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- Figli di Peter Pan. Ma politicamente corretti (60)
- ''Il cristianesimo oggi: l'innamoramento'' (48)
- Economia e fede (46)
- Islam a scuola: reale soluzione? (46)
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- La giovinezza a Wadowice - III (27)
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Sala dibattiti
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Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano, il 20 gennaio 1944 scrisse nel campo di concentramento nazista: “Dio e la sua eternità devono essere amati da noi pienamente. Ma questo amore non deve nuocere ad un amore terrestre, né affievolirlo”. Un anno dopo, all’alba del 9 febbraio 1945, Bonhoeffer venne impiccato a Flossemburg. Nella sua cella trovarono la Bibbia e Goethe: il massimo dei libri sacri e il massimo dei libri profani. Due simboli. L’uno, della passione per il cielo. L’altro, della passione per la terra. Fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo. Già un altro teologo protestante, Karl Barth, aveva detto che il cristiano del XX secolo si caratterizza per il fatto che sulla scrivania ha da una parte la Bibbia e dall’altra il giornale. E un grande politico, Giorgio La Pira, ripeteva che il cristiano deve pregare contemplando il mappamondo sul comodino. Ogni settimana l'articolo più interessante della stampa verrà pubblicato nella sala dibattiti: se passi lascia in calce un post-it, una riflessione, una provocazione. Per leggere la storia dell'uomo con occhi protagonisti. |
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del XX secolo, ha inserito in tale triste e glorioso elenco i giudici Rosario Livatino e Paolo Borsellino
Lugo di Romagna. Séder è una ventiseienne marocchina, la sua storia e il silenzio che le fa da cornice sono gli stessi delle donne che passano da quasi tutti i consultori e ospedali italiani. La curiosità in più, quella che sulla stampa locale ne ha fatto un piccolo (e subito archiviato) "caso" giornalistico, è che Séder è stata tra le prime donne in Italia ad abortire con la Ru486, la pillola dell'Ivg fatta in (quasi) perfetta solitudine. Tre anni fa Séder rimase incinta del terzo figlio. Allora aveva appena trovato un posto fisso da badante. «La mia anziana signora e datrice di lavoro mi pregò di non abbandonarla. E suo figlio, dopo che io avevo tentato di spiegare a entrambi che sarei riuscita a portare a termine anche quella gravidanza senza venire meno al mio impegno professionale, non volle sentire ragioni: "O abortisci – mi disse – o ne prendo un'altra". Andai dal medico di base. Niente da fare. Ero già oltre il tempo prescritto dalla legge. La risposta del figlio della signora che accudivo è stata una serie indirizzi di siti internet che spiegano come procurarsi l'aborto in casa. Cose terribili. Avrei dovuto infilare gomme nell'utero, schiacciare la pancia e prendere strani intrugli. Mi sono licenziata». Per fortuna. «Perché questa è Nâjiyahl – dice guardando con i suoi occhi neri e lucidi la bambina che le sta accanto – la mia terzogenita».
Preoccupato per quella forma di «cristianesimo decomposto» al quale aveva condotto la volgarità della cultura, il curato di Georges Bernanos parlò in questi termini della dimensione della fede: «non si perde la fede, essa cessa piuttosto di plasmare la vita».
ROMA - Che succede quando la tua vita diventa un format? Il Grande Fratello, del quale molti ne hanno a ragione piene le tasche, si conferma anche in Italia il massimo rito e mito della società dello spettacolo. Quella dove chiunque, per dirla con Andy Warhol, ha diritto a un quarto d'ora di celebrità. E' la versione moderna del Minotauro. Ogni anno dieci giovani, cinque maschi e cinque femmine, vengono offerti in pasto al voyeurismo di massa e al mostro della televisione. Loro, i giovani, ci guadagnano poco e per poco. Quelli che li usano, molti miliardi. Il pubblico gode del sacrificio e alla fine in genere premia chi sembra aver sofferto di più. Qui da noi Cristina, la "bagnina orfana" secondo la cannibalesca sloganistica dei media, sedotta e abbandonata da Pietro 'o guerriero. Il cinismo dell'operazione spingerebbe anche De Sade a simpatizzare per le vittime. Tanto più nel caso del meno finto e aspirante divo della brigata, l'ormai mitico Pietro Taricone.
Tre uomini e tre donne completamente nudi e con la testa di animali. È questa l'ultima provocazione firmata Oliviero Toscani per pubblicizzare una nota marca di cibi per cani e gatti. La cosa non poteva passare inosservata. E lo sanno bene i promotori che proprio sull'effetto shock hanno imbastito lo scandaloso battage.