Sulla strada di Emmaus

Non sei ancora parrocchiano?   Iscriviti
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

COMMENTO AL VANGELO

Passò alla storia come il miglior Ultimo della classe

26/08/2016 - don Marco Pozza - Il Vangelo della Domenica

Dal punto più distante dalla luce: «Nell'oscurità l'immaginazione lavora più attivamente che in piena luce» (I. Kant). Dal punto più profondo dell'abisso: «Solo finché c'è il gusto dell'abisso c'è avventura...

Leggi tutto...

LA PARROCCHIA DEI LUPI

Il tuffo-in-alto di Tania e Alex. Il salto-in-basso di Tamberi

29/08/2016 - don Marco Pozza - La parrocchia dei lupi

I voli sono tutti definitivamente atterrati: l'arrivederci, per chi vivrà e per chi ce la farà ad esserci, sarà fra quattro anni, nell'Oriente giapponese. Spenti i riflettori sulle Olimpiadi di...

Leggi tutto...

PENSIERO CREATIVO

Il vescovo Giovanni dice sempre le solite-cose

28/08/2016 - don Marco Pozza - Pensiero creativo

Le antiche pievi sono ridotte a mucchi di polvere sotto un cielo di cobalto. Le loro campane sono state rese mute e i vagiti dei neonati – la vita non...

Leggi tutto...

IL GUADO DI YABBOK

Un confine sottile

25/08/2016 - Maddalena Negri - Il guado di Yabbok

C’è una linea sottile, che a volte diventa sottilissima. Una linea di demarcazione quasi impercettibile, ma, forse anche per questo, fondamentale. Chi è del mestiere lo sa.Documentare, informare è talmente...

Leggi tutto...

LA CASA DELLE FARFALLE

La ferita del sì

27/08/2016 - Elettra Ferrigno - La casa delle farfalle

Il passaggio di Cristo sulla terra é moto perpetuo e tangibile ancor oggi: nei poggi imboscati delle nostre miserie, nelle distese di uliveti delle nostre attese, nei mari tempestosi delle...

Leggi tutto...

BUONA SETTIMANA

Preghiera della serenità

26/08/2016 - Maddalena Negri - Buona settimana!

Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; la forza ed il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare; e la saggezza di conoscerne la...

Leggi tutto...

Il "sabato sera" Cristo invita a trasgredire (omelia)

alzatiSulla riva del lago ad Andrea quell'Uomo di Nazareth – apprendista falegname esperto di pescatori – deve aver detto più o meno questo: "Andrea, non stare a raschiare questo lago con le tue reti per tutta la vita, vuoi buttarti nell'avventura del Regno di Dio? Guarda che non sarà una vita facile, ma io ti sosterrò. Ti interessa?" Uomini non più uomini quei pescatori, i primi sacerdoti dell'umanità, uomini i cui occhi troveranno come credito la visione di cose prodigiose: "non abbiamo mai visto nulla di simile" (Mc 2,1-12). D'altronde a scoperchiare le case fino all'altro giorno era il vento tempestoso di Galilea, o qualche tormenta improvvisa ch'era infida nemica nelle loro notti di pesca. Stavolta a scoperchiare il tetto ci pensano loro: gli amici di un paralitico. E Lui a godersi questo simpatico siparietto. A dir la verità Gesù di Nazareth preferisce i miracoli "a due", quelli che non lasciano traccia: prendere un infelice per mano e portarselo via lungo un sentiero dove non ci sia nessuno, tra nascondigli capestri, alberi e nuvole. E poi rimetterlo in piedi, ammonirlo nel segreto di tacere (monito puntualmente disatteso per troppa gioia, ndr) e tornarsene in un luogo segreto a pregare. Specializzato in questi, non disdegna però i miracoli polemici, le "cose mai viste" con le quali è necessario ribattere agli impostori e ai sofisti. E allora su in piedi, paralitico, prendi il lettuccio e vattene. E voi, gente, guardate! E' più facile perdonare i peccati o mandar via questo paralitico con il letto in spalla? Bisogna crederci proprio per trascinare un malato inchiodato in barella su un tetto e da lì poi calarlo di peso dopo aver praticato un'apertura: più che forza di muscoli è la disarmante potenza di quel granello di senape cui è paragonata la fede. D'altronde se ci sposti le montagne, scoperchiare un tetto è un semplice allenamento per chi crede: infatti, "figliolo, i tuoi peccati ti sono stati perdonati". Quel fardello penzolante è la cosa più concreta che ci sia: carne sfortunata e due occhi pieni di storia. Che c'è di più concreto oggi di un uomo che soffre?
Al paralitico i peccati sono stati rimessi, eppure la gente sta rattristata: dov'è la gioia? Il Maestro si guarda attorno, le facce deluse, gli occhi abbassati. E in quelle facce, ben leggibile, la mortificazione perché loro hanno scoperchiato il tetto sperando, stasera, di correre tutti e cinque lungo i viottoli dell'orto. Dei peccati nemmeno sapevano l'esistenza, la pesantezza, l'importanza. Correre con gambe guarite, sfamarci se abbiamo fame, bere se abbiamo sete. Vedere, sentire, toccare, vivere a lungo. Per questo noi cerchiamo quell'Uomo, e se c'è bisogno addirittura scoperchiamo i tetti. Ma se ci ridà l'innocenza e la pace del cuore gridiamo: "Tutto qui?". "Andrea, guarda che non sarà una vita facile": ci scambieranno per funamboli e maghetti, per guaritori ambulanti e venditori di pelli nuove. Tutt'al più crederanno se ci guadagneranno qualcosa. Sarà difficile spiegare loro che il miracolo dei miracoli è la pace del cuore. "Non importa, Andrea. Io ti sosterrò. T'interessa?" Tacciono tutti perché la domanda è pesante: "Che cosa è più facile?". Nessuno ha il coraggio di rispondere. Forse ancora padroni di quella maligna contentezza: perché rimettere i peccati (è scritto nella loro sapienza di dottori) spetta solamente a Dio. Oggi ha bestemmiato: è stato colto in fallo. "Che cosa è più facile?": rispondete! Tacciono, e oggi sarebbe lo stesso: oggi saremmo ancora tutti là, portatori di una banalità senza tempo, increduli e sbigottiti che quel silenzio, ancora una volta, sia Lui a romperlo: "Alzati e cammina". Così dice il Signore:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi.
Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
anzi ti sei stancato di me, o Israele.
Tu mi hai dato molestia con i peccati,
mi hai stancato con le tue iniquità.
Io, io cancello i tuoi misfatti per amore di me stesso,
e non ricordo più i tuoi peccati». (Isaia 43)
I miracoli del sabato, quelli che si vorrebbero impedire a Dio perché "è sabato": l'idropico, la donna curva, l'uomo dalla mano secca, il paralitico di Cafarnao. Un giorno loro li racconteranno agli amici. Non uno, ma due miracoli: quello della pietà del Padre e quell'altro, non meno stupefacente, della crudeltà dei fratelli. Che alla gioia di Cristo risposero: "è sabato, maledizione!". Cioè: "lascialo soffrire ancora un altro giorno". Invece il paralitico stasera correrà.
Perché per l'Uomo dei Vangeli credere in Dio non è una formalità domenicale.

Aggiungi commento

NOTE IMPORTANTI
- Quando si carica la pagina, i commenti potrebbero tardare alcuni secondi prima di apparire.
- I commenti inseriti dagli utenti non registrati al sito, non saranno immediatamente visibili perché dovranno prima essere approvati da parte degli amministratori.
- I dati personali saranno trattati in conformità alle leggi vigenti sulla Privacy (vi invitiamo anche a leggere quanto riportato nell'apposita pagina).
- Per commentare è indispensabile avere il browser con i cookie e gli script (javascript) abilitati.

Si prega vivamente di evitare la scrittura in stile SMS.

Codice di sicurezza
Aggiorna

Appuntamenti

Per vedere questa risorsa accetta i cookie (se prima di accettare vuoi saperne di più sui cookie di questo sito, leggi l'informativa estesa).

Ultimi commenti inseriti

  • Don Giovanni d'Ercole: il vescovo-straccio dei terremotati
    donmarcopozza 26-08-2016 16:12
    La teologia di don Camillo
    «La porta della chiesa era spalancata e si vedeva la piazza con le case annegate e il cielo grigio e ...
     
  • Passò alla storia come il miglior Ultimo della classe
    donmarcopozza 26-08-2016 16:05
    RE: Passò alla storia come il miglior Ultimo della classe
    E' una delle scene delle quali vado più geloso. Si ripete ogni mercoledì mattina in una delle pasticcerie ...
     
  • Don Giovanni d'Ercole: il vescovo-straccio dei terremotati
    Lui-Sa 26-08-2016 13:35
    "Sipario"
    P.S. www.youtube.com/watch?v=Zw0BrLPRcow (https://www.youtube.com/watch?v=Zw0BrLPRcow)
     
  • Don Giovanni d'Ercole: il vescovo-straccio dei terremotati
    Lui-Sa 26-08-2016 13:34
    "Sipario"
    Quando cala il sipario, quando tutti se ne vanno fa la differenza chi resta
     
  • Fare-il-bucato con una sconfitta
    Maddalena 19-08-2016 12:04
    RE: Fare-il-bucato con una sconfitta
    Ho avuto anch'io modo di assistere a quella scena. Caduta a parte, il repertorio migliore erano ...
     
  • Fare-il-bucato con una sconfitta
    sorellacri 18-08-2016 09:20
    Rialzarsi
    ... dopo compieta, in questi giorni di "vacanza" conventuale posso guardare una mezz'ora le olimpiadi ...
     
  • Null'altro che maschere. Smascherate
    chiara79 15-08-2016 21:13
    RE: Null'altro che maschere. Smascherate
    Caro mago silva, mi permetto un piccolo appunto storico al tuo commento. All'epoca di Cristo non ...
     
  • Null'altro che maschere. Smascherate
    Maddalena 07-08-2016 13:28
    RE: Null'altro che maschere. Smascherate
    I credenti in Cristo, proprio perché dei poveracci senz’alcuna istruzione furono invisi fin dall’inizio ...
     
  • Null'altro che maschere. Smascherate
    Elettra 07-08-2016 13:17
    RE: Null'altro che maschere. Smascherate
    caro mago Silva, la sua riflessione mi colpisce positivamente. quel fazzoletto di terra nel quale si ...
     
  • Null'altro che maschere. Smascherate
    MAGO PROF. SILVA 04-08-2016 20:53
    RE: Null'altro che maschere. Smascherate
    Il mio commento e' rivolto a tutti i professionisti religiosi e credenti, ebbene se solo si riflette ...

Visitatori online

Abbiamo 143 visitatori e nessun utente online

Questo sito utilizza una licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.

Riguardo ai contenuti pubblicati, consultare anche la pagina "Note importanti".

Il logo di "Sulla strada di Emmaus" è stato realizzato da Manuela Faule