fede, che la chiesa sia passata di moda e che rappresenti semplicemente una limitazione per ciò che potremmo fare o sentire. Ma come e dove posso trovare Gesù nella società di oggi così confusa e dove solo il possesso sembra assicurare la felicità?
(Chiara, 19 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca


F. LA CHIESA E IL PRETE


F.01 - Come si potrebbe arrischiarsi di testimoniare la fede al mondo d'oggi salvaguardando la freschezza del messaggio originario con la complessità e l'evoluzione in atto nel mondo?
(Ester, 16 anni, III^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

F.02 - Cosa spinge flotte e migliaia di giovani ad affrontare lunghe attraversate e altrettante peripezie per partecipare ad eventi mondiali come la Giornata Mondiale della Gioventù?
(Ronny, 16 anni, III^ ITI)
La  risposta di Rebecca

F.03 - Ogni tanto penso ad una cosa: come faccio io a riconoscere un santo mentre è ancora in vita? Cioè: mi chiedo spesso se anche mia mamma, per esempio, potrebbe diventare santa.
(Andrea, 17 anni, III^ ITI)
La  risposta di Rebecca

F.04 - Molte volte mentre parlo con i miei amici e si menziona la messa domenicale, sento frasi del tipo "che noia la messa" e mi chiedo perché alcune persone non riescono a rendere la domenica il giorno da dedicare a Dio, Colui che ci può allontanare dalla tristezza con la luce del suo volto.
(Giulia, 18 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

F.05 - Un giorno mentre guardavo il notiziario, ho saputo di un attentato contro la polizia che in quel luogo stava per fare del bene. Poliziotti, preti, semplici cittadini: cosa spinge una persona a mettere a repentaglio la propria vita pur di non smettere di aiutare il bisognoso?
(Alberto, 20 anni, V^ ITI)
La  risposta di Rebecca

F.06 - Io mi trovo alle prime armi con la politica ma ho il diritto e il dovere di andare a votare. Qual'è il rapporto tra la dimensione politica e quella religiosa pur nella loro specificità?
(Marco, 19 anni, IV^ ITI)
La  risposta di Rebecca

F.07 - Da bambino andavo in chiesa quasi ogni domenica, desideroso di apprendere e curioso di quel sacerdote che sapeva trasformare la Parola di Dio in frecce infuocate che arrivavano dritte al cuore. Da un paio d'anni il prete è cambiato: quest'ultimo non fa altro che versare secchi d'acqua fredda nel mio cuore di credente. Saper predicare è un pregio, un difetto o una responsabilità?
(Paolo, 19 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

F.08 - Si è discusso molto della scelta di togliere il crocifisso dalle scuole e dagli ambienti pubblici per essere "religiosamente corretti" e per una più facile integrazione con gli stranieri. Ci sono voci critiche e voci concordi. Ma cosa rappresenta per noi cristiani quel simbolo? E' parte integrante della nostra cultura o un semplice oggetto d'abbellimento?
(Elena, 19 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca


G. DONNA MARIA


G.01 - Molti personaggi storici ne hanno parlato: c'è chi ha provato a dipingerLa, chi ha scritto nero su bianco il sentimento che per Lei nutriva. Ma oggi la Vergine Maria è vista ancora con un alone di fantasia oppure ha perso importanza nello scorrere degli anni?
Per lei Maria chi è?
(William, 20 anni, IV^ ITI)
La  risposta di Rebecca

G.02 - Negli ultimi tempi tra la gente serpeggia sempre una domanda: cosa spinge un uomo a diventare prete e a rinunciare ad alcuni piaceri della vita? Cosa può rappresentare l'amore di Maria - Donna consigliata nella Scrittura - per un prete e un fedele? Come possiamo leggere la sua presenza in mezzo a noi?
(Sabrina, 18 anni, V^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

G.03 - Il mattino di Pasqua il cristianesimo celebra la vittoria della Vita sulla Morte. Una donna fa festa per prima: Maria di Nazareth. M'è sempre piaciuto quest'anteprima femminile nel mistero della Risurrezione.
(Paolo, 19 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca

G.04 - Nella mia parrocchia un giorno s'è indetto un concorso di bellezza: si è scatenato il putiferio contro il nostro don. Ma perchè la Bellezza arreca così tanto fastidio alla gente che professa un certo tipo di cristianesimo?
(Gianluca, 18 anni, IV^ ITI)
La  risposta di Rebecca

G.05 - Nel mio piccolo paese ogni anno la domenica che precede la festa della mamma viene preparato un mercatino a lei dedicato: le mamme del paese costruiscono con le loro mani degli oggetti che vengono poi acquistati dai figli per offrirli alle loro mamme. E' un gesto spontaneo: perchè la mamma è pur sempre la mamma.
(Anna, 18 anni, V^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

G.06 - Conta più la bellezza esteriore o la bellezza interiore? Un vecchio proverbio ci ricorda che non è l'abito a fare il monaco. Ma nonostante quest'avvertenza tutti corrono e concorrono per diventare i più belli e le più belle della nazione.
(Alberto, 18 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.07 - Su wikipedia, l'enciclopedia libera di internet, ho letto che un personaggio famoso interpreta la paura come l'occasione per superarsi. La paura della morte è una delle paure che maggiormente affliggono il cuore dell'uomo. Non potendola vincere, facciamo di tutto per non sentirla un nostro problema.
Ma è davvero il modo giusto attraverso il quale parlare della morte?
(Riccardo, 17 anni, IV ITI)
La  risposta di Rebecca

G.08 - Mi torna spesso alla mente il mondo dello spettacolo dove si fa largo uso della chirurgia estetica per rimanere apparentemente giovani. E poi penso alla morte della mia nonna. Ai giorni nostri la morte viene vista come qualcosa di oscuro che ci attende alla fine della vita. Come potrebbe l'uomo evadere da questo destino che tutti ci accomuna? Quali espedienti utilizza l'uomo per rendere il suo destino mortale il più lontano possibile?
(Chiara, 18 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.09 - Per poter partecipare a dei concorsi ci sono persone che passano settimane intere a tentare di cambiare i lineamenti esteriori. A cosa serve la perfezione esteriore se ad essa non corrisponde un'altrettanta ricerca e cura dell'anima? Alla mancata perfezione preferisco la mia unicità
(Giorgio, 20 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.10 - Bellissimi e omologati al massimo perché chi non possiede determinati canoni di bellezza non è nessuno e, per di più, sembra non contare nulla nei grandi affari della vita. Può una società puntare tutta la sua efficienza sulla bellezza fisica?
(Matteo, 19 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.11 - Il modello della nostra società da cui gli adolescenti sono attratti e al quale si ispirano è il Grande Fratello? A guardare l'andamento, si direbbe che piccoli gesti quotidiani, apparentemente futili, stanno portando la nostra società a divenire quella dipinta da George Orwell nel suo romanzo 1984 nel quale il Grande Fratello non è conosciuto, ma è il grande capitalista che manovra la mente degli uomini del XXI^ secolo.
E noi?
(Amedeo, 18 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.12 - Ogni anno l'otto marzo si festeggia la festa della donna. Oggi sembra che una certa fetta di mondo possa vivere anche senza le donne. Ma una domanda curiosa vorrei fare: che rapporto c'è tra un prete e la donna?
(Augusto, 18 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.13 - Al mio paese abita un vecchio sacerdote che ogni mattino s'alza, s'appresta e s'adopra per fare la sua quotidiana routine. E' davvero strana la vita del prete! Però ho scoperto che è anche un uomo.
(Antonella, 16 anni, III^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

G.14 - Un mese fa ho assistito all'ordinazione sacerdotale di un mio carissimo amico. Era da tempo che non mi emozionavo durante una messa. Molte volte mi chiedo cosa spinga un ragazzo - magari avvenente, sportivo e intelligente - a battere la dura strada del sacerdozio.
Però lo vedo felice, anche se mi dice che a ballare con i lupi a volte è davvero faticoso. Io sono un odi quei lupi!
(Giulio, 17 anni, IV^ ITIS)
La  risposta di Rebecca

G.15 - Durante la scuola media ricordo la proiezione del film "Fratello Sole, sorella Luna": nel film uno dei seguaci di Francesco abbandonò la strada intrapresa per sposarsi. Al giorno d'oggi come si può riconoscere chi diventa prete per fede e chi per convenienza?
(Nicolò, 19 anni, V^ liceo scientifico)
La  risposta di Rebecca

G.16 - Chissà come vive il parroco del mio paese. Mi piacerebbe che un giorno mi descrivesse la strana vita che può condurre un prete: giovane o meno giovane che sia.
(Francesco, 19 anni V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca


H. SCATTI E PROFUMI


H.01 - Il cristianesimo vale per la Risurrezione che porta nella vita della gente. Eppure ancora oggi molti cristiani hanno paura di confrontarsi con le altre religione e preferiscono barricarsi in mezzo alle loro certezze.
L'anno scorso la Pasqua nel mezzo del terremoto d'Abruzzo mi ha fatti riflettere: sotto le macerie della storia c'è sempre un motivo di speranza che abita come riscatto.
(Alessia, 17 anni, IV^ IGEA)
La  risposta di Rebecca

H.02 - Chissà che cos'è la Pentecoste. Sento che ha qualcosa di straordinario in se', nel suo Spirito Santo portatore di una gioia indescrivibile. Ma mi piacerebbe poterla capire in poche e semplici parole. Che non mi tolgano il gusto della fantasia dello Spirito.
(Antonio, 18 anni, V^ liceo classico)
La  risposta di Rebecca
 
 

Commenti   

donmarcopozza
#1 Un grazie. E il futurodonmarcopozza 03-06-2010 08:31
E' mio dovere dire "grazie" a chi ha permesso di concretizzare tutto questo: perchè un lavoro a quattro mani è sempre più faticoso da partorire di un'impresa in solitaria. Ma fornisce suggestioni e motivazioni che non reggono il paragone.
Grazie, allora, a tutti gli oltre 300 ragazzi dell'Istituto Cavanis di Possagno (TV) che hanno lanciato, alimentato e acceso quello che nel mio cuore abitava da tempo: nelle loro riflessioni, nelle loro domande, nei loro sguardi giace l'imprinting di questo viaggio. Oltrechè la bellezza dei loro volti.
Grazie a tutta la Scuola - in particolar modo allo splendido Direttore Alessandro Gatto e all'intero Collegio Docenti - per la fiducia e la disponibilità con la quale mi avete sup-portato e sop-portato. Qualche sacrificio vale la pena di firmarlo se ad essere in ballo è la giovinezza dei ragazzi. E la sfida di imparare il loro alfabeto per entrare nel loro mondo.
Grazie alla Casa Editrice per la fiducia cieca e incondizionata con la quale sta supportando la nostra "parrocchia virtuale": in tempo di crisi generale, investire sulla qualità e sulla creatività è segno di stima.
E grazie a quanti - con simpatia, affetto e sana ironia - mi incitano a continuare su questa strada creativa. Sopratutto ai miei "docenti creativi" dell'Università Gregoriana di Roma che in questi tre anni mi hanno fatto innamorare dello studio della teologia quando le si lascia il profumo delle origini. Facendomi dono di un'intuizione che scriverà la storia della pastorale fra qualche anno: il futuro appartiene a coloro che sanno intravedere delle possibilità prima che diventino cose ovvie.
E poi il grande grazie a Paolo e Maddalena: in parrocchia - a qualunque ora si bussi o si passi - la loro "luce" è sempre accesa. Le idee sono importanti: ma altrettanto lo è la capacità geniale di tradurle in concretezza.
Un viaggio s'inizia sempre "in cordata". Sopratutto se questa è solo la prima tappa. E, sicuramente, la più semplice da organizzare.
Comunque sia, grazie!

don Marco Pozza
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elisa
#2 Semlicemente unicoelisa 24-07-2010 12:01
Piccolo testo appassionante coinvolgente e unico, profuma di storie di giovani che non hanno paura della vita perchè hanno incontrato giorno dopo giorno l’Autore che con la Sua Parola rende prezioso ogni minuto della giornata, è diretto e profondo, racconta la difficoltà di vivere in un mondo che dai giovani pretende tutto senza però molte volte ascoltarli, purtroppo senza rendersi conto e capire i loro problemi, ti fa venire voglia di non perdere nemmeno una parola e di leggerlo tutto di un fiato.
Fa capire che la vita non un biglietto del treno a tariffa chilometrica da “usare” quando va tutto bene e da “ gettare” quando qualcosa va storto.
Un capolavoro che racconta il viaggio della vita che non finisce ma inizia, ad ogni domanda nella nostra vita c’è sempre una risposta basta solo avere il coraggio di trovarla.
Un testo emozionante che parla al cuore.
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donmarcopozza
#3 La storia continua. Purtroppo.donmarcopozza 18-11-2010 13:04
PISA - Si uccide a 11 anni, impiccandosi.
Filippo si è suicidato con una cinghia stretta intorno al collo legata alla sbarra del letto. Ha lasciato un biglietto chiedendo scusa alla sua famiglia
(da www.corriere.it, 18 novembre 2010)

Filippo si è legato una cinghia stretta intorno al collo e poi ha tirato. Filippo si è ucciso così, a 11 anni, all'ora di pranzo nella sua cameretta, senza che nessuno se ne accorgesse. Ha lasciato un biglietto chiedendo scusa alla sua famiglia e ha messo fine alla sua vita nella sua casa a San Martino Ulmiano, vicino a Pisa. Vicino al corpo è stato trovato un biglietto nel quale il ragazzino chiede perdono. L’adolescente si è impiccato con una cinghia stretta intorno al collo legata alla sbarra del letto del fratellino di sedici mesi, nato dalla relazione della madre con il nuovo compagno con il quale viveva nella casa dove si è ucciso. Vicino, ha lasciato un biglietto nel quale ha chiesto perdono ai familiari.
La tragedia si è consumata intorno all’ora di pranzo, ma i carabinieri hanno esaminato quella stanza per ore. In un primo momento si era sospettato un gioco finito male, anche se quel biglietto aveva già chiarito a tutti che il dramma fosse ancora più inimmaginabile. A trovare il corpo è stato il compagno della madre che ha provato a rianimarlo ma ormai non c’era più nulla da fare. Inutile anche l’arrivo dell’ambulanza. I familiari non hanno saputo spiegare i motivi del gesto. Neppure ai carabinieri che li hanno ascoltati per ore. Qualcosa ormai lo aveva spinto in fondo al baratro. E non è stato sufficiente neppure il primo gol stagionale segnato sabato scorso con il suo Migliarino, nella sfida vinta 3-1 contro il Porta a Piagge, a restituirgli serenità.
Era andato a scuola tranquillo - frequentava la seconda media a Pontasserchio - poi il ritorno anticipato a casa per lo sciopero contro il ddl Gelmini e la terribile morte. Portata a compimento con lucida determinazione. Il pm Aldo Mantovani ha comunque disposto l’autopsia sul cadavere del ragazzo per cercare nella scienza quelle risposte che nessuno oggi ha saputo dare a questa famiglia sconvolta. La separazione dei genitori, forse. Ma sono solo illazioni. Perchè nessuno sa spiegarsi davvero il motivo di quanto accaduto. Sembrava un bambino come gli altri. Come i figli di quelle persone che in paese, appena si è diffusa la notizia, hanno provato ad avvicinarsi a quella casa protetta dai vigili urbani per testimoniare il loro dolore. Discreto ma profondo. Attonito anche il sindaco di San Giuliano, Paolo Panattoni: «Per la nostra comunità è un lutto terribile. Ci mettiamo fin da ora a disposizione della famiglia».
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