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Il Vangelo della Domenica
Il Vangelo della Domenica
Il Vangelo della Domenica
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Nella lingua italiana credente si dice di colui che coltiva un discorso di fede. Non si dice “creduto” ma “credente”. Credente non è chi ha creduto una volta per tutte ma chi, in obbedienza fedele al participio presente, rinnova il suo credo continuamente. Ammette il dubbio, sperimenta il bilico, trema di fronte all’abisso. E ci sono giorni in cui un credente cede, poco o tanto, perché questa è la posta in gioco nella più difficile delle vocazioni umane. Quest'anno una volta al mese apriamo le porte di casa a gente che abita la Scrittura Sacra: gente che, pur additata come gigante, ha conosciuto il lato difficile della fede. La fede difficile, per l'appunto. Scendere nella notte oscura per dare del tu a Dio: perché è scritto che l’uomo è argilla opera di un artefice, che ne è causa e ne condivide le responsabilità. (I commenti al vangelo della domenica inizieranno la Ia Domenica d'Avvento. In queste domeniche presenteremo la "fede difficile" di alcuni personaggi della Scrittura Sacra). |
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Sono persone uguali. Adesso capite dove si attacca tutta lo spasimo e l'insistenza della Chiesa quando annuncia l'uguaglianza? Siamo tutti uguali! Non ci sono uomini di serie A e uomini di serie B. E' il mistero trinitario che ci interpella ogni volta che scorgiamo segni di ingiustizia nella cronaca quotidiana. E' il mistero della Trinità che ad ogni uomo imprime il sigillo dell'uguaglianza con Dio.
Un contadino e il suo bambino erano in cammino verso un paese vicino. La strada passava sopra un ponticello di pietra sgretolato e traballante per il fiume in piena. Il bambino si spaventò: "Papà, pensi che il ponte reggerà?" "Ti terrò per mano, figlio mio" – rispose il padre. E il bambino strinse la mano di papà. Con molta cautela attraversò il ponte a fianco di suo padre e giunsero a destinazione. Ritornarono al tramonto del sole. Mentre camminavano il piccolo chiese: "E il fiume, papà? Come faremo ad attraversare qual ponte pericolante? Ho paura". L'uomo forte e robusto prese in braccio il piccolino e gli disse: "Resta qui fra le mie braccia e sarai al sicuro". Mentre il contadino avanzava con il suo prezioso fardello, il bambino si addormentò. Il mattino seguente si risvegliò e si trovò sano e salvo nel suo lettino. La luce del sole filtrava attraverso la finestra. Non si era neppure accorto di essere stato trasportato al di là del ponte, sopra il torrente impetuoso.
E costringici a fermarci un po' a fare il pieno. Tu non vuoi perdere il tempo per riempirti il serbatotio, ma sappi che perderai molto più tempo se rimarrai a metà strada. Ritirati dal deserto: non per fuggire dal mondo, ma per disegnare le cartine dell'esodo. La gente spesso ci vuole "su misura". Ripetitivi, senza scatti di novità. Non ama essere provocata. E noi rischiamo di essere fornitori solo delle taglie richieste. Non sarebbe il caso che ci mettessimo davanti a Dio, con le mani alzate, per implorare da Lui una più forte coscienza della nostra identità di profeti?
Durante l'Ascensione, Gesù gettò un'occhiata verso la terra che stava piombando nell'oscurità. Soltanto alcune piccole luci brillavano timidamente sulla città di Gerusalemme. L'arcangelo Gabriele, che era venuto ad accogliere Gesù, gli domandò: "Signore, che cosa sono quelle piccole luci?". "Sono i miei discepoli in preghiera, radunati intorno a mia madre. E il mio piano, appena rientrato in cielo, è di inviare loro il mio Spirito, perché quelle fiaccole tremolanti diventino un incendio sempre più vivo che infiammi d'amore, poco a poco, tutti i popoli della terra!". L'Arcangelo Gabriele osò replicare: "E che farai, Signore, se questo piano non riesce?". Dopo un istante di silenzio, il Signore gli rispose dolcemente: "Ma io non ho un altro piano..."
"E che farai, Signore, se questo piano non riesce?". Dopo un istante di silenzio, il Signore gli rispose dolcemente: "Ma io non ho un altro piano...". E' un Gesù che lassù sul monte ti fa sentire importante, che ti regala una vocazione. Vocazione, la parola che dovresti amare di più. Perchè è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio. E' l'indice di gradimento presso di lui, della tua fragile vita. Si, perchè se ti chiama, vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c'è dubbio. In una turba sterminata di gente, risuona un nome: il tuo.