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		<title>Sbagliando s'inventa: l'elogio dell'errore</title>
		<description>Discussione Sbagliando s'inventa: l'elogio dell'errore</description>
		<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/pensiero-creativo/818-sbagliando-sinventa-lelogio-dellerrore.html</link>
		<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 10:13:27 +0100</lastBuildDate>
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			<title>Elogio dell'errore ... purché sia sappia che è errore!</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/pensiero-creativo/818-sbagliando-sinventa-lelogio-dellerrore.html#comment-2094</link>
			<description><![CDATA[Sono pienamente d’accordo. Si apprende dai propri errori (o, anche, sbagliando s’impara). Ma che cos’è un errore? Una risposta sbagliata ad un problema… Quindi, “l’ago di Como” non è detto che sia un errore. Tutto dipende dalla domanda fatta dalla maestra… Non c’è errore se non c’è - prima - una domanda rispetto alla quale soltanto la risposta è un errore. «Quant’è lungo il lato del quadrato che ha superficie doppia di un quadrato di lato due?» - chiede Socrate allo schiavo di Menone - «Quattro!» - gli risponde subito il ragazzo, convinto di sapere (superficie doppia, lato doppio), e pensando in cuor suo: «Ma che razza di banalità mi sta chiedendo costui?» Ma Socrate gli mostra che la risposta è sbagliata; e il ragazzo prende coscienza dell’errore fatto e della sua presunzione di sapere, e cerca, e di errore in errore … arriva a risolvere il problema postogli da Socrate. L’errore è l’inizio dell’apprendimento; prima, quando pensava di sapere pur non sapendo, non cercava, e l’apprendimento era impossibile; ora, che sa di non sapere, cerca, e l’apprendimento è possibile… L’errore è l’inizio dell’apprendimento solo nel momento in cui si sa che è errore: solo se si sa che si è sbagliato si impara… Ma se lo scolaro dell’esempio continua a fantasticare per conto suo di aghi di Como non imparerà mai nulla (e non saprà di aver fatto un errore). Dall’errore nasce qualcosa solo se lo si sa come errore; se non si sa che è errore non ne nascerà niente… Maestre (e preti, soprattutto!) spesso pensano di sapere tutto e quindi… ritengono di insegnare trasmettendo contenuti, quasi che la testa degli scolari (o dei fedeli) siano dei recipienti vuoti nei quali travasare il loro sapere già bell’e fatto, e così rovinano tutto e rendono impossibile l’apprendimento… Socrate, invece, (e la brava maestra) fa solo domande, presenta solo problemi, si augura che l’allievo commetta errori, perché sa che solo sbagliano - appunto - si impara!]]></description>
			<dc:creator>marghe</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 19:45:17 +0100</pubDate>
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