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Admin comment:
E' vero, caro Toni.
Qui si ascoltano voci anche apparentemente lontane...
Le uniche volte che abbiamo censurato qualcuno è stato perché è stata infranta la cosiddetta "netiquette" o - per fare un esempio recente... - quando un soggetto si è celato dietro più di una identità (di "una" persona in particolare ne siamo riusciti a contare fino a cinque, di cui due molto recenti) al solo scopo di creare caos.
A buon intenditor...
Buona domenica
Paolo - Webmaster del sito
154
Messaggi nel Libro degli ospiti
Dario
19 Marzo 2010 18:13 | Melzo (MI)





Navigando senza meta ho incontrato voi sulla strada di Emmaus e non riesco più a fermarmi - complimenti - veramente interessante
Maurizio
17 Febbraio 2010 11:13 | Biella





Benedetti siate nel nome del Signore, come colui che viene nel suo nome, io vengo a questo libro degli ospiti per lasciare il mio saluto e un abbraccio a tutti i fratelli e le sorelle nella fede. Amo Dio sopra ogni cosa anche se a volte non son degno di dichiarare il suo amore. Lo ringrazio per la vita che mi da e anche di questa ulteriore possibilità di esprimere la mia fede di cristiano anche se sono solo una misera pecorella (felice di esserlo
)Grazie per l'ospitalità spero di avere il tempo e l'opportunità di seguire il vostro sito. Complimenti e un saluto a tutti. Serenità
Mau
(scusate la lungaggine
)
)Grazie per l'ospitalità spero di avere il tempo e l'opportunità di seguire il vostro sito. Complimenti e un saluto a tutti. SerenitàMau
(scusate la lungaggine
)
Davide Trenti
03 Febbraio 2010 11:10 | .





Grazie a tutti per i consigli... mi torneranno utili di certo!!!
Grazie!!!
Grazie!!!
Antonio
28 Gennaio 2010 23:01 | Bari -S.Spirito
Non ho niente contro la Shoha, anzi sono contro tutte le violenze....
Non mi piace però, che si parli solo del genocidio sugli Ebrei... ce ne sono stati tanti in passato e nel presente ...ma non se ne parla in modo adeguato...
Abbiamo proprio bisogno di farci perdonare qualcosa?
Sulla efficacia della giornata della "memoria"... forzata, ho un po' di dubbi...
Tolta l'emozione del momento, tutti noi torniamo alle abitudini di ogni giorno... chi fa del bene, chi non fa niente e chi continua a fare del male...
Non sono convinto che la storia ..insegna.
Lo dovrebbe..., ma purtroppo l'uomo continua sempre a sbagliare... nonostante i consigli e gli ammonimenti di chi li ha PRECEDUTI.
Come i nostri figli...che non vogliono ascoltarci..devono ripetere i nostri errori... per imparare.
Se non fosse così... il mondo sarebbe perfetto o quasi.. non ci dovrebbero essere guerre ogni minuto e violenze ogni secondo...
Parliamo, ma soprattutto agiamo contro la violenza... ma senza parzialità...
Non mi piace però, che si parli solo del genocidio sugli Ebrei... ce ne sono stati tanti in passato e nel presente ...ma non se ne parla in modo adeguato...
Abbiamo proprio bisogno di farci perdonare qualcosa?
Sulla efficacia della giornata della "memoria"... forzata, ho un po' di dubbi...
Tolta l'emozione del momento, tutti noi torniamo alle abitudini di ogni giorno... chi fa del bene, chi non fa niente e chi continua a fare del male...
Non sono convinto che la storia ..insegna.
Lo dovrebbe..., ma purtroppo l'uomo continua sempre a sbagliare... nonostante i consigli e gli ammonimenti di chi li ha PRECEDUTI.
Come i nostri figli...che non vogliono ascoltarci..devono ripetere i nostri errori... per imparare.
Se non fosse così... il mondo sarebbe perfetto o quasi.. non ci dovrebbero essere guerre ogni minuto e violenze ogni secondo...
Parliamo, ma soprattutto agiamo contro la violenza... ma senza parzialità...
Gli amministratori del sito
27 Gennaio 2010 12:18 | Sulla strada di Emmaus
Nel giorno della memoria della Shoah...
«Mai visto, mai incontrato, mai stretto la mano. Nonostante ciò l’annovero tra i miei pochi maestri. Del suo profumo sono imbevute tante tristi giornate. Lui si chiama Viktor Emile Frankl ed era uno psicologo ebreo. Morto nel 1997. Come tanti suoi connazionali, conobbe il lager di sterminio di Auschwitz e la follia dell’umano pensiero. La condizione del campo di concentramento era agghiacciante: i camini, fumando, diffondevano un fumo acre di carne umana bruciata nei forni crematori. Di tanto in tanto, qualcuno cedeva e si buttava contro i fili spinati ad alta tensione che difendevano il lager. La visione di quello straccio di cadavere vestito della casacca a righe dei deportati, aggrovigliato tra quei fili che lo avevano fulminato, era per qualcuno una tentazione forte: farla finita per sempre! Ma Frankl seppe resistere. Aveva giurato a se stesso di non “correre al filo”, di non lasciarsi mai annientare dalla disperazione. Nell’oscurità di quell’inferno, seppe alimentare dentro di sé e nei suoi compagni, una certezza che lo salvò: la vita ha un senso, anche dentro quella bolgia. Uscito dal lager, Viktor Frankl non ha fatto altro che andare in giro per il mondo a dire a tutti: “Tenete duro, perché per tutti la vita ha un senso”. [...]»
Tratto da "L'uomo somiglia ad un carro mascherato", di don Marco Pozza, sezione "Pensiero creativo" (23 Ottobre 2009)
«Mai visto, mai incontrato, mai stretto la mano. Nonostante ciò l’annovero tra i miei pochi maestri. Del suo profumo sono imbevute tante tristi giornate. Lui si chiama Viktor Emile Frankl ed era uno psicologo ebreo. Morto nel 1997. Come tanti suoi connazionali, conobbe il lager di sterminio di Auschwitz e la follia dell’umano pensiero. La condizione del campo di concentramento era agghiacciante: i camini, fumando, diffondevano un fumo acre di carne umana bruciata nei forni crematori. Di tanto in tanto, qualcuno cedeva e si buttava contro i fili spinati ad alta tensione che difendevano il lager. La visione di quello straccio di cadavere vestito della casacca a righe dei deportati, aggrovigliato tra quei fili che lo avevano fulminato, era per qualcuno una tentazione forte: farla finita per sempre! Ma Frankl seppe resistere. Aveva giurato a se stesso di non “correre al filo”, di non lasciarsi mai annientare dalla disperazione. Nell’oscurità di quell’inferno, seppe alimentare dentro di sé e nei suoi compagni, una certezza che lo salvò: la vita ha un senso, anche dentro quella bolgia. Uscito dal lager, Viktor Frankl non ha fatto altro che andare in giro per il mondo a dire a tutti: “Tenete duro, perché per tutti la vita ha un senso”. [...]»
Tratto da "L'uomo somiglia ad un carro mascherato", di don Marco Pozza, sezione "Pensiero creativo" (23 Ottobre 2009)
Antonio
25 Gennaio 2010 17:06 | Bari-S.Spirito
Vero Carla..., intendevo dire che anche il non credente, una volta che si interroga e trova il bandolo della matassa, compie il primo passo verso Dio...
Comunque ciò non esclude quello che dicevi tu...
Comunque ciò non esclude quello che dicevi tu...
carla pozzobon
24 Gennaio 2010 17:53 | pove





Antonio, tu dici:
"Solo se ritroviamo noi stessi possiamo poi trovare Dio"
io credo possa essere vero anche che: solo ritrovando Dio possiamo poi ritrovare noi stessi.
"Solo se ritroviamo noi stessi possiamo poi trovare Dio"
io credo possa essere vero anche che: solo ritrovando Dio possiamo poi ritrovare noi stessi.
toni
24 Gennaio 2010 15:37 | Roma
L'idea di una parrocchia virtuale è molto interessante... una sfida. Forse in questo modo voci (apparentemente) lontane possono essere ascoltate...
Admin comment:
E' vero, caro Toni.
Qui si ascoltano voci anche apparentemente lontane...
Le uniche volte che abbiamo censurato qualcuno è stato perché è stata infranta la cosiddetta "netiquette" o - per fare un esempio recente... - quando un soggetto si è celato dietro più di una identità (di "una" persona in particolare ne siamo riusciti a contare fino a cinque, di cui due molto recenti) al solo scopo di creare caos.

A buon intenditor...

Buona domenica

Paolo - Webmaster del sito
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Per coloro che ci hanno chiesto qualcosa in più su Viktor Emile Frankl, aggiungiamo che era un medico psicologo. Fu deportato dapprima nel lager di Theresienstadt per poi, successivamente, essere trasferito in altri campi di concentramento: Auschwitz, Kaufering III e infine a Türkheim, da cui fu poi liberato.
Nel libro "Uno psicologo nel lager" raccontò questa sua esperienza.
Concludiamo con la frase pronunciata oggi da Benedetto XVI al termine del suo discorso: "Dio onnipotente illumini i cuori e le menti, affinché non si ripetano più simili tragedie!".