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Messaggi nel Libro degli ospiti
Aurelio
09 Maggio 2010 09:57 | Roma
In onore di mia MADRE,ma per TUTTE le MAMME...ovvero,la VITA!!
Una luce laggiù,
in mezzo al giardino,
mi chiama,mi cerca,un abbraccio.
Io corro,felice bambino!
Tra le rose,le margherite e le viole
mi abbaglia in un raggio di sole.
La sento e la vedo vicina.
Corro,cado e in un unico balzo
lesto e felice da terra mi alzo.
Il nome,ci provo,lo dico,balbetto
ma rimane fortemente
ancorato nel petto.
Ci sei!
Ti vedo,lo spero,lo sento
e articolo sillabe contento.
Mi sveglio,sudato nel letto:
era un sogno sperato e non detto.
Sei svanita e tornata di là
e come del mare candida spuma
ti aspetto nel cuore.
Ciao,mamma!!
Aurelio
Una luce laggiù,
in mezzo al giardino,
mi chiama,mi cerca,un abbraccio.
Io corro,felice bambino!
Tra le rose,le margherite e le viole
mi abbaglia in un raggio di sole.
La sento e la vedo vicina.
Corro,cado e in un unico balzo
lesto e felice da terra mi alzo.
Il nome,ci provo,lo dico,balbetto
ma rimane fortemente
ancorato nel petto.
Ci sei!
Ti vedo,lo spero,lo sento
e articolo sillabe contento.
Mi sveglio,sudato nel letto:
era un sogno sperato e non detto.
Sei svanita e tornata di là
e come del mare candida spuma
ti aspetto nel cuore.
Ciao,mamma!!
Aurelio
asor
06 Maggio 2010 20:48 | napoli





Belissimo sito, e anche una bella testmonianza di una parocchia che crecse. Don sei davvero un grande apostolo di gesù che segue con interesse il grege che Gesù ti ha affidato. Ti prego di pregare x tanti sarcedoti che involtariamente dimendicano la missione loro affidata. siamo gregge senza pastore che ci guida. Ho sempre visto un prete la presenza di cristo, ma molti mi hanno delusa. pregate x loro e x noi.
ida antonietta ciani
06 Maggio 2010 17:02 | p





sono felice di poter essere una di voi..IDA
Raffaele
04 Maggio 2010 06:41 | Caserta





Ciao Don marco, Ricordi Ci siamo incontrati a Roma qlc Giorno fà, hai visto che sono venuto a trovarti sul sito e devo farti i miei complimenti.
stefano
28 Aprile 2010 21:36 | san zenone degli ezz.
caro don marco la ringrazio infinitamente per oggi, con le testimanianze che ci ha portato, sono state 2 ore molto intese ma anche molto brevi, ahimè. e divertenti aggiungo=) non lo dico per compiacerla ma oggi veramente mi si è infiammato l'animo, però c'e una cosa che non riescoa capire, io fino ad ora mi sono reso conto di aver solamente cercato di raggingere obbiettivi futilil, che niente da dire mi soddisfavano, ma non mi hanno mai fatto raggiungere la pienezza. la testimonianza di rita mia ha fatto aprire gli occhi sull'immensa fortuna che ho ogni giorno di poter vivere normalmente... quindi la domanda è come faccio a capire quale è il mio obbiettivo, il mio posto? io voglio cambiare il monodo, ce n'è bisogno e si può fare, ma da dove cominciare? mi scuso per il disturbo e mi auguro di rivederla di nuovo al cavanis
carla pozzobon
25 Aprile 2010 18:53 | pove del grappa





25 Aprile 2010
Maratona di Padova
Giornata di sole meravigliosa, ma....per gli atleti troppo caldo!!!
Nonostanste le temperature troppo elevate per correre bene, Don Marco atleta caparbio migliora il suo record personale, COMPLIMENTI GRANDE ATLETA!
Maratona di Padova
Giornata di sole meravigliosa, ma....per gli atleti troppo caldo!!!
Nonostanste le temperature troppo elevate per correre bene, Don Marco atleta caparbio migliora il suo record personale, COMPLIMENTI GRANDE ATLETA!
alessandra
20 Aprile 2010 20:01 | Lodi





Sono felice. E' difficile dar conto della quantità di
gioia purissima che ogni giorno, tenace, inonda la mia vita. Grazie a Gesù, il grande consolatore, il ristoratore, Colui che vince su ogni sofferenza. Colui che ha vinto la morte. Sono mamma di tre figli,
due gemelli di quindici anni e una bimba di tre anni. Sono,
oggettivamente, bellissimi. I due gemelli, monozigoti, sono nati
prematuri, alla ventisettesima settimana di gravidanza.
Uno pesava
settecento grammi, l'altro poco più di un chilo.
Non so quante volte
li ho visti rianimare, di fronte a me, in quei quattro mesi passati
nella terapia intensiva della clinica Mangiagalli.
E per tutte quelle
volte ringrazio Dio e quei medici con tutta me stessa.
Grazie.
Uno dei due, il
più grande, a causa di un farmaco che allora si somministrava per il
dotto
di Botallo, ha avuto un' enterocolite necrotizzante, poi
un'emorragia cerebrale ventricolare.
Ha lottato come un leone per
sopravvivere. Nessuno scommetteva su di lui, ma ce l'ha fatta. Certo,
l'hanno rianimato più volte, ma quando è riuscito a respirare
autonomamente si è staccato il respiratore da solo, con la sua manina
microscopica. Da allora lo ammiriamo e continuiamo ad ammirarlo. Certo,
ha un danno cerebrale, all'area motoria.
Da allora infatti lotta per
conquistare quello che per gli altri è scontato.
Cerca di camminare
con un girello, fa una gran fatica per scrivere al computer, con una
tastiera speciale. Lo dobbiamo vestire e accompagnare in bagno, per
ora, e faremo tutto quello che potremo e di più perchè continui a
migliorare. Ci crediamo e ci speriamo.
C'è di più, però. Mio figlio è
pieno di doti che molti cercano di raggiungere per tutta la vita senza
riuscirci e che per lui sono scontate. Ad esempio è meravigliosamente
simpatico,
autoironico, divertente. E' intelligente. Ama con una forza
che fa spavento. Non ha paura dell'acqua. Il suo sorriso illumina il
mondo. E' netto, sicuro nelle sue decisioni. E' leale, onesto.
E'
intuitivo. Sa leggere il linguaggio corporeo di chiunque, tanto che lo
si potrebbe impiegare nei servizi segreti, o nella sicurezza, per la
capacità che ha di vedere con chiarezza dentro le persone.
L'altro
gemello sta benissimo, fa la quinta ginnasio, ha preso due volte 10 in
latino; in pagella ha avuto 8 in greco, inglese e francese... e vabbè,
5 in geografia e storia, ma può
ancora recuperare. Nella sua
esperienza di vita ha fatto i conti con uno perfettamente uguale a sè
eppure diverso. O forse si deve dire diverso da sè eppure uguale?
Strano, vero?
Il ragazzo ha una sensibilità e un'intelligenza emotiva
non comune.
Nella nostra vita abbiamo incontrato tante difficoltà,
tanto pietismo, tanta stupidità.
Persino cattiverie. Gente che si
gongolava ripetendosi quanto era fortunata rispetto a noi poverini.
E
invece siamo noi che ci siamo sempre sentiti fortunati. Abbiamo
ricevuto un dono inusuale.E, con questo dono, abbiamo incontrato Dio. Io Gli ho detto Sì, Signore, accetto questa avventura, accetto questa sfida, a patto che Tu mi farai sentire sempre la tua presenza. Ecco, ha mantenuto la Sua promessa. Lo sento sempre, mi addormenta e mi risveglia, ogni giorno. Mi riempie di forza e di amore e di allegria!
Questi figli ci hanno fatti nascere.
Soprattutto lui, il figlio diversamente abile, il leone, ha messo al
mondo i suoi genitori.
Loro ci hanno fatti crescere. Hanno fatto
crescere il nostro amore, risparmiandoci un destino di vittime della
superficialità e degli stereotipi. Ci hanno insegnato la costanza.
Pensiamo spesso a come saremmo poveri e meschini senza di loro. A come
sarebbe stato brutto il mondo senza di loro. Tanti amici, oltre alla
nostra famiglia, nonni, zie e zii, condividono con noi il valore di
questa avventura. Tante persone ci hanno aiutato. Abbiamo imparato
tanti metodi riabilitativi, abbiamo incontrato tanti terapisti bravi.
Un bravo neuropsichiatra che oltre a far bene il suo lavoro, è pieno di
rispetto.
Abbiamo anche incontrato molti bravi insegnanti e una
meravigliosa assistente ad personam, che lo accompagna nel percorso
scolastico dalle elementari ad oggi.(ed è una francescana!!! :-)
Non è sempre filato tutto liscio.
I compagni di classe delle elementari erano stati fantastici
con
nostro figlio, che era perfettamente integrato nella classe. Alle
medie, invece, i nuovi compagni non hanno mai avuto modo di entrare
veramente in contatto con lui. E' rimasto un po'isolato.
Alcuni
insegnanti non hanno avuto voglia di seguirci. Peccato, per loro.
Hanno perso l'occasione di insegnare qualcosa di grande.
Ogni volta
che non ci è andata bene una cosa, abbiamo lottato per cambiarla.
Per
avere più ore di sostegno. Per avere un ausilio avveniristico. Perchè
chi incontravamo per la strada ci sorridesse. Basta sorridere per
primi, abbiamo scoperto e a volte non è facile.
A volte eravamo
stanchi e non abbiamo lottato, ma va bene lo stesso, c'è sempre tempo.
Ora, c'è chi dice che sarebbe meglio non rianimare, consentire di
morire. Permettetemi
di dissentire. Non sapete quello che dite. Venite
a vedere i miei figli. I miei gioielli.
I medici devono fare il loro
lavoro.
Salvare vite, per quanto è nelle loro piccole possibilità.
Avendo rispetto e uguale considerazione per ogni vita. I medici non
sanno nè possono sapere come sarà la vita del
prematuro che hanno di
fronte. La medicina non è una scienza esatta.
Perchè chiedere loro di
scegliere? Come chiedere loro di informare? E se una piccola sfumatura
nella voce di un medico pessimista inducesse un genitore a non far
rianimare una
meraviglia della natura? Siamo pazzi?
Chi uccide un
uomo uccide un mondo. Chi ha rianimato i miei figli ha rianimato anche
i figli che avranno, e i figli dei loro figli.
E a chi condivide le
nostre fatiche quotidiane, vorrei dire che capisco le stanchezze, i
momenti di disperazione e di solitudine, ma non c'è solo questo.
Abbiamo sofferto tanto, ma chi non ha mai sofferto? E come e quando ci
si può garantire che non si soffrirà mai? Non c'è solo il dolore e
nemmeno ci si può soffermare troppo su di esso, perchè si rischia di
diventare l'idolo di se stessi.
Ci sono anche soddisfazioni insperate,
gioie esplosive, comprensione, solidarietà, amore.
Se non ci sono....
ci si può lavorare.
Vorrei dire, coraggio, la vita è bella.Dio ci ama tantissimo, non si deve avere paura di nulla!
Alessandra
Casula
gioia purissima che ogni giorno, tenace, inonda la mia vita. Grazie a Gesù, il grande consolatore, il ristoratore, Colui che vince su ogni sofferenza. Colui che ha vinto la morte. Sono mamma di tre figli,
due gemelli di quindici anni e una bimba di tre anni. Sono,
oggettivamente, bellissimi. I due gemelli, monozigoti, sono nati
prematuri, alla ventisettesima settimana di gravidanza.
Uno pesava
settecento grammi, l'altro poco più di un chilo.
Non so quante volte
li ho visti rianimare, di fronte a me, in quei quattro mesi passati
nella terapia intensiva della clinica Mangiagalli.
E per tutte quelle
volte ringrazio Dio e quei medici con tutta me stessa.
Grazie.
Uno dei due, il
più grande, a causa di un farmaco che allora si somministrava per il
dotto
di Botallo, ha avuto un' enterocolite necrotizzante, poi
un'emorragia cerebrale ventricolare.
Ha lottato come un leone per
sopravvivere. Nessuno scommetteva su di lui, ma ce l'ha fatta. Certo,
l'hanno rianimato più volte, ma quando è riuscito a respirare
autonomamente si è staccato il respiratore da solo, con la sua manina
microscopica. Da allora lo ammiriamo e continuiamo ad ammirarlo. Certo,
ha un danno cerebrale, all'area motoria.
Da allora infatti lotta per
conquistare quello che per gli altri è scontato.
Cerca di camminare
con un girello, fa una gran fatica per scrivere al computer, con una
tastiera speciale. Lo dobbiamo vestire e accompagnare in bagno, per
ora, e faremo tutto quello che potremo e di più perchè continui a
migliorare. Ci crediamo e ci speriamo.
C'è di più, però. Mio figlio è
pieno di doti che molti cercano di raggiungere per tutta la vita senza
riuscirci e che per lui sono scontate. Ad esempio è meravigliosamente
simpatico,
autoironico, divertente. E' intelligente. Ama con una forza
che fa spavento. Non ha paura dell'acqua. Il suo sorriso illumina il
mondo. E' netto, sicuro nelle sue decisioni. E' leale, onesto.
E'
intuitivo. Sa leggere il linguaggio corporeo di chiunque, tanto che lo
si potrebbe impiegare nei servizi segreti, o nella sicurezza, per la
capacità che ha di vedere con chiarezza dentro le persone.
L'altro
gemello sta benissimo, fa la quinta ginnasio, ha preso due volte 10 in
latino; in pagella ha avuto 8 in greco, inglese e francese... e vabbè,
5 in geografia e storia, ma può
ancora recuperare. Nella sua
esperienza di vita ha fatto i conti con uno perfettamente uguale a sè
eppure diverso. O forse si deve dire diverso da sè eppure uguale?
Strano, vero?
Il ragazzo ha una sensibilità e un'intelligenza emotiva
non comune.
Nella nostra vita abbiamo incontrato tante difficoltà,
tanto pietismo, tanta stupidità.
Persino cattiverie. Gente che si
gongolava ripetendosi quanto era fortunata rispetto a noi poverini.
E
invece siamo noi che ci siamo sempre sentiti fortunati. Abbiamo
ricevuto un dono inusuale.E, con questo dono, abbiamo incontrato Dio. Io Gli ho detto Sì, Signore, accetto questa avventura, accetto questa sfida, a patto che Tu mi farai sentire sempre la tua presenza. Ecco, ha mantenuto la Sua promessa. Lo sento sempre, mi addormenta e mi risveglia, ogni giorno. Mi riempie di forza e di amore e di allegria!
Questi figli ci hanno fatti nascere.
Soprattutto lui, il figlio diversamente abile, il leone, ha messo al
mondo i suoi genitori.
Loro ci hanno fatti crescere. Hanno fatto
crescere il nostro amore, risparmiandoci un destino di vittime della
superficialità e degli stereotipi. Ci hanno insegnato la costanza.
Pensiamo spesso a come saremmo poveri e meschini senza di loro. A come
sarebbe stato brutto il mondo senza di loro. Tanti amici, oltre alla
nostra famiglia, nonni, zie e zii, condividono con noi il valore di
questa avventura. Tante persone ci hanno aiutato. Abbiamo imparato
tanti metodi riabilitativi, abbiamo incontrato tanti terapisti bravi.
Un bravo neuropsichiatra che oltre a far bene il suo lavoro, è pieno di
rispetto.
Abbiamo anche incontrato molti bravi insegnanti e una
meravigliosa assistente ad personam, che lo accompagna nel percorso
scolastico dalle elementari ad oggi.(ed è una francescana!!! :-)
Non è sempre filato tutto liscio.
I compagni di classe delle elementari erano stati fantastici
con
nostro figlio, che era perfettamente integrato nella classe. Alle
medie, invece, i nuovi compagni non hanno mai avuto modo di entrare
veramente in contatto con lui. E' rimasto un po'isolato.
Alcuni
insegnanti non hanno avuto voglia di seguirci. Peccato, per loro.
Hanno perso l'occasione di insegnare qualcosa di grande.
Ogni volta
che non ci è andata bene una cosa, abbiamo lottato per cambiarla.
Per
avere più ore di sostegno. Per avere un ausilio avveniristico. Perchè
chi incontravamo per la strada ci sorridesse. Basta sorridere per
primi, abbiamo scoperto e a volte non è facile.
A volte eravamo
stanchi e non abbiamo lottato, ma va bene lo stesso, c'è sempre tempo.
Ora, c'è chi dice che sarebbe meglio non rianimare, consentire di
morire. Permettetemi
di dissentire. Non sapete quello che dite. Venite
a vedere i miei figli. I miei gioielli.
I medici devono fare il loro
lavoro.
Salvare vite, per quanto è nelle loro piccole possibilità.
Avendo rispetto e uguale considerazione per ogni vita. I medici non
sanno nè possono sapere come sarà la vita del
prematuro che hanno di
fronte. La medicina non è una scienza esatta.
Perchè chiedere loro di
scegliere? Come chiedere loro di informare? E se una piccola sfumatura
nella voce di un medico pessimista inducesse un genitore a non far
rianimare una
meraviglia della natura? Siamo pazzi?
Chi uccide un
uomo uccide un mondo. Chi ha rianimato i miei figli ha rianimato anche
i figli che avranno, e i figli dei loro figli.
E a chi condivide le
nostre fatiche quotidiane, vorrei dire che capisco le stanchezze, i
momenti di disperazione e di solitudine, ma non c'è solo questo.
Abbiamo sofferto tanto, ma chi non ha mai sofferto? E come e quando ci
si può garantire che non si soffrirà mai? Non c'è solo il dolore e
nemmeno ci si può soffermare troppo su di esso, perchè si rischia di
diventare l'idolo di se stessi.
Ci sono anche soddisfazioni insperate,
gioie esplosive, comprensione, solidarietà, amore.
Se non ci sono....
ci si può lavorare.
Vorrei dire, coraggio, la vita è bella.Dio ci ama tantissimo, non si deve avere paura di nulla!
Alessandra
Casula
ida antonietta ciani
18 Aprile 2010 00:37 | giovinazzo bari





Sono molto contenta di aver trovato uno spiragli di luce in questa giungle di asfalto....grazie don marco sei davvero necessario in questo momento così duro per me! potrai aiutarmi? Spero di sì 

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