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Pensiero creativo
Pensiero creativo
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"Costruire la nave non significa prevederla nei minimi particolari, poiché se costruisco da solo il piano della nave, nella sua diversità non afferrerò nulla di veramente importante. Tutto si modificherà realizzandosi e altri possono cimentarsi in queste invenzioni. Non è necessario che io conosca ogni chiodo della nave. Ma devo infondere negli uomini l'inclinazione verso il mare" (A. De Saint-Exupery, Cittadella). L'uomo è la sua storia, la somma di tutte le storie che ha ascoltato e vissuto. E anche di quelle che non ha mai sentito. Perchè è la storia a modellare l'uomo, quello stesso uomo ch'è capace di rimodellare la storia. Ma se della storia si può dire ciò che gli antichi dicevano delle favole - De te fabula narratur - si necessita che l'uomo sappia leggera la sua di storia. Con quel tocco d'affabile creatività ch'è segno supremo della sua provenienza divina. |
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L'ingenuità è stata forse quella d'aver espresso la sua convinzione in un momento storico infelice. Cosicchè quello che a mente fredda sarebbe uno degli auspici più colorati da dedicare al mondo giovane, è stata tacciata d'essere un'infelice battuta, se non un'elegante offesa per chi oggi deve fare i conti col precariato. La frase può suonare negativa ma non irrealistica se la si legge come provocazione che apra discussioni sul miraggio del posto fisso, sulla precarietà che è in crescita costante e su uno stato che è ancora ancorato ad un sistema vecchio e statico. La contestazione alla frase nasce quando il premier si lascia andare ad un tentativo mal riuscito di sdrammatizzare il contenuto della sua riflessione: “Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita”. Stavolta l'ironia non gli riesce – lo potremmo definire un tentativo fallito di emulare il suo predecessore, maestro almeno nell'ironia, ndr – e rimane quel miscuglio di alto borghesismo difficile da comprendere in maniera positiva da chi ha smarrito il lavoro o lo sta disperatamente cercando in questo momento. Ecco che il premier si riprende dalla gaffe, o presunta tale, e rilancia la riflessione: “è più bello cambiare e accettare nuove sfide purchè siano in condizioni accettabili”. Dietro e dentro ogni sfida c'è una possibilità di migliorarsi e di far fare un passo avanti alla propria esistenza e a quella dell'umanità stessa. Purchè le sfide ci siano e siano patrimonio di tutti. Questo significa tutelare chi è schiavo del mercato e usare l'aggettivo “monotono/a” non tanto all'aspirazione ad un posto fisso ma ad una società che – come ha scritto Gianluca Briguglia – è più monotona del posto fisso perchè “alla mancanza di posto fisso i giovani sono abituati, ma non possono abituarsi alle banche che danno il mutuo solo a chi ha il posto fisso”. Sembra un gioco di parole: in realtà ne va del presente del mondo giovane.



