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Pensiero creativo
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"Memento mori" ("ricordati che devi morire") scrivevano i latini un po' ovunque. E' una massima che io volterei: "Memento vivere". Un'impresa che, giorno dopo giorno, si mostra sempre più ardita. Perché vivere non costa nulla, esistere è un imperativo per declinare il quale non basta una vita intera. |
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Sulla strada: segnalati da una luce blu e una sirena spiegata. Oppure all'ombra degli stadi: col manganello in mano e la loro corazza di protezione. O semplicemente dietro le quinte di un monitor: ad intercettare le frequenza dell'illegalità. Ovunque essi siano, la frontiera è il loro campo di battaglia: laddove li sbatte quella chiamata giunta improvvisa nell'ora più cupa della notte come nell'ora più solare del meriggio. Pure il Vasco Nazionale, dopo la morte di uno di loro, s'è accorto di cosa viaggia sotto la divisa: gente che ci mette la faccia, che i pugni qualche volta li dà e spesso li prende, che sta lì nella mischia per lavoro e non per cazzeggio. Una "vita spericolata" anche dentro le strade della complicata Padova: ad inseguire un killer feroce, a sbollire una rabbia funesta tra connazionali, a redimere una guerra in Via Anelli, a zigzagare tra le pallottole delle Brigate Rosse sulle campagne di Bovolenta, a proteggere lo sport dall'urlo impazzito di ultras che hanno azzannato l'anima del calcio: sempre in prima fila, perchè quello è il loro mestiere, il sogno per il quale hanno deciso di spendere l'intera esistenza.
Di nobile rimane la scusa apposta sul suo sito internet: sul prato dell'Olimpico rimane il gesto di un campione geniale steso dalla tensione di una competizione. Perchè dietro ogni finale - come all'angolo di ogni scelta da strappare nella vita - ci sta un misto di decisione e paura, frustrazione e serenità, spaesamento e coscienza. Francesco Totti è un genio del calcio italiano, ultimo di una serie bellissima che ha colorato i sogni e acceso le aspettative di migliaia di bambini. A Roma è un dio, di quelli della mitologia greca, ai quali ci s'appellava per ingraziarsi una buona sorte: fino a scorgere nelle tombe o sulle bare di defunti la bandiera giallorossa o una maglietta col suo autografo. Dalle tribune dello stadio fino al cimitero: e in un'epoca in cui Dio è stato messo "tra virgolette" seguirne le gesta per tanti è divenuta una sorte di fede. Che non ammette la conversione ma accetta il proselitismo. La domenica allo stadio lo speaker annuncia la formazione a metà, in attesa della risposta concitata: «Francescoooo...» e lo stadio esplode in un urlo «Tottiii!» Come in tutt'altre altre liturgie si invoca «Per le necessità della Chiesaaa...» e le vecchiette in coro «Ascoltaci, o Signore!» Ogni epoca ha le sue liturgie: come ogni epoca ha le sue responsabilità di fronte ai fedeli che annovera.
Una donna come amministratrice delegata del mondo del lavoro: perchè quando l'ingegno umano fallisce, solo un genio femminile può salvare la storia dal baratro della disperazione. Tra le tute da lavoro ieri campeggiava il tricolore del sindaco, la faccia dell'onorevole e la tonaca del monsignore: a rappresentanza di canti gregoriani, catene di montaggio e mozioni di legge sulle riforme da attuare. E poi c'erano loro, il popolo dei lavoratori mai come in questo momento piegato dalla malinconia di un impiego da recuperare: ma nessuno di loro poteva vantare la lampada di Aladino in mano. Cosicchè, giunti a casa, rimanevano altre tappe della via crucis da percorrere prima di festeggiare la risurrezione di un mestiere e di una dignità ritrovata. Fino a qui la prospettiva dell'uomo. Che un giorno, forse, scoprirà di non essere Dio.
Innanzitutto complimenti, Assessore: certa che lei conosce il peso e il sapore di 22.131 firme messe sulle sue spalle. A lei e ai suoi colleghi di Giunta spetta ora il compito di governare ed educare questa splendida terra che è il Veneto e che tiene storie, tradizioni e cultura da difendere e promuovere. A lei, però, toccherà il delicato compito di vegliare e accompagnare il popolo giovane del Veneto: con le sue deleghe prenderà il bambino che s'affaccia alla scuola e lo accompagnerà fino al giorno in cui salperà nel mondo del lavoro. Un compito delicatissimo perchè le verrà chiesta la sensibilità di mostrare attenzione e fermezza in un momento storico tutt'altro che semplice. Molte volte, nell'ultimo mandato, l'abbiamo vista battagliare ed esporsi sul tema dell'esempio e dell'educazione. Del cuore: ma anche del pensiero, dell'immaginazione, dell'anima. Parole che a volte sembrano "fuori moda" in certi ambienti più dediti al compromesso e al carrierismo che all'arte delicata del servizio.
In un villaggio c'era un giovane che tutti prendevano in giro perché ogni giorno si allenava con il suo arco, puntando le frecce contro le stelle e non contro un bersaglio vicino. "Non le colpirà mai" diceva la gente, sogghignando. In occasione di una festa, nel villaggio furono organizzate gare e ci fu anche il tiro con l'arco. Il ragazzo era fra i partecipanti e, con estrema facilità, risultò il vincitore. Non sarebbe potuto andare diversamente: quel ragazzo si era allenato a puntare più lontano degli altri.
L'altro ospite oggi è Pierfrancesco Diliberto - conosciuto con il nome d'arte di Pif -: è un conduttore televisivo e uno scrittore italiano. Un liceo scientifico alle spalle e una passione immensa per la televisione: l'università, snobbata, fu la sua permanenza nella città di Londra dove partecipò ad alcuni corsi per raggiungere il suo sogno. Ha collaborato con Franco Zeffirelli (Un tè con Mussolini) e con Marco Tullio Giordana (I cento passi) per poi diventare autore televisivo. La sua prima opera fu Candid Camera Show su Italia 1 per poi divenire celebre con la sua presenza a Le Iene dove partecipava alle feste della Lega Nord o in Sicilia nei panni di un abitante del Nord Italia. Entra ad MTV e mette a frutto la sua esperienza ideando e conducendo il programma Il testimone. Armato di telecamera, di cassette e di un pc sul quale montare i suoi reportage, Pif ascolta, cerca di capire, si preoccupa di spiegare e di offrire uno sguardo originale su realtà che i media snobbano o frequentano pochissimo. Perchè lui una cosa dice d'averla capita in tanti anni di viaggi e incontri: quella che c'è ancora molto da capire. Pigro per natura e appassionato dello sport meno faticoso al mondo - il dormire - in realtà nasconde un grandissimo amore per il mondo dei giovani: fino a renderli protagonisti del suo mestiere.