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		<title>''Corro perché conquistato''. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</title>
		<description>Discussione ''Corro perché conquistato''. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</description>
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		<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 10:17:06 +0100</lastBuildDate>
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			<title>RE: &quot;Corro perché conquistato&quot;. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/centro-sportivo-camillo-e-peppone/514-corro-perche-conquistato-il-gesto-sportivo-come-ginnastica-per-leterno.html#comment-1520</link>
			<description><![CDATA[ Ti auguro vivamente di realizzare questo obiettivo... anch'io penso che sia un dovere sociale mettere al mondo dei figli, che sono il futuro dell'umanità. Ma sono altresì convinto che questa missione e questa responsabilità dovrebbe essere intrapresa da persone all'altezza di tale compito. Anche se quello che dico non è condiviso, penso che coloro che più sono preparati a tale compito..più sono restii a farlo (paura? egoismo? incapactà?...non lo so). Invece mi rendo conto che le persone meno pronte ( non voglio dire meno degne) mettono al mondo figli come se niente fosse, per poi venderli al miglior offerente, per sfruttare il loro lavoro, per abbandonarli in mezzo alla strada o peggio per buttarli nei cassonetti dei rifiuti. Non so se questo sia giusto... ma mi spaventa.]]></description>
			<dc:creator>adsocrate</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 22:56:57 +0100</pubDate>
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			<title>Per il futuro...</title>
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			<description><![CDATA[ Concordo con te, credo che oggi non sia così impossibile essere dei validi genitori.Anche per questo mi piacerebbe mettermi alla prova! In ogni caso si deve cercare di dare il massimo come genitori, sempre e comunque. E' una responsabilità troppo importante per non farlo, oltre ad essere un dovere per il futuro di chi verrà dopo di noi. Non sento mai parlare di questo senso del dovere verso il prossimo, forse si pensa sempre più che - visto che tanto si deve morire - che valga la pena solo spassarsela al massimo infischiandosene? Qualcuno ragiona anche così, ve l'assicuro. Invece credo che sia compito di tutti noi essere più altruisti, dando qualcosa di più a questo mondo già pensando in modo diverso...ed al futuro di chi dovrà venire dopo di noi, perché trovi del positivo. Se ci sarà un futuro, dipende anche da noi che viviamo questo presente...]]></description>
			<dc:creator>andy_spiz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:13:54 +0100</pubDate>
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			<title>RE: &quot;Corro perché conquistato&quot;. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</title>
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			<description><![CDATA[concordo pienamente con adsocrate sul fatto che fare i genitori, dei Bravi Genitori, sia molto difficile! Ma mi trovo in assoluto disaccordo sul fatto che raramente i genitori siano dei buoni educatori. Io credo che ogni genitore faccia, o per lo meno cerchi di fare, del proprio meglio per educare nel miglior modo possibile i propri figli. E a volte forse si può fallire in questo, vuoi per carattere, per influenze esterne per mille altri motivi, ma raramente! se si semina bene prima o poi il raccolto sarà buono. P.S.: ad andy dico invece che spero possa davvero vivere quella meravigliosa avventura, seppur a volte faticosa, d'essere Genitore!]]></description>
			<dc:creator>carlapozz</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 12:37:22 +0100</pubDate>
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			<title>Per andy_spiz</title>
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			<description><![CDATA[ purtroppo è molto difficile insegnare ai figli... i genitori raramente sono dei buoni educatori. Può sembrare un'eresia... ma spesso è una triste realtà. Siamo troppo coinvolti per "educarli" e spesso li viziamo, li giustifichiamo o li demotiviamo, se siamo troppo severi. L'unica forma di educazione valida è il nostro esempio e non è detto che venga seguito, almeno nell'immediato. Anche Socrate si chiedeva se la virtù potesse essere trasmessa tra padre e figlio, ma la storia ci ha dimostrato che non è così. Allora chi ha il compito di educare?...TUTTI. La società, lo stato, la scuola, la Chiesa, la famiglia, i media... ognuno deve fare la propria parte... e poi sta all'individuo..farsi educare. Oggi i giovani non vogliono farsi educare, sfuggono ad ogni impegno, disprezzano il sacrificio... perché non hanno obiettivi validi a cui credere, non si interrogano sulla loro esistenza e su che significato dare alla loro vita. Essere genitori oggi è molto difficile... non sai che figlio ti capita e non sempre sei pronto ad aiutarlo a crescere... Non puoi scegliere. Se sei preparato per un tipo di carattere... te ne può capitare uno completamente diverso..e alla fine sbagli tutto. Al contrario se non hai figli propri, ti puoi dedicare all'educazione di quei ragazzi più portati in quelle cose dove ti senti più preparato e puoi essere veramente di aiuto nella loro formazione fisica e spirituale... Un esempio banale... Tu ami la montagna. E' molto più facile ed efficace avvicinare e seguire giovani che nutrono la stessa passione... Non avresti le stesse possibilità con i ragazzi amanti del mare... Il figlio invece non sai che passioni ha... e finché le scopri... lo hai già danneggiato, imponendogli dei gusti a lui non congeniali... Non ti voglio scoraggiare ad avere una famiglia... ma volevo solo dirti che non è indispensabile per essere utile ai giovani e alla società.]]></description>
			<dc:creator>adsocrate</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 16:08:34 +0100</pubDate>
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			<title>Sport e Fede, il legame</title>
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			<description><![CDATA[Articolo molto bello, che ho letto con molta attenzione. Io ho avuto la fortuna di crescere in un patronato, con dei sacerdoti che ci affiancavano nello sport. Don Francesco, oggi a Crespano del Grappa, è stato per me un vero maestro di vita attraverso l'attività fisica. Oggi ancora, quando incontro uomini della mia età con cui ho condiviso tanto sano sport da ragazzo, non posso non ricordare il gran lavoro di quel prete capace di coniugare in noi sport e fede, appassionandoci, dandoci una bellissima via. Il calcio innanzitutto. Poi a vent'anni, ho scoperto son stato folgorato dalla montagna e dall'alpinismo...la mia vera dimensione. Quel che noto, è che non vedo così tanti ragazzi come un tempo che si appassionano allo sport. Anzi, son sempre meno. Ma dove son finiti? In chiesa non li vedo. A correre non li vedo. In montagna, meno che meno. E' vero, è una questione di sacrificio oltre che di passione. Ma è proprio attraverso il sacrificio, e ancor di più con le sconfitte ed i fallimenti, che si impara a soffrire, a lottare per quel in cui si crede, a raggiungere un obiettivo. Senza mollare mai. I giovani d'oggi si gettano dal balcone di casa per una pagella deludente o per la morosetta che non li corrisponde...una fragilità estrema che fatico veramente a comprendere, io quasi quarantenne e figlio di una generazione forse più fortunata e forte dentro...forse avevamo dei genitori più presenti, o forse anche dei sacerdoti veramente capaci di appassionare, di catturare, di far capire l'importanza della fede. Trovo che lo sport oggi debba essere ancora insegnato per i valori che può trasmettere. Credo possa essere un ottimo mezzo per avvicinare i giovani alla fede...quando senti che le gambe vanno come due stantuffi, che i polmoni si riempiono d'aria, che il respiro si fa sempre più facile, è un piacere...e tutto questo è gratuito, ci è stato donato da Qualcuno. E non è scontato. Già questo, per me, è un valido motivo per avere fede, per capire che bisogna avere fede. Certo è qualcosa che arriva da dentro, che deve arrivare da dentro. Ma credo che lo sport, sia un ottimo mezzo per arrivare facilmente a sentire questo...lo sport è un piacere fisico fantastico, oltre a far bene al fisico. Mi piacerebbe aver un giorno famiglia proprio per insegnare a dei figli questo, queste semplici basi...certo oggi è tutto più difficile, ma credo sia necessaria una nuova coscienza proprio a partire dai genitori. Oggi lavorano tutti, tutti di corsa. E i figli restano davanti alla tv, o a bere spritz in piazza. Insegnamogli invece a coltivare una passione, uno sport soprattutto. Anche con un po' di spirito di competitività nel ottica di migliorare sè stessi, non per primeggiare a tutti i costi. Nel nostro piccolo, è bello essere tutti dei campioni allo stesso modo...anche se facciamo cose diverse e abbiamo capacità diverse. Sport e Fede, insomma, per me sono un binomio molto valido. Voglio credere il futuro possa esser ancora imperniato sull'insegnamento ai ragazzi di valori sani come lo sport e la fede, che possono dare valori indubbiamente solidi per la vita di adulto. Queste nuove generazioni, del resto lo si nota facilmente, son sempre più forti, intelligenti e capaci...è triste vedere come invece non sfruttino tutte le loro potenzialità. Sta a noi adulti, dare loro una mano a non perdersi. Credo che ognuno di noi, debba far la sua piccola parte in questo...indicando perlomeno la via...]]></description>
			<dc:creator>andy_spiz</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 14:35:39 +0100</pubDate>
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			<title>RE: &quot;Corro perché conquistato&quot;. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</title>
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			<description><![CDATA[Leggendo l'articolo, mi è sorta una curiosità alla quale non saprei dare una risposta. La passione per lo sport in particolare, ma poi per tante altre cose, sarà innata nelle persone o nasce e cresce a poco a poco? Questo dubbio mi deriva dall'esperienza personale, in quanto nella mia adolescenza ho sempre avuto la passione per lo sport e in particolare per il calcio, fino ad arrivare a praticarlo (pur essendo specialmente a quei tempi uno sport prevalentemente maschile). Mi ricordo che per me il giorno dell'allenamento era sacro e lo attendevo con gioia, per poter esserci, sfidando qualsiasi condizione atmosferica. In contrapposizione vedo oggi mio nipote adolescente, per il quale l'attività preferita è quella di stare davanti al computer, il più delle volte giocando in rete ad un gioco di guerra, che simula la trincea, e da lì giù sparatorie con mitra, bombe e scene sanguinarie a iosa. Oltre a mancargli la passione per lo sport, cosa ben più grave, non ha nessuna voglia di studiare, tanto è vero che ha già perso il primo anno di superiori e l'andazzo di quest'anno non mi sembra migliore. Dunque, come dice viandante, ci vorrebbero per questi ragazzi delle motivazioni forti per farli uscire giustamente dalle personali prigioni, le stesse dalle quali noi non siamo riusciti a liberarci, perchè non ne eravamo consapevoli, nè noi tanto meno i nostri genitori. Allora questo è quesito principale: come si fà a far proliferare quella scintilla che alberga nell'argilla,nel loro animo?? Effettivamente, visti i risultati della nostra società, i primi a dover essere educati siamo noi adulti!! Questo è il vero dramma per i nostri ragazzi.]]></description>
			<dc:creator>patty</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 12:02:25 +0100</pubDate>
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			<title>e De Coubertin ?</title>
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			<description><![CDATA[Sono perfettamente d'accordo con ...VIANDANTE. Il brano suggerito... mi fa porre un'altra domanda. E' vero che nella vita se non sei fortemente motivato... non accetti i sacrifici dell'"allenamento per raggiungere i risultati sportivi o la Santità. E' sufficiente lo spirito decoubertiano de...l'importante è partecipare , oppure dobbiamo mirare ...a "l'importante è vincere", come sembra essere di moda oggi? Non tutti siamo campioni... penso che sia importante avere degli obiettivi sani, nobili e chiari, per cui affrontare "volentieri" quei sacrifici necessari per raggiungerli.... poi non ha importanza il posto in classifica...l'importante è ...averci provato seriamente. Penso che sia più "cristiano"lottare per la "bontà" dell'obiettivo e non per vincere la medaglia.... Mi spiego meglio...(almeno spero), chi lotta per la gloria, per il record o per la medaglia... solo per orgoglio e per primeggiare, non so quanti meriti avrebbe davanti a Dio, così come voler essere "santo" per orgoglio. Sono più meritevoli i "mediani", che sgobbano, fanno bene il loro dovere, senza quasi mai apparire davanti ai riflettori...vale molto di più il lavoro sommerso di tanti atleti che lavorano in silenzio..., ma come diceva VIANDANTE, ci vogliono molti bravi allenatori... io spero nella prossima generazione, la nostra ha già fallito.]]></description>
			<dc:creator>adsocrate</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 20:26:29 +0100</pubDate>
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			<title>RE: &quot;Corro perché conquistato&quot;. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</title>
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			<description><![CDATA[Concordo pienamente sul valore educativo dello sport, soprattutto in una società consumistica come la nostra in cui domina la logica del "tutto e subito", della soddisfazione immediata di ogni desiderio. Allenarsi allo sport significa allenarsi alla fatica, al sacrifcio, alla costanza, alla disciplina, alla rinuncia, all'attesa, in vista del raggiungimento di un obiettivo ambito, di una meta a lungo desiderata. Allenarsi allo sport è quindi allenarsi alla vita che , giustamente, viene paragonata ad una maratona, il cui traguardo può essere superato solo dopo un'adeguata prearazione . E vuol dire anche allenarsi alla fede. Chi non è allenato alla fatica, alla sofferenza,alla pazienza non può crescere. Chi pensa che può ottenere tutto senza sforzo rimarrà smarrito difronte all'esistenza perchè tutto si paga in termini di tempo, dedizione, energie, rinuncie, convinzoni. Anche l'incontro con Dio. Spessso i giovani si fanno cogliere dall'inerzia, dalla pigrizia, sono trattenuti dalla paura del fallimento ,dall'ansia di non farcela e preferiscono star seduti ai bordi della vita, passando da una crisi di identità all'altra, piuttosto che affrontarla da protagonisti e spiccare il loro volo.Sono d'accordo che c'è bisogno di educatori-allenatori che sappiano accendere in loro la passione, stimolare l'entusiasmo, donare fiducia e soprattutto infondere motivazioni valide. Penso, infatti, che ciò che manca a tanti giovani non è la volonta ma la motivazione. Più essa è forte e più spinge all'azione. E quando si è coinvolti in qualcosa, l'attività stessa genera entusiasmo e questo si autoalimenta, sconfigge l'inerzia e porta alla realizzazione di una vita più piena e di una libertà più grande. Diamo dunque delle motivazioni forti ai nostri ragazzi, sfidiamoli ad andare oltre, ad uscire dalle proprie personali prigoni, aiutiamoli a tirar fuori i talenti di cui sono dotati e accendiamo in loro il desiderio, soprattutto il desiderio di Dio . Ma esistono adulti ,genitori, insegnanti, catechisti, preti ,allenatori che sappiano far questo ? che abbiano ideali,passioni, desideri cosi forti e radicati da saper condividere e trasmettere ? Sicuramete esistono, ma non abbastanza da accendere il mondo. E allora educhiamo prima gli adulti ...]]></description>
			<dc:creator>cleopa</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 14:57:52 +0100</pubDate>
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			<title>RE: &quot;Corro perché conquistato&quot;. Il gesto sportivo come ginnastica per l'Eterno</title>
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			<description><![CDATA[" Lungo la strada scoprirai la forza, scoprirai e conoscerai le tue capacità, conoscerai il 'potere' e arriverai a scoprire molte più cose di te stesso. Via via che il viaggio continua, continuano anche le scoperte" P.C.Siegel ..la bellezza del Cammino :-)]]></description>
			<dc:creator>Antonellissima</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 11:16:21 +0100</pubDate>
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