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		<title>Abbiamo bisogno di loro!</title>
		<description>Discussione Abbiamo bisogno di loro!</description>
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		<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 10:04:06 +0100</lastBuildDate>
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			<title>RE: Abbiamo bisogno di loro!</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2038</link>
			<description><![CDATA[ Caro Marghe, credo tu abbia letto il commento di qualcun altro e non certo il mio. Non ho infatti mai parlato di conversione, ma bensì di valori. O sbaglio? Per cui la tua risposta non sposta di un millimetro la questione. Per il resto degli argomenti di cui abbiamo scritto ci sono purtroppo altri fraintendimenti simili... Ora sono anch'io impegnato nel concludere una "ricerca" che oramai sta volgendo al termine. Appena avrò finito, vedrò di risponderti. Tim ringrazio comunque del tempo che stai "spendendo" per questa parrocchia. Sarebbe bello che anche tante altre persone intervenissero così assiduamente.]]></description>
			<dc:creator>Paolo_Coveri</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 22:47:03 +0100</pubDate>
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			<title>A proposito della &quot;mia&quot; fede...</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2035</link>
			<description><![CDATA[La fede, caro Paolo, non può che essere "personale"; la fede o è "personale" o, semplicemente, non è... La fede non si può comandare, non si può imporre con la forza, alla fede non si può essere costretti da nulla... Non credo che Gesù sia nato da una vergine, credo nella sua resurrezione come credo nella resurrezione di tutti (meglio, credo nella resurrezione di tutti, e quindi anche nella resurrezione di Gesù)... Alla prossima!]]></description>
			<dc:creator>marghe</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 22:16:14 +0100</pubDate>
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			<title>A proposito di Einstein, de domostrare e del buon Dio</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2034</link>
			<description><![CDATA[Dimostrare significa dedurre da principi conclusioni necessarie (come avviene in matematica) oppure verificare una ipotesi mediante un esperimento (come avviene in fisica) oppure - e questa è la certezza storica - si esibiscono prove documentali di un fatto… Einstein non era un credente, e nemmeno ateo, ma era agnostico: l’idea di un Dio personale gli sembrava antropomorfica… Quando Ratzinger dice: Che è ciò che dico io: la ragione non riesce a dimostrare né che Dio c’è, né che Dio non c’è: (mentre per la ragione non è possibile che la somma degli angoli interni di un triangolo sia pari a 180°, ma è necessario (certezza logica); e sempre per la ragione storica è certo – certezza storica – che Napoleone il 18 giugno 1815 a Waterloo le abbia prese…]]></description>
			<dc:creator>marghe</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 22:03:47 +0100</pubDate>
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			<title>A proposito di storia, fede e vangeli</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2033</link>
			<description><![CDATA[Fede e Vangeli Che l’Italia il 24 maggio 1914 abbia dichiarato guerra all’Austria-Ungheria, mi dispiace contraddirti, ma lo so con assoluta certezza storica non perché c’ero, e nemmeno perché c’è scritto nei libri di storia, ma perché ci sono una infinità di documenti che attestano ciò che è successo quel giorno (e - per inciso - è perché ci sono questi documenti che i libri di storia riportano la notizia). Di Cristo di abbastanza certo sul piano storico si sa (teste Tacito) che a Gerusalemme sotto Tiberio un certo Cresto o Cristo fu giustiziato, e che ancora qualche anno dopo l’evento gli ebrei di Roma si accapigliavano a motivo suo: sul piano della certezza storica non si sa molto di più... La conoscenza storica presuppone documenti che attestino il fatto; se i documenti non ci sono ci potranno essere degli indizi, si potranno fare ipotesi, ma non c’è certezza storica. E i Vangeli non sono, in senso proprio, documenti storici degli eventi che narrano, ma - in primo luogo, almeno - documenti storici delle credenze delle diverse comunità cristiane delle origini; quasi ogni comunità cristiana aveva i propri Vangeli, le proprie lettere, le proprie apocalissi; il canone è stato fissato solo secoli dopo; non si sa chi siano stati gli autori dei vangeli canonici e dei vangeli apocrifi (che – per inciso – sono stati definiti apocrifi da chi qualche secolo dopo ha deciso che altri dovessero essere definiti canonici). Lo stesso card. Martini, parlando in Francia del volume di papa Ratzinger (il testo è riportato in trad. italiana sul Corriere della sera del 5/5/2007) ne ha parlato come di un libro di devozione, non di esegesi biblica (“Una lettura alla luce di Fede e Ragione, che si oppone al metodo storico-critico”, scrive Martini), una vita di Gesù basata sul vangelo di Giovanni (anche se nessun biblista oggi attribuirebbe senz’altro a Giovanni la paternità del Vangelo che va sotto il suo nome, cosa che fa invece Ratzinger). Tu scrivi: Qui non ti capisco molto. Io mi dico cristiana non perché nella mia esperienza quotidiana abbia riscontrato quanto sia vero il messaggio di Cristo; anzi, da questo punto di vista esso non è assolutamente vero! è anzi quanto di meno vero si possa pensare... Il messaggio cristiano si identifica (e si esaurisce) nell’amore per il prossimo: questo è il valore in cui credo, e che nella vita quotidiana si riscontra poco... Anche Benedetto XVI, quando dice: con queste parole afferma che la sua fede non si fonda sull’assurdo, non va contro la ragione, ma con questo però non cessa per ciò di essere fede, non diventa certezza razionale. Anche San Tommaso chiama la fede “rationabile obsequium”, cioè un sì a qualcosa di non irragionevole, di non assurdo, ma ciò non significa affatto che sia un sì a cui ci costringe la ragione. In sostanza, Ratzinger dice ciò che dico io (e dice Kant):]]></description>
			<dc:creator>marghe</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:52:24 +0100</pubDate>
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			<title>A proposito dell'articolo</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2032</link>
			<description><![CDATA[Caro Paolo, ti ringrazio della tua lunghissima risposta. Non mi è possibile risponderti come meriteresti, perché ora sono ancora occupata con gli esami. Ma lo farò più dettagliatamente in seguito (o in privato per non tediare i "parrocchiani"). Per ora mi limito ad alcune brevi precisazioni sui singoli punti. A proposito dell'articolo... In Egitto, ma anche in Turchia, o in Marocco e Tunisia, la frequenza delle scuole francesi o italiane, organizzate direttamente dai governi francese o italiano o gestite da religiosi (ad es. le suore di Sion o i salesiani), è diffusa presso le classi benestanti urbane, medio o alto borghesi, e non ha nulla a che vedere con le preferenze religiose: su questo puoi leggere un bel libro, scritto da Suor Emmanuelle (Confessioni di una religiosa, Jaca Book 2008), che prima di impegnarsi nelle bidonville egiziane insegnò per molti anni a Istanbul, in Algeria, e in Egitto al Cairo e ad Alessandria – aveva scolare della buona borghesia islamica, con nessuna inclinazione alla conversione (e per chi frequenta scuole rette da religiosi - credimi - ad Istanbul o ad Alessandra non c'è nessun pericolo…) Mi dispiace poi contraddirti, ma ci sono molto cattolici fanatici e intolleranti, non solo fra i laici, ma anche fra alti prelati: leggi, ad es., le dichiarazioni di vescovi italiani, vergognose per la loro intolleranza anti-islamica e anti-ebraica, che riporta in continuazione il sito www.pontifex.roma.it… Non confondere poi relativismo con nichilismo: relativista non è chi non ha principi morali, ma chi pensa - come me - che la morale sia un prodotto sociale...]]></description>
			<dc:creator>marghe</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:36:27 +0100</pubDate>
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			<title>Curiosità finale</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2029</link>
			<description><![CDATA[ Considerato che c'è chi crede e basta, senza porsi domande di alcun tipo, e non intendendo minimamente mettere in discussione la tua libertà di credere in un modo o in un altro, permettimi però di dire che non mi è chiara la "tua" fede, specie alla luce del tuo apparente buon livello culturale e soprattutto del tuo modo di affrontare questioni filosofiche. Pertanto - e nonostante, come dici, la fede possa essere considerata "un fatto personale" - ti chiedo (se vuoi) di togliermi una curiosità: anche se non pensi che Gesù sia nato da una vergine, credi nella Sua risurrezione?]]></description>
			<dc:creator>Paolo_Coveri</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 00:48:15 +0100</pubDate>
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			<title>Veridicità e storicità dei Vangeli</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2028</link>
			<description><![CDATA[VERIDICITA' E STORICITA' DEI VANGELI (Continua...)]]></description>
			<dc:creator>Paolo_Coveri</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 00:46:47 +0100</pubDate>
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			<title>Questione di &quot;indizi&quot;</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2027</link>
			<description><![CDATA[QUESTIONE DI "INDIZI" Credo che le "prove" dell'esistenza di Dio possano esser frutto di una "raccolta" di indizi. Facendo un esempio "pratico" che riguarda proprio questa "parrocchia", raccogliendo una serie di indizi (di varia natura) - perfettamente logici e in relazione tra loro - siamo riusciti ad avere la "prova" che dietro a diverse identità (con personalità e idee apparentemente diverse) si celava una sola persona che commentava questo o quell'argomento al solo scopo di gettar zizzania e sicuramente anche spinta da cieco e alquanto insano fanatismo ideologico. E quando si arriva a "giocar sporco" fino a questo punto solo per darsi ragione da sé, credo si sia arrivati "alla frutta" e quindi che si sia forse anche capaci di far chissà cos'altro pur di affermare le proprie ragioni, evidentemente troppo deboli da poter continuare ad esser difese con onestà (non mi meraviglierebbe affatto se quel personaggio - "maschile" - arrivasse a reiscriversi a questa parrocchia assumendo addirittura un'identità femminile...). E chiudo qui questa mia divagazione, scusandomi per esser andato un attimino fuori tema. Quindi, partendo dal presupposto che la mente umana è molto limitata (cosa vera al di là di ogni dubbio, a meno che non ci si senta - in modo poco sano - degli dèi) la "deduzione logica e razionale" dell'esistenza di Dio credo che soprattutto si basi: 1) anzitutto sulla "esistenza" (percepibile) di ciò che chiamiamo universo, del "mondo" che ci circonda e di noi stessi, "esseri" umani che ci chiediamo continuamente "chi siamo", da "dove" proveniamo e quale "scopo" abbia "la nostra presenza". E, fino a prova contraria, tutto ciò che per noi esseri umani "esiste" ci "chiede" anche una "ragione d'esistere". Come scrive Ratzinger - occhio alla maiuscola nella parola "ragione" che segue -, "(...) la Ragione stessa che precede e che rende possibile che la nostra ragione cerchi di riconoscerla. (...)" E ancora "(...) Che la razionalità dell'universo non possa venire spiegata ragionevolmente sulla base di un'irrazionalità, è un fatto evidente. Per questo il Logos che è all'origine di ogni cosa rimane, più che mai, l'ipotesi migliore, benché sia un'ipotesi, è vero, che esige da parte nostra di rinunciare a una posizione di dominio e di rischiare quella dell'ascolto umile.(...)"; 3) sulle "leggi di natura" che vediamo "regolare" tutto ciò che "esiste" e che l'uomo studia attraverso le "scienze"; 4) sulle "regole" che dominano ogni rapporto umano (che a ben vedere sono ben descritte dalla Bibbia tutta, nella quale ognuno può infatti "leggere" la propria "storia"); 5) (elemento "opzionale" per chi rifiuta l'evidenza storica di Gesù Cristo) sulla Rivelazione portata da Gesù con la Sua "testimonianza" e attraverso la Sua morte e resurrezione. E ciò rende noi cristiani una sorte di "privilegiati" nel cammino verso la Verità, ma al tempo stesso ciò comporta una maggior "responsabilità". Anche solo i primi quattro elementi costituiscono quindi "indizi" che portano ad una "prova" dell'esistenza di Dio come "causa generatrice e regolatrice" di tutto; unico modo quindi di spiegare l'esistenza del "tutto", al pari - ad esempio - degli indizi (o fenomeni) che stanno alla base delle ricerche che hanno portato alla "prova" dell'esistenza degli elettroni in un atomo (pure la "composizione" di quest'ultimo non è infatti mai stata "vista" da nessuno, tanto che la sua "conformazione" è stata "dedotta" tramite sperimentazioni). Quindi se si prova a "smontare" tutto questo, allo stesso modo si potrà dire che non sono razionalmente dimostrabili le deduzioni su cui si basano gli studi scientifici sull'immensamente piccolo ma anche sull'immensamente grande, finendo per mettere in dubbio l'esistenza della nostra stessa realtà "percepita" attraverso i nostri cinque sensi. Traendo velocemente le somme: se Dio non esistesse anche noi non esisteremmo; se si negasse Dio si negherebbe sé stessi e tutto l'universo; se non esistesse Dio non esisterebbe altro che il nulla. (Continua...)]]></description>
			<dc:creator>Paolo_Coveri</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 00:40:38 +0100</pubDate>
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			<title>Esiste Dio?</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2026</link>
			<description><![CDATA[ESISTE DIO? Tornando a Dio, il primo "indizio" sulla sua esistenza in quanto "entità superiore" è - come avevo già scritto - che tutti i popoli della terra, in tutti i tempi e a qualsiasi livello di civiltà raggiunto, ne hanno intuito la "presenza". Quindi non serve esser dei luminari per "intuire Dio": ma si tratta solo di render "libera" la ragione. Invece, proprio come avevo in parte anticipato, la "dimostrazione razionale" come tu la intendi è - se ci si pensa bene - fortemente limitante della "ragione umana" stessa, perché di fatto pretendi una "spiegazione" che sia a te perfettamente comprensibile in ogni suo aspetto, ma non metti assolutamente in conto che (mi scuso se ribadisco il concetto per l'ennesima volta) tu, io stesso, ma anche il genio umano più grande che possa esistere, abbiamo tutti capacità molto limitate per nostra stessa natura. Allo stesso tempo, questa mentalità non esiterei a definirla addirittura "oscurantista", perché porrebbe una sorta di limite invalicabile alla "ragione umana", alla quale toglierebbe la "speranza" di poter svelare ciò che ancora non si conosce, che ancora non si comprende o che non si può toccare o vedere, ma che si intuisce solo attraverso diversi fenomeni o manifestazioni. Per fare un esempio, è tramite "deduzioni logiche" che l'uomo sta cercando di comprendere l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. "Deduzioni" basate sulla "osservazione", sulla "sperimentazione" e su "indizi" strumentali: perché non puoi toccare con mano il cosiddetto "eco di fondo dell'universo" o vedere in modo diretto gli elettroni di un atomo. Non per nulla certe teorie sono state rivedute e corrette alla luce di nuovi "indizi" e sicuramente potrà ancora capitare. Tu forse dirai: restano comunque sempre e solo "teorie" e "modelli" che funzionano oggi, ma che potrebbero essere stravolti in futuro. Ma molte di queste sono però teorie e modelli che sono oggetto di quella che potrei chiamare "fede razionale", cioè una fiducia ad esempio avallata da riscontri: nell'uso pratico, come per l'energia elettrica, e nello studio scientifico, per spiegare in qualche modo - tramite deduzioni "logiche" - meccaniche celesti che non si possono "toccare". In ogni caso tutto parte sempre dall'esigenza di "trovare la causa ad un effetto", come già ben spiegava Maddalena (e nonostante la tua precisazione). E' quindi naturale e razionale poter pensare che tutto l'universo sia frutto di una "entità superiore"? Scrive Benedetto XVI, nel libro "L'Europa di Benedetto nella crisi delle culture" (pag. da 120 a 123): Come vedi, pure il Papa cita, seppur in modo diverso, la necessità di tener conto dei nostri limiti umani parlando di "ascolto umile", cosa ormai rara in questo mondo di tecnocrati (da strapazzo, dico io, e a qualcuno già "fischieranno le orecchie"...). (Continua...)]]></description>
			<dc:creator>Paolo_Coveri</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 00:32:52 +0100</pubDate>
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			<title>Einstein e &quot;le ragioni&quot; di Ratzinger</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2025</link>
			<description><![CDATA[EINSTEIN E "LE RAGIONI" DI RATZINGER E comunque, Marghe, se vuoi trovare un po' di "razionalità dei contenuti della fede cristiana" unita a vari elementi di storicità, credo basterebbe leggere il libro "Gesù di Nazaret", scritto sempre da Benedetto XVI. (Continua...)]]></description>
			<dc:creator>Paolo_Coveri</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 00:32:02 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.sullastradadiemmaus.it/il-guado-di-yabbok/765-abbiamo-bisogno-di-loro.html#comment-2025</guid>
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