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Admin comment:
Carissimo Davide,
quello che tu scrivi purtroppo lo si sente sempre più spesso girando per le strade delle città. Io penso che ci sia stato un tempo in cui un certo modo di essere prete e di "gestire" una parrocchia poteva funzionare. E certamente ha fatto un mare di bene. Oggi, purtroppo, i tempi sono cambiati, le sfide si sono affinate e, come non basta una rondine a fare primavera, così non basta uno stabile a raccontare al mondo la gioia di avere incontrato Cristo.
Chi ti sta scrivendo ha una storia giovanissima, certamente ha avuto una formazione diversa da una generazione di confratelli più grandi: ma quello sul quale ogni prete dovrebbe convenire è il fatto che prima di tutto ci sta la gioia nel raccontare - e nel far nascere dentro al cuore della gente - la passione per Cristo.
Cosa fare, mi dirai!
Le petizioni non servono, le grandi manifestazioni nemmeno, le convocazioni straordinarie neppure: è la mentalità che va cambiata. E una mentalità la si cambia quando due - tre persone nel loro piccolo la vogliono cambiare. Con due strumenti, forse tre per chi crede nel dialogo: la preghiera (che, unica, riesce a muovere il cuore dell'uomo) e lo stile del primo cristianesimo nascente, quello che si trovava "di nascosto" per raccontarsi la vita.
E' quello che oggi viene chiamato il "cristianesimo dell'innamoramento", quello che entra scende nelle strade, che lascia il certo per l'inedito, che accetta la sfida di mettersi in gioco. Tutto il resto lascia il tempo che trova.
Ma una cosa ci deve riempire il cuore di gioia, e nessuna la può contestare: laddove i soldi, l'economia e un certo modo di essere cristiani detta legge, le chiese sono vuote, tristi e spente. Laddove, invece, magari dentro ad una tenda, nel mezzo di un prato o nel silenzio di un monastero si lascia ancora alla Parola la libertà di interpellare, scuotere, strapazzare e accendere... la gente torna a riunirsi più di prima: perchè c'è un mondo che va cercando Dio disperatamente.
Io ci provo ogni giorno, ogni mattino, con tutta la mia creatività. Il più delle volte viaggiando contro-corrente: ma tuto ciò non mi spaventa, anzi mi esalta perchè mi ricorda che a ballare insieme alle pecore tanti lo pubblicizzano. Ma il mio Datore è stato l'unico a dre che la gioia vera è il rischio di avventurarsi a ballare insieme con i lupi. Che, inaspettatamente, attendono di trasformarsi in pecore fedeli.
Per tutto il resto, quello che posso fare ti aiuto a farlo volentieri: quando c'è di mezzo Cristo e il suo Regno occorre saper rischiare il massimo. Per conquistarsi il Massino, ovvero l'Eternità.
Ti abbraccio e ti auguro in bocca al lupo!
don Marco








Admin comment:
E anche io mi associo al grazie espresso. Ringraziando pubblicamente Maddalena, Paolo e Sandro per il preziosissimo, fedele e competentissimo lavoro che svolgono nel segreto delle loro giornate.
Dio vi benedica ricompensandovi della passione che ci mettete per annunciare a tutti la gioia di averLo incontrato.
O, perlomeno, di aver individuato su quale strada potrebbe nascere l'incontro con Lui.
don Marco




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Messaggi nel Libro degli ospiti
Antonio
24 Gennaio 2010 14:17 | Bari-S.Spirito
Vedo con piacere che anche il Papa ha capito l'importanza di internet...
Voglio cogliere l'occasione di dire BRAVO a Don Marco di aver avuto l'intuizione di creare una Parrocchia on line per coloro che non ne hanno una... o che non accettano quella che hanno.
Mi auguro che questa parrocchia si popoli di tanta gente che ha voglia di fare un percorso "nuovo", verso Dio e quindi verso se stessi.
Solo se ritroviamo noi stessi possiamo poi trovare Dio.
Invito ancora tutti a rendere più vivace questa parrocchia, intervenendo più spesso nelle rubrichwe di don Marco o di Maddalena... non ha importanza se crediamo di dire sciocchezze...( io ne dico tante), l'importante è dire qualcosa, aprirsi..., solo così possiamo arricchire ed arricchirci a vicenda.
Voglio cogliere l'occasione di dire BRAVO a Don Marco di aver avuto l'intuizione di creare una Parrocchia on line per coloro che non ne hanno una... o che non accettano quella che hanno.
Mi auguro che questa parrocchia si popoli di tanta gente che ha voglia di fare un percorso "nuovo", verso Dio e quindi verso se stessi.
Solo se ritroviamo noi stessi possiamo poi trovare Dio.
Invito ancora tutti a rendere più vivace questa parrocchia, intervenendo più spesso nelle rubrichwe di don Marco o di Maddalena... non ha importanza se crediamo di dire sciocchezze...( io ne dico tante), l'importante è dire qualcosa, aprirsi..., solo così possiamo arricchire ed arricchirci a vicenda.
pietro
21 Gennaio 2010 13:45 | calvene
Quanta pazienza ha avuto Gesù con me in tutti questi anni di alcool droga. Ma lui mi ha aspettato,e adesso stiamo facendo amicizia come potrei adesso tradirlo! o Gesù continua a bussare e ogni volta sarà sempre come la prima!!
Antonella Forte
18 Gennaio 2010 22:06 | Scauri LT





Bellissimo quello che fate, grande sfida! Ce la farete :-)
Antonio
18 Gennaio 2010 20:24 | S. Spirito - Bari
Per Davide...
L'unico consiglio che ti darei... è di affrontare il toro per le corna.
Crea una delegazione di "tuoi" sostenitori e presentati, magari con una petizione scritta e firmata da tutti, prima dal parroco e se non basta ...andate dal Vescovo.
E se questo non basta... cambia parrocchia
L'unico consiglio che ti darei... è di affrontare il toro per le corna.
Crea una delegazione di "tuoi" sostenitori e presentati, magari con una petizione scritta e firmata da tutti, prima dal parroco e se non basta ...andate dal Vescovo.
E se questo non basta... cambia parrocchia
Admin comment:
Carissimo Davide,
quello che tu scrivi purtroppo lo si sente sempre più spesso girando per le strade delle città. Io penso che ci sia stato un tempo in cui un certo modo di essere prete e di "gestire" una parrocchia poteva funzionare. E certamente ha fatto un mare di bene. Oggi, purtroppo, i tempi sono cambiati, le sfide si sono affinate e, come non basta una rondine a fare primavera, così non basta uno stabile a raccontare al mondo la gioia di avere incontrato Cristo.
Chi ti sta scrivendo ha una storia giovanissima, certamente ha avuto una formazione diversa da una generazione di confratelli più grandi: ma quello sul quale ogni prete dovrebbe convenire è il fatto che prima di tutto ci sta la gioia nel raccontare - e nel far nascere dentro al cuore della gente - la passione per Cristo.
Cosa fare, mi dirai!
Le petizioni non servono, le grandi manifestazioni nemmeno, le convocazioni straordinarie neppure: è la mentalità che va cambiata. E una mentalità la si cambia quando due - tre persone nel loro piccolo la vogliono cambiare. Con due strumenti, forse tre per chi crede nel dialogo: la preghiera (che, unica, riesce a muovere il cuore dell'uomo) e lo stile del primo cristianesimo nascente, quello che si trovava "di nascosto" per raccontarsi la vita.
E' quello che oggi viene chiamato il "cristianesimo dell'innamoramento", quello che entra scende nelle strade, che lascia il certo per l'inedito, che accetta la sfida di mettersi in gioco. Tutto il resto lascia il tempo che trova.
Ma una cosa ci deve riempire il cuore di gioia, e nessuna la può contestare: laddove i soldi, l'economia e un certo modo di essere cristiani detta legge, le chiese sono vuote, tristi e spente. Laddove, invece, magari dentro ad una tenda, nel mezzo di un prato o nel silenzio di un monastero si lascia ancora alla Parola la libertà di interpellare, scuotere, strapazzare e accendere... la gente torna a riunirsi più di prima: perchè c'è un mondo che va cercando Dio disperatamente.
Io ci provo ogni giorno, ogni mattino, con tutta la mia creatività. Il più delle volte viaggiando contro-corrente: ma tuto ciò non mi spaventa, anzi mi esalta perchè mi ricorda che a ballare insieme alle pecore tanti lo pubblicizzano. Ma il mio Datore è stato l'unico a dre che la gioia vera è il rischio di avventurarsi a ballare insieme con i lupi. Che, inaspettatamente, attendono di trasformarsi in pecore fedeli.
Per tutto il resto, quello che posso fare ti aiuto a farlo volentieri: quando c'è di mezzo Cristo e il suo Regno occorre saper rischiare il massimo. Per conquistarsi il Massino, ovvero l'Eternità.
Ti abbraccio e ti auguro in bocca al lupo!
don Marco
Davide
17 Gennaio 2010 11:08 | Prov VI





Mi chiamo Davide e abito a... penso che lo conosci essendo nato a Calvene...
A ... dopo la morte del nostro parroco 2 anni fa il vescovo ci ha mandato un nuovo parroco; ora io faccio parte del consiglio pastorale e dell'A.C. purtroppo questo parrocho e' della vecchia scuola e pensa solo ai soldi e continua a metterci i bastoni fra ruote per tutte le attivita' dell'AC.
So che non e' giusto e corretto parlare male di un unto del Signore, ma VERAMENTE, non so piu' che fare perche' non sta solo rovinando le nostre attivita' ma anche l'intera comunita', spingendo tanti genitori e famiglie a cambiare parrocchia per fare le varie attivita', dal catechismo all'AC. Ho provato a parlare col parroco ma sembra di scontrarsi contro un muro.
Ora ti chiedo cosa posso fare??? NON VOGLIO lasciare perdere tutto!!! Mi puoi dare qualche cosiglio???
Grazie ancora Davide.
A ... dopo la morte del nostro parroco 2 anni fa il vescovo ci ha mandato un nuovo parroco; ora io faccio parte del consiglio pastorale e dell'A.C. purtroppo questo parrocho e' della vecchia scuola e pensa solo ai soldi e continua a metterci i bastoni fra ruote per tutte le attivita' dell'AC.
So che non e' giusto e corretto parlare male di un unto del Signore, ma VERAMENTE, non so piu' che fare perche' non sta solo rovinando le nostre attivita' ma anche l'intera comunita', spingendo tanti genitori e famiglie a cambiare parrocchia per fare le varie attivita', dal catechismo all'AC. Ho provato a parlare col parroco ma sembra di scontrarsi contro un muro.
Ora ti chiedo cosa posso fare??? NON VOGLIO lasciare perdere tutto!!! Mi puoi dare qualche cosiglio???
Grazie ancora Davide.
Diana SACCARDO
11 Gennaio 2010 14:15 | Vicenza





Buongiorno Don Marco, è dal giorno di Natale che volevo scriverti per ringraziarti.
Ti ringrazio perché la sera di Natale mi hai fatto capire tante cose: sono riuscita a venire a Santa Rita, non senza difficoltà, (pure il navigatore si è rifiutato di portarmi a destinazione….) ma ho capito che con la volontà si arriva quasi dappertutto. Ho sbagliato strada almeno tre volte (e in quelle stradine strette e in salita le manovre non sono propriamente facili) ma la voglia di arrivare era tanta che ci sono riuscita.
Grazie per avermi fatto capire che in un mondo di diffidenza in un sera come quella con un tempo da lupi se suoni alla porta di qualcuno (specialmente in case disperse) trovi ancora chi ti apre e con un sorriso gentile ti indica la strada per arrivare alla tua destinazione. Ho suonato a tre porte ed in tutte tre ho trovato disponibilità, cortesia e gentilezza.
Grazie per avermi fatto partire in anticipo perché altrimenti non sarei mai arrivata in tempo.
Grazie per non avermi fatto ascoltare chi mi diceva: “ ma dove vai con questo tempo, non hai altre posti dove andare a Messa?”
Grazie perchè quando sono arrivata e tu eri fuori sotto il tendone, anche se non ci conosciamo, ho visto in te un sorriso di benvenuto.
Grazie per avermi fatto riscoprire la gioia di ascoltare una Messa, soprattutto quella di Natale. Sarà stata anche l’atmosfera di quella piccola chiesetta coccola, familiare, ma l’emozione è stata grande.
Non dimenticherò mai la tua omelia: l’anfora che, seppur rotta, serve a qualcosa mi ha ridato una speranza e mi fa capire che non tutto è perduto. Il tuo richiamo a Gesù che “conosce il n. civico delle ns. case e potremmo trovarlo nel davanzale delle nostre finestre” è da giorni che mi martella in testa.
Tu hai un dono Don Marco, quello di comunicare entrando nei cuori e nelle coscienze delle persone: il tuo è un dono prezioso conservalo sempre. Diana
Ti ringrazio perché la sera di Natale mi hai fatto capire tante cose: sono riuscita a venire a Santa Rita, non senza difficoltà, (pure il navigatore si è rifiutato di portarmi a destinazione….) ma ho capito che con la volontà si arriva quasi dappertutto. Ho sbagliato strada almeno tre volte (e in quelle stradine strette e in salita le manovre non sono propriamente facili) ma la voglia di arrivare era tanta che ci sono riuscita.
Grazie per avermi fatto capire che in un mondo di diffidenza in un sera come quella con un tempo da lupi se suoni alla porta di qualcuno (specialmente in case disperse) trovi ancora chi ti apre e con un sorriso gentile ti indica la strada per arrivare alla tua destinazione. Ho suonato a tre porte ed in tutte tre ho trovato disponibilità, cortesia e gentilezza.
Grazie per avermi fatto partire in anticipo perché altrimenti non sarei mai arrivata in tempo.
Grazie per non avermi fatto ascoltare chi mi diceva: “ ma dove vai con questo tempo, non hai altre posti dove andare a Messa?”
Grazie perchè quando sono arrivata e tu eri fuori sotto il tendone, anche se non ci conosciamo, ho visto in te un sorriso di benvenuto.
Grazie per avermi fatto riscoprire la gioia di ascoltare una Messa, soprattutto quella di Natale. Sarà stata anche l’atmosfera di quella piccola chiesetta coccola, familiare, ma l’emozione è stata grande.
Non dimenticherò mai la tua omelia: l’anfora che, seppur rotta, serve a qualcosa mi ha ridato una speranza e mi fa capire che non tutto è perduto. Il tuo richiamo a Gesù che “conosce il n. civico delle ns. case e potremmo trovarlo nel davanzale delle nostre finestre” è da giorni che mi martella in testa.
Tu hai un dono Don Marco, quello di comunicare entrando nei cuori e nelle coscienze delle persone: il tuo è un dono prezioso conservalo sempre. Diana
Maddalena Negri
05 Gennaio 2010 14:17 | Milano
Ringrazio tutti per gli auguri pervenuti!
Admin comment:
E anche io mi associo al grazie espresso. Ringraziando pubblicamente Maddalena, Paolo e Sandro per il preziosissimo, fedele e competentissimo lavoro che svolgono nel segreto delle loro giornate.
Dio vi benedica ricompensandovi della passione che ci mettete per annunciare a tutti la gioia di averLo incontrato.
O, perlomeno, di aver individuato su quale strada potrebbe nascere l'incontro con Lui.
don Marco
nicola
29 Dicembre 2009 19:17 | trapani





Buon natale a don Marco e grazie per i tuoi articoli che leggo con molto interesse.
saeri onorato di ospitare un tuo articolo per il nostro "piccolo" giornalino.
un fraterno abbraccio in Cristo. nicola
saeri onorato di ospitare un tuo articolo per il nostro "piccolo" giornalino.
un fraterno abbraccio in Cristo. nicola
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Messaggi nel Libro degli ospiti







Arricchirsi a vicenda, certamente.
ma, sopratutto, vedere che la fantasia creativa dello Spirito riesce a "stanare" le persone fino a cercarle anche nei posti più disperati e impensabili.
Grazie per chi accetta questa sfida che giorno dopo giorno e nell'anonimato inizia a prendere forma e sostanza.
Oggi anche il Santo Padre ne ha fatto cenno: segno che corriamo nell'ortodossia.