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don Marco Pozza
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Sono nato il 21 dicembre 1979 a Calvene, un piccolo e amabile paese della pedemontana vicentina, e il 6 giugno 2004 ho realizzato il grande sogno della mia vita: sacerdote di Cristo.Il Vangelo. Lo scrivere. Lo sport.
Sacerdote creativo, teologo in costruzione, giornalista appassionato, atleta caparbio: del vivere mi piace il senso del limite, l'ardire, la sfida, l'oltre.
Potessi scegliere il motto della mia giovane esistenza, non esiterei a sposare una frase del pugile statunitense Cassius Marcellus Clay: «Ho odiato ogni minuto di allenamento ma mi dicevo: non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da campione».
Del Cristo Nazareno m'affascina la provocazione, dei Vangeli la Speranza che trasudano, della strada il vociare confuso della gente che vi abita: dalla loro unione nasce quello stile creativo che vorrei potesse colorare la mia sequela.
La mia testa è un laboratorio di idee. Non contano nulla e valgono un nonnulla se slegate dalla mia identità: giovane prete innamorato di Dio.
Per l'Eternità. Perché tu es sacerdos in aeternum.
Ascolta la versione integrale della canzone
"Figlio amato del Padre", di Tiziana Manenti.
"Figlio amato del Padre", di Tiziana Manenti.
La citazione del mese
"Sono sempre stato un cane sciolto. Avanti tutta, come un navigatore solitario. Mai avuto padrini, né sponsor. Mai fatto parte di lobby di potenti dirigenti, mai goduto del favore di giornalisti condiscendenti o di raccomandazioni. Se ho ottenuto qualcosa lo devo a me stesso, alla mia determinazione e alla passione che ho messo nella mia carriera. E sono orgoglioso di essere un grande professionista, magari non un grande allenatore, ma certamente un professionista e un uomo perbene".
(M. Franzelli - D. Scarnati, Carlo Mazzone. Una vita in campo, B.C.Dalai, Milano 2010)
"Non siete abituati a uno come me, così aperto. Uno che si comporta come ritiene giusto, che non ha paura di esprimere che cosa prova e che cosa pensa, anche se sembra scorretto. Sarebbe molto più comodo e facile per me, dire che i conti si fanno alla fine, che tutto è possibile. Così non avrei problemi. Vi direi soltanto quello che siete stati abituati a sentire sempre fino a oggi. Invece io vi dico che vinceremo il campionato e voi pensate che sia una commedia, una presa in giro, una mancanza di rispetto e di umiltà. Ma io non cambio: se mi sarò sbagliato, me lo rinfaccerete, ma preferisco essere così".
(Beppe di Corrado, "Josè Mourinho, l'allenatore degli allenatori" in Sopra la panca. Prima e dopo Mourinho, Piemme, Milano 2009)






