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Il Vangelo della Domenica
Il Vangelo della Domenica
Il Vangelo della Domenica
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Nella lingua italiana credente si dice di colui che coltiva un discorso di fede. Non si dice “creduto” ma “credente”. Credente non è chi ha creduto una volta per tutte ma chi, in obbedienza fedele al participio presente, rinnova il suo credo continuamente. Ammette il dubbio, sperimenta il bilico, trema di fronte all’abisso. E ci sono giorni in cui un credente cede, poco o tanto, perché questa è la posta in gioco nella più difficile delle vocazioni umane. Quest'anno una volta al mese apriamo le porte di casa a gente che abita la Scrittura Sacra: gente che, pur additata come gigante, ha conosciuto il lato difficile della fede. La fede difficile, per l'appunto. Scendere nella notte oscura per dare del tu a Dio: perché è scritto che l’uomo è argilla opera di un artefice, che ne è causa e ne condivide le responsabilità. (I commenti al vangelo della domenica inizieranno la Ia Domenica d'Avvento. In queste domeniche presenteremo la "fede difficile" di alcuni personaggi della Scrittura Sacra). |
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L'avventura di Gesù inizia con uno sbaglio: lo sbaglio di Erode.
Imbastisce un censimento, una farsa, una presunzione. Vuole contare,
schedare, rendere schiavi. Ma a censimento concluso i conti non
tornano: il censimento è sbagliato. "Come mai?" - si chiese Cesare con il piglio del dittatore -. "Strano, o Signore, - gli avran risposto i suoi chierichetti - il censimento fu perfetto". "Strano - sussurra Cesare - eppure i conti non tornano. Qualcuno non è stato contato".
E quell'Uno che non aveva contato, gli gioca uno scherzo fatale: si fa
uomo! Alla fine dell'avventura terrena di Gesù altro scherzo appare
sulla storia: li pensano vinti, schiacciati, umiliati. Stanno già
brindando quando s'accorgono di non aver calcolato l'ultimo
personaggio: lo Spirito Santo. Rimangono sbigottita. Non è quello che
si aspettava. C'è un "fuori programma" che fa saltare tutto il
programma. Un'immagine di Chiesa tutta celeste: non invitata, coglie
tutti di sorpresa. Impreparati. E' difficile rendersi conto di quello
che sta succedendo, impossibile prevedere le conseguenze. Anche perché
quell'azione da manuale ha tutta l'aria della serietà, non è una
semplice mattità giovanile. Non ha alcune intenzione
di "rientrare". E' una Chiesa che nemmeno lei sa cosa dire: s'inventa
all'istante: spunta nel momento impensabile, si comporta in maniera
insolita, fa proposte fuori dall'abituale. E' una chiesa che mette in
imbarazzo, turba e scuote. La Pentecoste:
ovvero la cronaca di un incidente "non annunciato". E dall'incidente
non estraggono un cadavere annerito di chiesa. Tutt'altro. Dalle
macerie causate dallo scontro con lo Spirito Celeste nasce la Chiesa
che non t'aspetteresti: una chiesa che si fa capire, una chiesa
inspiegabile, incontrollabile. Una chiesa che, se fosse sempre quella,
ti lascerebbe una domanda: "Ma cosa sta succedendo?".