don Marco Pozza
don Marco Pozza
Creativo e poliedrico, don Marco Pozza nasce il 21 dicembre 1979 a Calvene (VI) e diventa sacerdote il 6 giugno 2004. Dopo aver dedicato i primi tre anni del suo sacerdozio come vice-parroco in un quartiere alle porte di Padova, ha intrapreso gli studi per conseguire il Dottorato in Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma: dal 17 settembre 2011 è Cappellano della Casa di Reclusione di Padova (sez. penale).
Curioso interprete di un cristianesimo dell'innamoramento, esercita il suo sacerdozio nelle vesti inedite di scrittore, di giornalista e di sportivo. Ragione per cui – all'infuori delle sbarre del carcere – è quasi impossibile non trovarlo in viaggio per conto di Lui. Pur consapevole che la strada che Dio gli sta tracciando sarà ben lungi dai Sacri Palazzi, ha scelto in anticipo quello che potrebbe essere l'incipiti della sua prima enciclica: «Ho odiato ogni minuto di allenamento ma mi dicevo: non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da campione» (Cassius Marcellus Clay).
Custode di una personalità dalla difficile interpretazione e gestione, tutto trova luce e ragione nel suo essere sacerdote innamorato della sfida che Dio ha posto sulle sue spalle.
Per l'Eternità. Perché tu es sacerdos in aeternum.
"Figlio amato del Padre", di Tiziana Manenti.
Le mie citazioni preferite
«Cambiare sveglia le risorse addormentate, scalda il cuore ed eccita la mente [...] è come grattare via da una parete del salotto la vecchia carta da parati della nonna, elegante ma consumata, per dare una nuova luce alla stanza con una bella imbiancata» (G. Montali, Scoiattoli e tacchini. Come vincere nelle organizzazioni con il gioco di squadra, Rizzoli, Milano 2008, 163)
"Sono sempre stato un cane sciolto. Avanti tutta, come un navigatore solitario. Mai avuto padrini, né sponsor. Mai fatto parte di lobby di potenti dirigenti, mai goduto del favore di giornalisti condiscendenti o di raccomandazioni. Se ho ottenuto qualcosa lo devo a me stesso, alla mia determinazione e alla passione che ho messo nella mia carriera. E sono orgoglioso di essere un grande professionista, magari non un grande allenatore, ma certamente un professionista e un uomo perbene".
(M. Franzelli - D. Scarnati, Carlo Mazzone. Una vita in campo, B.C.Dalai, Milano 2010)
"Non siete abituati a uno come me, così aperto. Uno che si comporta come ritiene giusto, che non ha paura di esprimere che cosa prova e che cosa pensa, anche se sembra scorretto. Sarebbe molto più comodo e facile per me, dire che i conti si fanno alla fine, che tutto è possibile. Così non avrei problemi. Vi direi soltanto quello che siete stati abituati a sentire sempre fino a oggi. Invece io vi dico che vinceremo il campionato e voi pensate che sia una commedia, una presa in giro, una mancanza di rispetto e di umiltà. Ma io non cambio: se mi sarò sbagliato, me lo rinfaccerete, ma preferisco essere così".
(Beppe di Corrado, "Josè Mourinho, l'allenatore degli allenatori" in Sopra la panca. Prima e dopo Mourinho, Piemme, Milano 2009)









