Officina delle idee
Laboratorio della Fede
Speciale scuola
I più commentati
- Chiesa in rovina? O in fase di restauro? (93)
- Figli di Peter Pan. Ma politicamente corretti (60)
- ''Il cristianesimo oggi: l'innamoramento'' (48)
- Economia e fede (46)
- Islam a scuola: reale soluzione? (46)
- Abbiamo bisogno di loro! (45)
- In bilico: tra ideologia e realtà (39)
- Andate nel web e predicate il mio Vangelo (29)
- La giovinezza a Wadowice - III (27)
- Federica: tre stelle e un fiore (23)
Ti piace questa pagina?
Chi è online
27 visitatori online
Home
La teologia della lucertola
La teologia della lucertola
La teologia della lucertola
«In Italia e anche in altri Paesi folle devote riempiono ogni tanto con fervore le piazze e grandi occasioni rituali destano il momentaneo interesse della gente e dei media, ma le chiese si svuotano ogni giorno di più, sacramenti come il battesimo e il matrimonio religioso cadono sempre più in disuso e sopratutto sparisce la cultura cristiana e cattolica, la conoscenza elementare dei fondamenti della religione e perfino dei più classici passi e personaggi evangelici, come si può costatare frequentando gli studenti universitari. Si tratta di una grande mutilazione per tutti, credenti e non credenti, perché quella cristiana è una delle grandi drammatiche sintassi che permettono di leggere, ordinare e rappresentare il mondo, di dirne il senso e i valori, di orientarsi nel feroce e insidioso garbuglio del vivere».(Claudio Magris, «Quando scompare il senso religioso», in Corriere della sera, 12 giugno 2004, p.1) |
|






«In Italia e anche in altri Paesi folle devote riempiono ogni tanto con fervore le piazze e grandi occasioni rituali destano il momentaneo interesse della gente e dei media, ma le chiese si svuotano ogni giorno di più, sacramenti come il battesimo e il matrimonio religioso cadono sempre più in disuso e sopratutto sparisce la cultura cristiana e cattolica, la conoscenza elementare dei fondamenti della religione e perfino dei più classici passi e personaggi evangelici, come si può costatare frequentando gli studenti universitari. Si tratta di una grande mutilazione per tutti, credenti e non credenti, perché quella cristiana è una delle grandi drammatiche sintassi che permettono di leggere, ordinare e rappresentare il mondo, di dirne il senso e i valori, di orientarsi nel feroce e insidioso garbuglio del vivere».
Sulla strada che conduceva ad Ars, piccolo villaggio francese di 370 anime, quel piccolo uomo di Dio, al secolo Giovanni Maria Vianney, - del quale in quest'anno sacerdotale indetto dal Santo Padre Benedetto XVI si fa particolare memoria - dettò al pastorello Antoine Givre la linea programmatica del suo futuro ministero di parroco. Si legge nella biografia redatta da Mons. Fourrey: «Egli incontrò un pastorello che è morto due o tre giorni dopo il Curato; gli domandò la strada da seguire, e il ragazzo gliela indicò. - Ebbene! Amico mio, gli disse Vianney, tu mi hai indicato la strada per Ars, e io ti indicherò quella del cielo»