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		<title>"Papa deficiente, ma non decaduto" - X</title>
		<description>Discussione "Papa deficiente, ma non decaduto" - X</description>
		<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/karol-il-grande/325-qpapa-deficiente-ma-non-decadutoq-x.html</link>
		<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 10:01:02 +0100</lastBuildDate>
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			<title>VIANDANTE ha scritto:</title>
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			<description><![CDATA[In una prospettiva puramente mondana, la tendenza di ogni individuo è di sfuggire al dolore e alla sofferenza in quanto ostacoli alla realizzazione di una vita felice. Eppure prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con la solitudine, il dolore fisico o morale, la frustrazione, l'ingiustizia, la perdita di una persona cara...E guai se non fosse così, cosa sapremmo della vita se conoscessimo solo una faccia della medaglia? A volte " le tragedie" arrivano proprio per evitarci il peggio, ma dobbiamo affrontarle nella giusta prospettiva, per non soccombere e morire. Di fronte alla sofferenza, possiamo assumere tre atteggiamenti: il rifiuto, l'accettazione, il dono. Quando si rifiuta il dolore,si finisce per ripiegarsi su se stessi, per lamentarsi sempre e di tutto, per cadere nel risentimento, nell'egoismo o in un vittimismo autodistruttivo. Se invece si abbraccia la sofferenza, allora si riesce a vedere ciò che ci succede in un'ottica diversa e si è in grado di cogliere il risvolto positivo di ogni esperienza, trasformandola così in un momento di crescita interiore. E' attraverso le prove che si va avanti, si dà valore alla vita, ci si apre alla comprensione di noi stessi, si acquisisce una maggiore sensibilità, si procede sulla strada interiore, uscendone più grandi. Gesù per primo ci ha tracciato la strada, indicandoci nella croce la via per arrivare a Lui. Chi riesce poi ad offrire la propria sofferenza, come ha fatto Gesù e lo stesso grande papa Giovanni Paolo II, allora può sperimentare anche una profonda gioia interiore perchè entra in un rapporto di amore con Dio , così intimo e stretto da riuscire quasi a vederlo e toccarlo. Anche se difficile, non ci resta quindi che cercare di accettare la sofferenza come una compagna di viaggio dalla quale apprendere utili insegnamenti per elevarci spiritualmente, con la consapevolezza che tutto passa, tutto cambia e che "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rom 8, 28). Quando poi impariamo ad offrirla, allora siamo già a buon punto nel cammino verso la santità.]]></description>
			<dc:creator>VIANDANTE</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 22:09:05 +0100</pubDate>
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			<title>....dolore!!!</title>
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			<description><![CDATA[Giovanni Paolo II è stato proprio un esempio di "vita-fede-sofferenza" e le parole che ha pronunciato "Gesu' è forse sceso dalla croce" sono proprio la conferma di come affrontava da anni con grinta la sua sofferenza che spesso lo bloccava e gli impediva di fare quello che avrebbe voluto. Ricordo qualche suo gesto,un pò infastidito, degli ultimi tempi perchè bloccato nei movimenti e nel parlare, che mi resteranno sempre in mente e dimostravano la sua grinta nel non voler mollare. Questa sua forza di andare avanti era secondo me, il volerci far capire che fino all'ultimo dobbiamo accettare quello che la vita ci riserva perchè fino al momento del "salto finale" abbiamo la possibilità di crescere nella fede proprio perchè la nostra vita e una continua crescita. Certo mi è difficile accettare momenti di sofferenza e di dolore e spesso mi ritrovo a dire - perchè Signore?, perchè tutte queste ingiustizie, tutte queste sofferenze? - Sono convinta che non sono momenti o dolori con "fine a se stesso" e che succedono perchè ...c'è un disegno Divino che non è certo di punizione o quant'altro, ma qui deve veramente esserci una fede forte e salda per accettare con serenità quei momenti e dare un senso alla sofferenza. La vita di Giovanni Paolo II è stata fino all'ultimo respiro, una continua offerta a quel Signore che ha dato la vita per la nostra salvezza, come pure una testimonianza di amore e perdono reciproco verso tutti indistintamente!!!! Grazie Karol]]></description>
			<dc:creator>luci</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 12:56:21 +0100</pubDate>
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			<title>sandropozza ha scritto:</title>
			<link>http://www.sullastradadiemmaus.it/karol-il-grande/325-qpapa-deficiente-ma-non-decadutoq-x.html#comment-359</link>
			<description><![CDATA["La forza della vita nella sofferenza": è questo il tema scelto dalla CEI per la 31esima Giornata per la Vita che la Chiesa in Italia celebrerà il primo febbraio 2009. Giovanni Paolo II ha incarnato questo motto: ha fatto della sofferenza la sua potenza con le parole di San Paolo: "Quando sono debole allora sono forte". Anche nella mia vita accetto il dolore e la sofferenza come momento di crescita e di maturazione o lo vedo soltanto come un salto nel buio, un momento fine a se stesso?]]></description>
			<dc:creator>sandropozza</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:20:37 +0100</pubDate>
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